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Ultimo aggiornamento il 24/01/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Provate a immaginare questa situazione. Siete persone oneste, state a casa vostra, magari mangiando o guardando la televisione. Improvvisamente squilla il citofono. Vi parla un demente totale che guida, purtroppo, il partito di maggioranza relativa in Italia, e chiede a vostro figlio diciassettenne se è uno spacciatore.

Chiaramente il vigliacco mica va a fare queste domande a Scampia o a Corleone. Gli taglierebbero la testa e farebbero anche bene. Si è fermato al quartiere Pilastro, a Bologna. Non è casuale visto che domenica si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. Così il cazzaro verde, evidentemente innervosito da qualche sondaggio, ha fatto la sua stronzata.

Il presunto spacciatore, naturalmente tunisino, è uno studente stimato e benvoluto. La famiglia è perfettamente inserita in Italia da anni. Il padre lavora, non spaccia, e la mamma...

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Bettino Craxi

Raccolgo l'invito dell’amico Carlo Meoli e scrivo di Bettino Craxi a vent’anni dalla morte avvenuta in terra di Tunisia, di fronte a quel Mar Mediterraneo teatro del dirottamento dell’Achille Lauro e del conseguente atto di ribellione alla prepotenza americana nella base missilistica siciliana di Sigonella che lo fanno assurgere, a detta dei suoi ammiratori, a Statista. Statista è colui che antepone gli interessi dello Stato a quelli della propria parte politica (e non cito quelli personali perché il politico non dovrebbe mai pensare a quelli personali). Certo, se paragoniamo Craxi ai politici di oggi ci sembra un gigante. Se lo paragoniamo a un De Gasperi, ma anche a un Aldo Moro, forse un po’ meno. 

Leader di un partito socialista piccolo rispetto alle grandi socialdemocrazie europee del dopoguerra, Craxi seppe abilmente sfruttare lo stallo del sistema proporzionale e sebbene il Psi non superò mai la soglia del 15 per cento, governò stabilmente negli ultimi decenni della Prima Repubblica a livello nazionale assieme alla Democrazia cristiana e alle altre forze minori del cosiddetto pentapartito mentre, a livello locale, non poche furono le esperienze di giunte insieme al Pci.

A metà degli anni '80 i socialisti furono quasi completamente sostituti dai craxiani, la minoranza interna fu sostanzialmente ridotta al silenzio, il decisionismo del capo, che Giampaolo Pansa definì padreternismo, mise i germi di quel populismo che sarebbe esploso nel decennio successivo con il partito azienda di Berlusconi nel quale, non a caso, confluirono pezzi consistenti della nomenclatura e dell’elettorato del vecchio Psi. E fu alla fine degli anni '80 che Craxi commise, a mio giudizio, l’errore fatale per le sorti del nostro Paese. Dopo che per anni si era smarcato dal P...

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Ambrogio Mauri

Gianni Barbacetto ha ricordato, in un pezzo apparso oggi sul Fatto, la storia di Ambrogio Mauri, imprenditore che si rifiutò di pagare tangenti e morì suicida. Una lezione per tutti quelli che stanno beatificando, senza vergognarsi, Bettino Craxi. Buona lettura.

 

 

In questi tempi di commemorazioni commosse, santificazioni tentate e amnesie selettive, voglio ricordare un uomo, un vero protagonista di Tangentopoli. Morto e dimenticato. Si chiamava Ambrogio Mauri. Imprenditore. Nella sua officina di Desio, in Brianza, il padre aveva cominciato a riparare i tram dell’Atm, l’azienda dei trasporti di Milano. Poi l’officina era cresciuta, si era trasformata in fabbrica, aveva iniziato a costruire autobus innovativi e competitivi. È Ambrogio Mauri ad avere l’idea del jumbo-tram, ottenuto unendo con piattaforme girevoli tre vetture. È lui che per primo sperimenta la c...

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Pubblichiamo un pezzo di Adelina Tirelli che era a Bologna al mega raduno delle Sardine. La testimonianza è corredata da una serie di foto, scattate sempre dalla Tirelli, che potete vedere nella sezione del sito Multimedia. 

