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Ultimo aggiornamento il 22/10/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un blog di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Gli addetti della Whirlpool di Napoli si sono trovati senza lavoro nonostante le rassicurazioni dei politici e i sostanziosi contributi statali. Oggi, sul "Fatto", Enrico Fierro ha raccontato il dramma di queste famiglie. A seguire l'articolo.

"“Ho cinquant’anni, se chiude la fabbrica dove vado?”. “Amo questa città, ma se perdo il lavoro devo andarmene e ricostruire la vita altrove”. “Ci vogliono spingere nelle mani della camorra…”. Vanno ascoltate le voci degli operai della Whirlpool di Napoli per capire quali drammi individuali e sociali si nascondano dietro parole a volte astruse come ristrutturazione, delocalizzazione, etc. Stiamo parlando della più grande fabbrica di elettrodomestici al mondo, e dei suoi 400 operai"".

""I vertici dell’azienda hanno deciso che il 1 novembre si chiude, i cancelli di Napoli saranno sbarrati e le lavatrici verranno costruiti altrove. ...

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A San Marzano, per una presunta vicenda di appalti sospetti, due assessori sono stati interdetti dai pubblici uffici. Per due mesi, in pratica, non potranno mettere piede al Comune. Alcuni tecnici dell'Ente, per la stessa storia, devono stare lontani dalla città (si chiama divieto di dimora). Il provvedimento interdittivo era stato chiesto dal pm per lo stesso sindaco Cosimo Annunziata, ma il giudice lo ha rigettato.
Da un punto di vista giudiziario tutti sono innocenti fino a prova contraria. Politicamente la questione è molto diversa. Annunziata ha detto che andrà avanti, nonostante tutto. Di fatto il suo esecutivo è dimezzato. Ha parlato, naturalmente, di "complotti" maturati negli uffici comunali. Noi pensiamo che l'amministrazione, per difendere la sua dignità, ammesso che ce l'abbia, dovrebbe fare solo una cosa: rassegnare le dimissioni. Meglio tornare a votare.

Carlo Meoli

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Per favorire la massima trasparenza pubblichiamo i nomi di tutti gli indagati nella truffa sui falsi incidenti stradali. Ci sono otto provvedimenti di sospensione professionale per l’avvocato Raffaele Guerritore, figlio dell’ex senatore Antonio, l’avvocato e sua consorte Antonella Tramontano, di Pagani, il medico radiologo ed ex consigliere provinciale Costabile D’Agosto, titolare del centro diagnostico D’Agosto e sua moglie Francesca Guerritore, sorella di Raffaele, gli avvocati Chiara Giordano, Christian Cavaliere, Assunta Zarrella e l’infermiere paganese Saverio Croce, con tre obblighi di dimora fuori dal comune di Nocera Inferiore nei confronti del collaboratore dello studio legale Massimo Petrosino, quarantatreenne, del paganese Espedito Giuffrida e del faccendiere Francesco Pratola, il primo a finire nel registro degli indagati dopo una denuncia presentata dalla Cattolica Assicu...

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Se si vuole capire il livello medio della classe amministrativa che governa nell'Agro la vicenda di Sarno ha un valore esemplare. A due mesi dalle elezioni sedici consiglieri firmano le dimissioni per mandare a casa il sindaco Mancusi. L'operazione è fatta, però, in modo talmente fanfarone e ignorante che il prefetto "semprecolorata" Pantalone non può fare altro che annullare le lettere e lasciare il sindaco al suo posto. A questo punto una persona normale si aspetterebbe che i consiglieri vadano a ripresentare le loro dimissioni. Invece no. Almeno fino a ora non è accaduto.
Da parte sua il sindaco avrebbe dovuto prendere atto che, al di là degli errori formali, non ha più una maggioranza in Consiglio e dimettersi. Sarebbe stato un gesto minimo di dignità. Mancusi, però, non ha nessuna intenzione di lasciare. Alla fine a Sarno ci sono sedici consiglieri che si erano dimessi e che adesso, forse, hanno cambiato idea. Poi c'è un primo cittadino che, sfiduciato nei fatti, rimane al suo posto. La verità che dovrebbero essere cacciati tutti. E questo compito spetta ai cittadini che fra qualche mese andranno a votare.

Carlo Meoli

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Pubblichiamo una intervista di tre anni fa all'ex presidente del Brasile Cardoso sul problema della legalizzazione delle droghe.

La guerra contro la droga non funziona. Bisogna cambiare strategia. Intervista a Fernando Henrique Cardoso, ex-presidente del Brasile L'ex-presidente del Brasile, Fernando Henrique Cardoso (Rio de Janeiro, 1931), difende la depenalizzazione del consumo di droghe, cosi' come gli ex-presidenti di Mexico e Colombia, rispettivamente Ernesto Zedillo e Cesar Gavinia, sostiene la Dichiarazione di Vienna che vuole porre fine all'attuale strategia proibizionista che e' causa di stragi sociali e sta fomentando l'epidemia dell'Aids. La dichiarazione sara' presentata questo mese al congresso internazionale sull'Aids che si terra' a Vienna. Cardoso, membro della Commissione latinoamericana sulle Droghe e la democrazia, auspica, nella sua intervista telefonica...

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In una situazione normale il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, avrebbe dovuto, già da tempo, cacciare dalla giunta l'assessore Tonia Lanzetta e marcare le distanze dal suo sponsor politico, Peppe Grassi. Diciamolo, chiaramente, una volta per tutte. In questa faida, a volte ridicola, che ha portato anche allo spiacevole episodio delle elezioni del cda del Mercato ortofrutticolo, la raccolta differenziata non c'entra assolutamente nulla.
Il vero problema, a Nocera, è il puc. Solo il nuovo piano urbanistico territoriale può muovere qualche soldo. Imprenditori famelici, che hanno precisi referenti anche nella maggioranza Torquato, stanno cominciando a muoversi. Il sindaco è sotto pressione. Per ora cerca di mediare, ma la resa dei conti è vicina. A quel punto bisognerà fare una scelta: o si mantiene, sull'urbanistica, fermo il principio che si punterà sulla riqualificazio...

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Alla fine Vincenzo De Luca, super sindaco di Salerno, non entra nel governo. E' rimasto vittima della prevedibile guerra all'interno delle correnti del Pd per una poltroncina di sottosegretario. Non si  può lamentare, però. De Luca, con la sua arroganza e le battaglie nel partito per imporre il pensiero unico, è tra i principali responsabili di questo clima di odio che oggi si respira tra i democratici. Ha sempre spazzato via chiunque non la pensasse come lui.
Ha diviso il mondo tra i suoi amici e i suoi nemici. Un ex fedelissimo, Mario De Biase, lo ha spiegato con chiarezza: "Se dissenti finisci nella lista nera". Ovviamente qualcuno a Roma non deve avere nemmeno dimenticato la disinvoltura con la quale è passato dall'appoggio a Bersani a quello a Renzi. Come non gli avrà giovato tutta la questione del doppio incarico mantenuto per mesi  in barba, ancora prima che alla legge, al...

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