info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici. Sostieni Saleincorpo, sito indipendente. Puoi farlo versando un contributo a piacere e su base annua sul c/c bancario IT96G0538776270000000001187 intestato a Carlo Meoli. Causale Sostengo Saleincorpo. Grazie.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 26/05/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Quello che è successo a Napoli ieri sera dimostra due cose: c'è ancora troppa gente incosciente e le politiche puramente repressive non servono a nulla. Partiamo dal primo punto. E' come se le persone, e non si tratta solo di giovani, si siano volute ribellare. All'inizio della pandemia in tanti sono stati frenati dalla paura. Poi il tempo, l'isolamento iniziava a farsi sentire, i dati tutto sommato miglioravano e ci sono stati i primi segnali di quello che è poi esploso ieri sera. Tento di spiegare, non è assolutamente una giustificazione.

L'ordinanza con cui De Luca ha deciso di chiudere i bar alle undici non ha evitato, come era prevedibile, gli assembramenti, anzi. Credo, invece, che l'apertura notturna di questi locali possa quantomeno aiutare a gestire meglio la situazione. I primi controllori sarebbero i gestori che sanno cosa gli aspetta se non applicano la legge. Tutt...

Continua a leggere

foto Gino Pepe

L’isola che non c’è esiste. E’ nata spontaneamente nel cuore del fiume Sarno, in tempi molto più rapidi rispetto ai tempi geologici delle terre emerse, legate alle faglie e ai sommovimenti vulcanici. Dopo la celeberrima isola del pacifico, ribattezzata pacific garbage patch, anche nel fiume più inquinato d’Europa si è accumulata una formazione concreta e solida,  costituita da masse di rifiuti, dove deporre ogni residua speranza di un mondo pulito. 

 

 

 

L’acqua del Sarno nasce limpida da tre sorgenti, una delle quali si trova nel cuore della città omonima, dal Rio Palazzo: nei dintorni immediati c’è il parco dei cinque sensi, con insediamenti di uccelli, anatre e pesci di varie specie, col fiume che fa il fiume e muove incontaminato, a due passi dall’origine delle sue acque gelide. Il panorama cambia nel volgere di poche migliaia di metri, appena entrati nel territorio di San Marzano sul Sarno, coi rifiuti che compaiono e seguono il flusso placidamente. Va ribadito che quest’area rurale è tutto un campo, con gli agricoltori ad approvvigionarsi di acqua per portare avanti la loro attività, sulle tracce del raccolto di ortaggi, frutta e prodotti pregiati. Qui l’isola di plastica non è una, ma si divide in tre masse, a formare altrettanti punti di ostruzione, non proprio scogli né terraferma, ma agglomerati tenuti in un’area comune dalle correnti, dagli altri ostacoli sui fondali, dalle polemiche e dalla rabbia di residenti e coltivatori, che puntano il dito su istituzioni, amministrazioni e soprattutto sul Consorzio di bonifica del corso fluviale intero, con carenze gravi, versamenti in bolletta e il problema sempre costante, sempre più grave. 

Continua a leggere

Raffaele Cutolo

Le foto dei santi e delle madonne guardano dagli altari. Si affacciano a guardare dalle edicole votive, tra le pietre e i vasci, da tutte le altezze, dagli angoli stretti in mezzo ai portoni. Dai palazzi i panni stesi gocciolano l’odore di schiuma mischiato con l’umido. C’è poca luce per le strade, poca differenza tra dentro e fuori: nella stanza da letto di una casa i bambini si ammucchiano in un letto. La musica riempie le bocche di tutti e le strade non si svuotano mai. i passi si fermano ogni tanto per il caffè.

 

 

 

 

A Napoli ogni epoca vuole un re di popolo per la rivoluzione, ma questa contraddizione non si risolve mai. Il rovesciamento, la convivenza tra opulenza e sommossa, tra disfattismo e arricchimento vive di una tensione se...

Continua a leggere

Il presidio al tribunale

Alla Procura di Salerno è normale intercettare un giornalista con rilevatori e microspie nell'auto. Alla Procura di Salerno è anche normale che questo accada nei confronti di una cronista nemmeno indagata, ma ascoltata come persona informata sui fatti per un articolo in cui si parlava di possibili sviluppi nel caso dell'omicidio di Angelo Vassallo. La giornalista in questione si chiama Rosaria Federico e, all'epoca, collaborava con la "Città" di Salerno. E sempre su questo giornale oggi Clemy De Maio ha ricostruito con grande chiarezza le tappe di una vergogna italiana.