 

 

Bologna 19 gennaio 2020. Che meraviglia. La piazza 8 agosto è stracolma. Si parla di 40.000 persone, forse di più perché via Indipendenza è un fiume di gente, la montagnola è piena. Quanti colori, bambini, anziani, giovani, famiglie intere cani compresi, quanti striscioni colorati, quanta allegria. Piano piano la gente continua ad arrivare. Mi aggiro tra di loro fotografando ogni cosa. E' tutto così bello e i cartelloni preparati che inneggiano alla libertà e alla voglia di cambiare fanno da corollario. Lo spettacolo inizia con MaLaVoglia: "Siamo sardine, siamo tante formiche con il passo di elefante, il vento sta cambiando". Fa più o meno così il refrain. Ai due lati del palco due maxi schermi con su scritto BENTORNATI IN MARE APERTO. "Abbiamo già vinto risvegliando il senso civico": questo lo slogan di Sartori. L'obiettivo è "fare politica con arte e cultura e chiedere soluzioni a questa classe politica e non di darle".

Sul palco si sono esibiti gli Skiantos, Bandabardò, Afterhours, Subsonica, Marracash, poi Fabrizio Barca, Pif, Sandro Ruotolo e i Modena City Ramblers che hanno intonato quello che ormai è diventato l'inno del movimento e che tanto fa arrabbiare i sovranisti: un "Bella ciao" che ha riacquistato in questa piazza il suo sapore antico e vero della libertà. Intanto si canta, si balla, ci guardiamo, sorridiamo e ci emozioniamo e commuoviamo. Sono contenta e felice, parola di una sessantenne. Mi sento una pasionaria rinata, come mi definisce un giovane fattorino dell'albergo che mi aveva visto passa...

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Un comizio di Guarnaccia

Mi sto chiedendo da un po’ chi è il cittadino dell’Agro nocerino-sarnese. Qual è la sua identità, quale la sua cultura, quali i suoi interessi.

Troppi cambiamenti sono avvenuti negli ultimi 10/15 anni, cambiamenti strutturali dell'economia che hanno inevitabilmente modificato le città, il tessuto sociale, i modi di essere. Oltre gli influssi e le tendenze nazionali le specificità locali hanno resettato la comunità, la sua economia, le sue abitudini. 

In soldoni, si vive peggio di due lustri fa e si fa fatica a intravedere vie d’uscita praticabili a breve e di facile percorrenza. Comincerei con il considerare impossibile dividere i destini delle città dell’Agro sperando in miracolistiche soluzioni comune per comune. L’Agro è cresciuto e si è sviluppato quando ha risposto tutto insieme alle sfide che si presentavano. L’industrializzazione e l’economia agricola raggiungev...

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Vincenzo Boccia

Quando Vincenzo Boccia venne eletto presidente di Confindustria in tanti erano contenti. Alla guida degli imprenditori arrivava un uomo del Sud, oltretutto con l'azienda a Salerno, Arti grafiche Boccia. Non è che il nostro fosse mai stato un fulmine di guerra. Ha ereditato l'attività dal padre, il battagliero Orazio. Una famiglia di stampatori da generazioni. 

Quell'incarico, che sta fortunatamente per lasciare, gli arrivò come un dono, un regalo firmato Emma Marcegaglia. Gli anni della sua presidenza sono stati caratterizzati dalla tristezza. Interventi scontati, lamentele a getto continuo e lo scandalo del Sole 24 Ore. Intanto gli affari in casa sua non è che prosperassero. Insomma, il buon Vincenzo spiegava come salvare le aziende mentre la sua era in pre coma.

La situazione è stata spiegata molto bene da un pezzo apparso oggi sul Fatto. Dal 23 dicembre Boccia, ammi...

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Credo che non molti sappiano che il Neue Zurcher Zeitung, abbreviato per comodità in Nzz, da molti è considerato uno dei quotidiani più autorevoli del mondo. E saranno ancora di meno quelli che sanno che il giornale è edito a Zurigo. Ebbene, ha compiuto 240 anni di vita. Ed è un esempio, sotto tutti i punti di vista. 

Fu fondato da Salomon Gessner e il primo numero uscì il 12 gennaio del 1780. E' un giornale per pochi, ha i problemi di vendita legati alla crisi del settore, ma i suoi dati restano di tutto rispetto. La tiratura media è di 111mila copie e ha circa 240mila lettori. La sua edizione internazionale è vicina alle 7500 copie. E dal 2006 è stata lanciata l'edizione on line. I servizi dall'estero sono il suo punto di forza. Molti dicono che non piace a nessun politico perché è un giornale "libero".

Su cosa si fonda questa libertà? Semplice. Dopo la fine dell'era...

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