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Ultimo aggiornamento il 17/09/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/159

Santino Desiderio

Il consigliere comunale del M5S a Pagani, Santino Desiderio, ha diffuso una nota, in realtà una lettera alla presidente dell'assise Fezza, dopo le penose vicende legate all'ultima seduta consiliare. Abbiamo deciso di pubblicare integralmente il suo intervento perché, al di là delle diverse opinioni politiche, esprime la necessità di recuperare un livello di civiltà nel dibattito tra chi rappresenta il popolo. A seguire il testo.

"Gentile Presidente,  quanto avvenuto nel consiglio comunale del 10 settembre c.a. è qualcosa che mai più deve accadere, e mi rammarico e scuso personalmente con i paganesi per quanto verificatosi, augurandomi che mai più si ripeta. Noi che abbiamo l'onore e l'onere di rappresentare la città, dobbiamo assumere un atteggiamento volto al confronto nel solo ed esclusivo interesse della comunità che ci ha eletti".

"Sono fiducioso e speranzoso che nel prossimo consiglio comunale, che ritengo sia opportuno tenere presso l'aula consiliare di via Pittoni, lei eserciti con estremo rigore ed assoluta terzietà il suo ruolo nel rispetto di tutti e di tutte le diversità politiche presenti nell'assise".

"Altresì mi preme sottolinearLe la necessità che nel prossimo consiglio comunale venga garantito l'ordine pubblico nel dovuto rispetto dei lavori del consiglio, e che lo stesso abbia inizio in un orario pomeridiano onde evitare di protrarre i lavori in orari eccessivamente notturni. Certo di averle fatto cosa gradita, nella speranza che la politica sia esempio da seguire, l'occasione mi è lieta per porgere i miei distinti saluti".

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Enzo Tortora

Il caso di Enzo Tortora resta una delle pagine più buie nella storia della magistratura italiana. Pubblichiamo, tratto da "Sette" del Corsera, un pezzo di Leonardo Sciascia che ricorda i suoi rapporti con il presentatore scomparso nel 1988.

«Ho conosciuto Enzo Tortora, a Caltanissetta, nel 1958. C’era stato tra noi, qualche mese prima, uno scambio di lettere. Io non sapevo chi fosse quell’Enzo Tortora che avendo letto il “gettone” vittoriniano dei miei racconti, me ne scriveva con tanto calore; ma lo sapevano le mie figlie, chi fosse: e forse la sua lettera valse, ai loro occhi, a darmi una specie di promozione. Io in televisione non l’ho mai visto. In tutti i nostri incontri fino a quando l’ingiustizia cadde sulla sua vita, il nostro parlare era di Stendhal, di vecchi libri, di vecchie incisioni. Poi, negli ultimi anni d’altro non abbiamo parlato che dei problemi della giusti...

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Ennio Flaiano

Pubblichiamo questo straordinario pezzo di Ennio Flaiano, risalente al 1957, e riproposto dal Sette del Corsera.

«Oggi, domenica, non sapendo che fare sono andato per indolente curiosità verso la borgata, oltre il mio quartiere. Lunga passeggiata. Poi, sono entrato in un campo sportivo aziendale, a guardare due squadre di giovani che giocavano al pallone. Mi è sembrato di capire che quei giovani non avevano tanto interesse a colpire il pallone, che spesso restava fermo in un angolo del campo, quanto a colpirsi tra di loro. Alla fine del primo tempo due giovani vengono portati via in automobile, al pronto soccorso. Alla fine del secondo tempo, la folla che assiste all’incontro invade il campo, non recintato, e malmena gli altri nove giovani ancora incolumi della squadra sconfitta. Ho seguito poi i commenti che si facevano in vari capannelli. Gli spettatori, tutti della borgata, erano soddisfatti di come la partita s’era svolta e conclusa. La squadra avversaria era stata eliminata per un paio di settimane, forse per sempre, e questo risultato metteva in quei cuori giovani una leggera ebrezza, come un presagio di più accese e meritate vittorie per la “loro” squadra».

Donna scippata perché aveva i colori dei «nemici»

«Ho voluto interrogare un giovane dei più loquaci. Mi ha detto che ama lo sport, gli dedica i suoi momenti liberi e anche i rari momenti di lavoro. Ed ecco come: assiste alle partite vivacemente, segue poi attraverso i giornali sportivi le loro cronache, discutendole con gli amici, gioca ogni settimana al concorso dei pronostici e qualche volta vince, somme modeste, ma comunque mandate dal Cielo. Ha i suoi odi ben precisi, dai quali non saprebbe distrarsi. Per esempio: il solo colore di una maglia avversaria basta a metterlo di malumo...

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Quando io e il direttore di Saleincorpo, Alfonso T. Guerritore, demmo vita a questa esperienza ci scontrammo su tante cose tranne una: un sito giornalistico poteva avere successo solo se fosse stato qualcosa di diverso dagli altri.

In nome di questo principio abbiamo deciso di non accettare contributi di enti pubblici attraverso le convenzioni che, ancora oggi, permettono a molte realtà in rete, e non solo, di sopravvivere. Che credibilità può avere un giornalista che parla dell'attività di un'amministrazione da cui riceve sovvenzioni? In quella sede pensammo anche che andasse filtrata con la massima attenzione la natura degli stessi inserzionisti commerciali.

Come abbiamo detto più volte crediamo che solo un azionariato diffuso possa garantire libertà e indipendenza a un organo di informazione. La libertà, anche questo lo abbiamo già scritto, per noi è un bene non neg...

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Si è aperto, di recente, un grosso dibattito su alimentazione e ambiente. Sull'argomento Jonathan Safran Foer ci ha scritto un bellissimo libro ("Possiamo salvare il mondo, prima di cena"). E sempre sulla stessa questione. alcuni giorni fa, è apparso sul "Fatto" un pungente commento di Massimo Fini che pubblichiamo.

Achtung! Fra poco dovremo diventare tutti vegani o quantomeno vegetariani. Secondo il sito americano Vox, che il giornalista del Corriere.it Gianluca Mercuri definisce “raffinatissimo e di tendenze molto progressiste”, le tasse sulla carne dovrebbero essere aumentate in modo tale che pochissimi potrebbero permettersi il lusso di questo cibo.

Nelle libere democrazie non si può far più nulla, non si può più bere, non si può più fumare se non con sigaretta elettronica (se non ci fosse di mezzo un ‘de cuius’ mi sbellicherei dalle risa alla notizia del primo mor...

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Da sinistra Salvini, Conte e Di Maio

Ci dispiace, ma noi di Saleincorpo non ci uniremo a questo coro di lodi sperticate per l'ormai ex premier Conte, quasi in odore di beatificazione. Non riteniamo che sia fondamentale nel giudizio dei fatti il suo tardo risveglio, chiamiamolo così.

Non è elegante ricordarlo, ma il suo governo ha fatto passare gli inutili e pericolosi decreti sicurezza, ha permesso alla signora Casellati di diventare presidente del Senato, ha cercato di affossare Radio Radicale e tante altre piccole e grandi porcherie. A guidare l'esecutivo c'era Conte, non Renzi. Quel Renzi, detto per inciso, che ha fatto il migliore intervento politico durante il dibattito al Senato.

Quello che veramente non ci piace è santificare una persona normale, che fa cose normali. Conte è sicuramente per bene, non vive di politica e di fronte all'ultima follia di Salvini ha seguito le strade istituzionali. Perch...

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