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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

La sinistra al caviale in costiera amalfitana. Nell’elegante borgo di Minori, tra Amalfi e Vietri sul Mare, tra una delizia al limone del maestro Sal De Riso e una passeggiata tra i bar stile anni 60, ci si può immergere tra i risultati di una giunta a guida Pd, e della sua visione di sviluppo e di qualità della vita. Che invece di difendere quel che restava delle spiagge libere, le ha lasciate tramutare anche quelle in lidi eleganti. E non sazia, ha riconvertito un tratto di arenile in una Spa. Un centro benessere dal nome Otium, con idromassaggi vista mare, “vele ombreggianti e cuscini pouf”, si legge nello schema di progetto approvato, prima della sua realizzazione e della gara per la gestione.

Tutto bello, bellissimo, fine. E poco popolare, almeno in termini di prezzi. Incuriosisce che la Spa, progettata dal pubblico per uso pubblico, ed affidata all’unico concorrente della gara, che vince nel 2014 con un rialzo sulla base d’asta dello 0,01%, viene pubblicizzata sul sito e sulle pagine social dell’Hotel Villa Romana come fosse una pertinenza dell’albergo. “Siamo l’unico Hotel in Costa d’Amalfi con una Spa direttamente in spiaggia, un’esperienza unica con un panorama mozzafiato”, si legge su un post facebook dell’8 luglio. Segue l’offerta: idromassaggi caldi-freddi, docce emozionali, percorso vascolare. E la spiaggia luxury. “Stupenda”, scrive il social media manager con tanto di faccina con gli occhi a cuore. L’abbiamo vista da vicino, ed è vero. “È possibile prenotare anche un rilassante massaggio”.

L’Hotel Villa Romana è un quattro stelle di proprietà della famiglia del sindaco dem Andrea Reale, leader incontrastato dal 2009. Reale pare ignaro delle notizie che ascolta sulla promozione web del Villa Romana: “Che sta dicendo? Chi tocca l’albergo, che non va neanche nominato, deve parlare con il mio penalista”. Poi di fronte all’evidenza, ovvero al file, ringrazia via whatsapp: “Grazie della segnalazione, chiederò spiegazioni al direttore”. Siamo contenti di averlo illuminato. Poi richiama: “Mi sono informato, l’Hotel con quella comunicazione indica l’esistenza di un accordo commerciale con la Spa, la consigliamo ai nostri clienti, ma non introitiamo nulla”. Uno dei suoi consulenti e amici aggiunge: “La spa sul mare è diventata un fattore trainante del turismo di Minori, ne beneficiano tutte le attività”.

Di Andrea Reale si dice che è un fedelissimo di Vincenzo De Luca, che ne ammira i metodi di uomo solo al comando e li replica nel suo paese. “Non ho figli, la mia famiglia sono i miei concittadini, mi amano tutti. Ho solo una ventina di detrattori che mi rompono le scatole”. L’anno scorso è finito sotto inchiesta, e poi archiviato, con l’accusa di aver truccato il tesseramento del Pd iscrivendo tra le 546 adesioni, in un paese di 2500 abitanti (“non solo Minori, ma anche Maiori, Tramonti e altri paesi”, ci precisa Reale) decine di persone a loro insaputa. Reale è il sindaco che, dopo aver chiesto e ottenuto la concessione demaniale, mise a gara la trasformazione dell’arenile in Spa. E ora la Spa va ad arricchire l’offerta turistica dell’albergo familiare. “Di tutti gli alberghi”, replica Reale. Sì. Ma su altri hotel uno spot simile a quello di Villa Romana non lo abbiamo trovato.

La Spa sul mare era nata come un progetto pilota con scadenza di un anno, al 2015, prorogabile fino al 2020. “Con carattere precario e contingente”, si legge negli atti. Nulla è più definitivo del provvisorio. La società che la gestisce è la stessa che si cura del centro benessere invernale dell’albergo. Persino le grafiche si richiamano l’un altra, la M di Villa Romana e quella di Otium sono uguali. Circostanze che hanno fatto saltare la mosca al naso all’opposizione. “Ci fu un problema della condotta idrica fognaria della Spa sul mare, le acque stagnavano, e protestammo chiedendo perché le spese delle riparazioni dovessero essere accollate alla collettività”, ricorda il consigliere Fdi Fulvio Mormile.

Mormile è tra chi si è battuto contro la privatizzazione di un litorale dove già insistevano tre lidi storici. Battaglia persa. Il tratto ad est da mille metri quadri affianco alla Spa fino al 2012 era spiaggia libera. Ora è una spiaggia pubblica attrezzata, di fatto uno stabilimento. Hanno lasciato come contentino una fascia di due metri per 29, perpendicolare alla linea di costa. “Il ghetto dei residenti”, titolò sul suo blog l’architetto Christian De Iuliis. Cinquanta stalli, riservati a chi si sveglia abbastanza presto. E poi sono rimaste due strisce di spiaggia libera attrezzata. Poca roba. Un signore sulla settantina mastica amaro. “Sotto la Spa una volta era tutta spiaggia libera e venivano gli operai a fare il bagno al tramonto, era il tratto dove il sole se ne andava via più tardi”. Poi è arrivata la sinistra dei deluchiani.