Rosaria fu ascoltata dal pm, Silvio Marco Guarriello, in merito all'articolo. Si avvalse del segreto professionale e uscì dagli uffici giudiziari per andare a prendere l'auto. Stava tornando a casa, da suo marito e da sua figlia, quando fu riportata di peso nelle stanze della Squadra Mobile. Subì il sequestro del cellulare, scoprì che erano stati acquisiti i tabulati telefonici e installato un mezzo di localizzazione satellitare sull'auto. In più era stata intercettata. Naturalmente non era indagata.

Il Csm, ed è questa la notizia del giorno, ha archiviato il procedimento disciplinare a carico del magistrato, procedimento nato dopo un esposto del legale di Rosaria, Antonio Sarno. Ci permettiamo di dissentire sgomenti. Rispettiamo le decisioni della magistratura, ma non per questo le condividiamo sempre. Quel giorno lo ricordo bene. Sentii una persona distrutta, mortificata, offesa nella sua professionalità. In quella occasione anche il sonnacchioso giornalismo salernitano ebbe una reazione forte. Quel presidio davanti al tribunale serviva a difendere un principio. Sull'operato sostanzialmente anomalo della procura una idea me la sono fatta: quando si tocca il tasto Angelo Vassallo succ...

Continua a leggere

Pagani è la città dell’Agro dove il fenomeno-droga ha i numeri più alti. O'Sistema, gruppo organizzato con capi, corrieri, gregari e vedette, per tre anni ha convertito un pezzo di centro storico, nel cuore della Lamia allo smercio di cocaina e crack, con una vendita di dodici ore al giorno e offerta collaterale di hashish e marijuana.

 

 

«Vieni llà-bbasc. Fatti il giro. Quanto devi prendere? Dammi i soldi. Solo un pallino addosso e niente più. Lo hanno trovato, quei bastardi. Alle quattro di notte ancora veniva gente». 

 

 

 

In città polizia e carabinieri hanno messo insieme oltre 100 procedimenti per spaccio nel 2016-2017, divisi tra arresti e denunce, con altrettanti sequestri di cui...

Continua a leggere

Nell’ora solare che si perde dalla conta, tempo che non esiste più, ultima notte di ottobre appena prima di ognissanti, il vento è alto. Il mare si fa bianco fino ai parabrezza, come piovesse a lato. Non c’è anima in giro. Francesco Di Bella torna con “O diavolo”, nuovo disco e nuovo passaggio, nuovi fantasmi e affetti, a due anni da "Nuova Gianturco", milleuno concerti dopo, col cuore sempre cantastorie e le parole a punta, dolci, barricate. Sento i nove pezzi in macchina, lungo le corsie libere delle statali, infilando il nulla e poi le strette, fino ai vicoli presidio di vedette, con gli occhi svegli dello spaccio full-time, passando tra i crocicchi di ragazzi ai bar, come riquadri a mezzogiorno, del tutto fuori da ogni luogo. E ascolto, mentre tasti e corde parlano di voi e di me.E non mi sento solo. 

 

Il mondo...

Continua a leggere

Al servizio della città, con la materia del cemento e dei piloni, al tempo dei crolli e della paura che sgretola il mondo, si erge sul mare, fino al mare di Salerno il viadotto del poeta. Uno stradone “Alfonso Gatto” è un biglietto per gli stradari, una precisa indicazione di rotta, una enorme costruzione viaria sotto le ruote distratte dei guidatori, dei mezzi diretti al porto, al di qua e al di là delle acque. Questo poeta, quest’uomo scrittore cantore, cos’era mai stato per darne il nome alla linea obbligata di un raccordo? Che aveva mai fatto, su carta o pensieri, per la memoria d’eterno, magari, sulla struttura di asfalto, neanche di marmo? 

 

 

Tra la cima e la riva della città, l’opera realizzata nel 1980 porta il nome dello scrittore, giornalista e poeta salernitano con la grazia di...

Continua a leggere