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Ultimo aggiornamento il 26/09/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/666

Annarita Patriarca

Annarita Patriarca ha ereditato la passione per la politica in famiglia. Il padre, Francesco, è stato senatore democristiano, sottosegretario alla Marina mercantile, una gloriosa carriera finita con un processo per concorso esterno in associazione camorristica, dal quale è uscito con una condanna definitiva a nove di anni carcere, nel 2007. La camorra era quella degli Alfieri, paccottiglia criminale che ha devastato la Campania e lasciato un migliaio di morti ammazzati a terra nella guerra di camorra contro i cutoliani.

IL NOME DEL PADRE

La figlia dell’ex sottosegretario è totalmente estranea a quelle vicende e ha fatto la gavetta iniziando dal consiglio comunale di Gragnano, prima presidente del consiglio comunale e poi sindaca. Un'esperienza conclusa con lo scioglimento dell'ente per infiltrazioni della camorra, nel 2012. Annarita Patriarca è consigliera regionale forzista e ambisce a un posto in parlamento, ma non vuole sentir parlare di quell'azzeramento per camorra, visto che – ribadisce –  che da quello scioglimento non è derivato alcun procedimento penale. Ora, un'aspirante deputata dovrebbe sapere che la legge sullo scioglimento per mafia non è un provvedimento penale, ma amministrativo e che cammina su binari differenti dai pronunciamenti della magistratura. Domani ha ricordato anche un'altra vicenda: quando Patriarca è stata indagata per peculato per fatti risalenti al suo passato da presidente del consiglio comunale, nel triennio 2006-2008.

«Quel denaro risultava, in base al rendiconto presentato dalle rispettive cariche, speso in virtù di giustificativi (riconducibili all'ufficio del sindaco e del presidente del consiglio) che, talora, erano palesemente insufficienti (es. scontrini illeggibili), talora erano contraffatti (poiché pr...

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“730mila euro di bolletta del gas in agosto per la Comunità di San Patrignano, 11,5 milioni per pagare la bolletta della luce per l’Ospedale Cardarelli. Migliaia di imprese rischiano la chiusura e troppe famiglie non riescono ad arrivare a metà mese”. Su Facebook il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli lancia l’allarme. Con lui anche il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte che chiede al governo “di stanziare immediatamente per il terzo settore dei ristori a fondo perduto e prevedere anche degli specifici crediti di imposta che ne allevino la sofferenza economica”.

Sui social la stessa comunità di San Patrignano pubblica le cifre dell’ultima bolletta del gas: 730.148,93 euro. Dieci volte in più di quella di agosto 2021 (che era di 70.000 euro). “Costi insostenibili che mettono a rischio le attività della comunità”, denunciano lanciando un appello a istituzioni e...

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Il sindaco Canfora

«Difformità che possono compromettere la salute delle persone e l’ambiente». Il sindaco Giuseppe Canfora emana un’ordinanza contro l’impianto di rifiuti di via Ingegno. Il caso arriva anche in Procura.

La scia puzzolente che sta inondando la città di Sarno, specie nella parte nord-ovest del territorio, è diventata insopportabile. L’odore nauseabondo che fuoriesce oltre il perimetro aziendale di una nota ditta dell’area Pip, giungendo fino all’ospedale “Martiri di Villa Malta” e al centro di Sarno, ha scatenato la rabbia di gran parte della popolazione.

Il fenomeno è stato oggetto di verifiche anche dell’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, l’Arpac. In ripetute ispezioni in loco i tecnici dell’Arpac, già dallo scorso maggio, avevano evidenziato dei possibili illeciti di natura penale e illeciti di natura amministrativa legati alla violazioni delle prescrizioni normative in materia.

Le irregolarità in questione afferiscono a scarichi non autorizzati e a sistemi di abbattimento degli odori carenti o insufficienti che, secondo l’Agenzia regionale, sono causa «di difformità che possono compromettere l’ambiente e la salute delle persone». Nei giorni scorsi, inoltre, centinaia di lamentele sono arrivate dalla popolazione. Dunque la situazione è diventata talmente insostenibile che Il Primo cittadino di Sarno ha sottoscritto un’ordinanza sindacale nei confronti dell’impianto di rifiuti “PRT”, notificando l’atto al proprietario dell’impianto nonché alla Prefettura di Salerno, alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, all’Asl Salerno, alla Regione Campania, a Carabinieri e Polizia di Stato. Nell’ordinanza, come già accaduto in passato, il sindaco Giuseppe Canfora si è preso carico delle segnalazioni di «residenti, personale e pazient...

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A metà strada tra mutazione antropologica e anticipo di quei tempi nuovi con i quali la sinistra sta proprio in queste settimane facendo i conti, il deluchismo è diventato una categoria della politica sulla quale si sono esercitati in tanti, comici e imitatori compresi. La riduzione a puro folklore di un’esperienza che rappresenta già uno straordinario paradigma di longevità (30 anni di potere ininterrotto) ha avuto finora un effetto banalizzante, che non rende assolutamente giustizia alle gravissime ferite inferte al tessuto civile di Salerno e della Campania da un sistema tentacolare che coniuga perversamente atavici mali della politica meridionale – il trasformismo, il familismo amorale, il clientelismo più spregiudicato – con le più moderne e spericolate tecniche di manipolazione della comunicazione pubblica e della coscienza democratica.

A inizio 2022 un gruppo di giornal...

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Tutti vogliono riformare la sanità, ma nessuno spiega come farlo in modo sostenibile e possibile. Lo dice la Fondazione Gimbe, che sul tema ha analizzato tutti i programmi dei partiti in vista delle elezioni del 25 settembre. Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, “se inizialmente tutte le forze politiche convergevano sulla necessità di rilanciare adeguatamente il Servizio Sanitario Nazionale, con la fine dell’emergenza la sanità è rientrata nei ranghi, finendo di nuovo relegata ai margini dell’agenda politica”. Non mancano le proposte da parte di tutti i partiti, ma Gimbe ne sottolinea la frammentarietà, la mancanza della valutazione dell’impatto economico e la non corrispondenza con gli obiettivi posti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il prossimo governo dovrà però affrontare a più riprese il tema della salute: “Tra gestione della pandemia, attuazione d...

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Nel riquadro Michele Cuomo

Condanne, patteggiamenti, rinvii a giudizio. E il riconoscimento, per alcuni degli imputati principali, dell’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Si chiude così l’udienza preliminare innescata dalle indagini sul clan Cuomo, il gruppo criminale di Nocera Inferiore che secondo le accuse si era insediato a Firenze da alcuni anni dietro il paravento di una pizzeria a due passi dalla stazione Leopolda, poi bersaglio di un’esplosione per mano di un clan rivale in trasferta.

Sulla base delle indagini della squadra mobile, dirette dal pm Leopoldo De Gregorio, il gup ha condannato in abbreviato a 6 anni e 6 mesi di reclusione uno dei due fratelli a capo della presunta associazione a delinquere, Michele Cuomo, 42 anni, mentre l’altro fratello Luigi (che ha scelto il rito ordinario come altri imputati) è stato rinviato a giudizio, e il figlio ventenne di Luigi ha patteggiato. Condannati...

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