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Ultimo aggiornamento il 23/05/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/637

Caos all’Ospedale di Sarno: l’emergenza non riguarda solo Ortopedia ma anche altri reparti. In seguito alla sospensione degli interventi chirurgici nel reparto di Ortopedia dell’Ospedale “Martiri di Villa Malta di Sarno” per la carenza di medici in servizio sono fioccate le reazioni sulla situazione di emergenza che sta attraversando il presidio sanitario locale.

Il direttore Rocco Mario Calabrese, nei giorni scorsi, si è già impegnato a risolvere questa emergenza con nuovi innesti. In particolare sarebbe in corso di definizione una convenzione con gli ortopedici in servizio presso l’azienda ospedaliera Moscati di Avellino. Calabrese, inoltre, ha risposto a una nota delle organizzazioni sindacali facendosi promotore di un’iniziativa per rinforzare il personale medico: “Considerato che nel reparto di Medicina e chirurgia d'accettazione e urgenza risulta in servizio una sola unità medica, e al fine di garantire la necessaria ed adeguata assistenza, si propone di trasferire i dirigenti medici e le attività afferenti alla Guardia Medica. Si ritiene necessario, inoltre, reclutare, con ogni forma contrattuale disponibile, personale medico da dedicare alla predetta attività".

Dalle organizzazioni sindacali, invece, è intervenuto sul tema, Pietro Antonacchio, segretario della Cisl Fp Salerno: "Chi organizza il servizio sanitario deve essere un manager e non deve avere le mani legate. Purtroppo l’attuale gestione non ha mai messo in campo un’attività programmatica. I reparti a rischio sono tutti. Bisogna agire velocemente e riorganizzare i servizi”. 

Il consigliere comunale di minoranza della Lega, Sebastiano Odierna, ha attaccato la classe dirigenziale e politica del territorio "Il reparto di Ortopedia dell’ospedale di Sarno, quando c’eravamo noi, era...

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L’ansia da manifesto, o da santino elettorale che dir si voglia, è quella che prende i candidati alle elezioni di ogni ordine e grado. L’unica che si rifugge, forse, è quella per la scelta dell’amministratore di condominio. Per i più, le altre rappresentano una lusinga anche se in fondo i pretendenti sanno bene di riuscire a spuntare non più di una manciata di voti. Ma per il quarto d’ora di celebrità si fa questo ed altro.

Quindi, se da un lato si registrano resistenze a candidarsi, dall’altro si fa di tutto per mettersi in posa per consacrare la propria discesa in campo. Mezzi busti, seduti, correndo nelle praterie (anche se a Nocera Inferiore non abbiamo chissà quali e quanti prati da vivere), rannicchiati o alla “olio cuore”, sembra la solita minestra riscaldata. Non mancano a corredo gli slogan più disparati, con la ripetizione spasmodica delle parole: bene, città, futuro...

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Carcasse di maiali, cuccioli e adulti, gettate in un pentolone e bollite. Siamo a Reggio Emilia. Qui, la giornalista Giulia Innocenzi, insieme agli attivisti di Essere Animali, è riuscita ad accedere a un allevamento (oggetto di una segnalazione) e ha documentato con le telecamere le modalità di smaltimento degli animali morti. Si tratta di uno stabilimento che alleva maiali destinati alla produzione di prosciutti con la dicitura dop, di origine protetta. Essere Animali ha poi denunciato il proprietario e sono intervenuti i Carabinieri. “I Nas – racconta Simone Montuschi, uno dei fondatori dell’associazione – hanno colto il proprietario con le mani nel sacco, o meglio nel pentolone. Hanno quindi sequestrato tutto e multato l’allevatore. Siamo probabilmente di fronte al reato di deposito illecito di rifiuti pericolosi“. Il trattamento degli animali che muoiono in allevamento dovrebbe seguire per legge procedure diverse. Le spiega il veterinario dell’Ats in pensione Dario Buffoli. “Le carcasse devono essere recuperate da una ditta specializzata e portate in un inceneritore”.

Si tratta di un rifiuto particolarmente pericoloso. “Deve esserci uno smaltimento corretto, in modo che la carcassa non possa veicolare patologie o malattie ad altri animali”. Il cassone trovato nell’allevamento era stato autorizzato prima del 2009, anno dell’entrata in vigore dell’attuale normativa. Ma il proprietario ha continuato ad utilizzarlo anche dopo l’approvazione della legge. Dai controlli si è scoperto inoltre che l’acqua della bollitura dei maiali morti andava nei reflui dell’allevamento, con il rischio di finire nel terreno usato per le coltivazioni. Al proprietario è stata comminata una sanzione di circa 10mila euro.

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Loretta Napoleoni

Ormai è chiaro che né l’Ucraina, né la Russia, né gli Stati Uniti hanno intenzione di negoziare. Per la prima vige il principio che per la patria e per la libertà da Mosca ci si fa trucidare e si resiste fino alla distruzione totale della nazione e della popolazione. La seconda è saldamente in pugno a Putin, che non conosce la parola sconfitta e per quanto riguarda gli Stati Uniti, gestiti dal partito democratico, notoriamente guerrafondaio, hanno tutto da guadagnare dal prolungamento della guerra. Basta menzionarne i vantaggi economici: si pensi solo ai carichi di metano liquefatto che venderanno a noi europei, senza parlare del trionfo della Nato, creazione loro, che ormai ingloberà anche la pacifista, o meglio ex pacifista, Svezia, la ex diplomatica Finlandia e forse anche la ex neutrale Svizzera.

Gli unici che da questa guerra hanno solo da perdere siamo noi, gli europei. ...

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Sabrina Quaresima

Una nota dell’Ufficio scolastico regionale diffusa ieri informa che l’ispezione da esso avviata “a tutela di tutta la comunità scolastica e per verificare le segnalazioni alle quali la stampa nazionale ha dato ampio risalto […] non ha accertato violazioni del codice disciplinare, per cui questo Ufficio non avvierà procedimenti né adotterà provvedimenti disciplinari”. Insomma, non solo la vicenda della Preside del Liceo Montale Sabrina Quaresima e della sua presunta love story con uno studente maggiorenne non aveva alcuna rilevanza penale ma, si apprende ora, non aveva neppure alcuna rilevanza disciplinare.

Non solo, dunque, la Preside, anche ammesso che la relazione con lo studente che le è stata imputata sia mai esistita, non ha violato – e questo già lo sapevamo – alcuna norma di legge; ma non ha commesso neppure alcuna violazione disciplinare. Eppure la sua vita è stata mas...

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Storicamente ogni guerra comporta un esodo e le categorie più penalizzate sono donne e bambini. La conoscenza di tali "fughe" negli scorsi secoli spesso è sommaria, ma nell’era dei social pare di essere coinvolti anche a chilometri di distanza. Sfollati e profughi fanno le valigie e noi guardiamo, condividiamo , ci permettiamo di  commentare, accusiamo. Poi c’è chi decide di accogliere , anche se non tutti procedono secondo le più corrette modalità etiche. 

L’Unhcr stima che, al momento, siano oltre 4,5 milioni i rifugiati ucraini fuggiti dal paese di cui circa 100.000 sono arrivati in Italia. Nel 1951 i 144 stati contraenti la convenzione di Ginevra definiscono lo status di rifugiato ponendo come principio fondamentale quello del non-refoulement : nessun rifugiato può essere respinto verso un Paese in cui la propria vita o libertà potrebbero essere seriamente minacciate. Lo S...

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