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Ultimo aggiornamento il 24/01/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/212

Provate a immaginare questa situazione. Siete persone oneste, state a casa vostra, magari mangiando o guardando la televisione. Improvvisamente squilla il citofono. Vi parla un demente totale che guida, purtroppo, il partito di maggioranza relativa in Italia, e chiede a vostro figlio diciassettenne se è uno spacciatore.

Chiaramente il vigliacco mica va a fare queste domande a Scampia o a Corleone. Gli taglierebbero la testa e farebbero anche bene. Si è fermato al quartiere Pilastro, a Bologna. Non è casuale visto che domenica si vota per eleggere il nuovo presidente della Regione Emilia-Romagna. Così il cazzaro verde, evidentemente innervosito da qualche sondaggio, ha fatto la sua stronzata.

Il presunto spacciatore, naturalmente tunisino, è uno studente stimato e benvoluto. La famiglia è perfettamente inserita in Italia da anni. Il padre lavora, non spaccia, e la mamma è una onesta pensionata. Ma come si è permesso? Questa bestia offende le persone, le maltratta, le strumentalizza per prendere qualche voto in più. Ormai siamo disperati e lanciamo un appello: amici leghisti con il sale in zucca, e sappiamo che ce ne sono tanti, volete fermare questo inutile idiota? 

 

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Carmelo Conte

Quel 1988 segnò idealmente l'inizio dell'egemonia socialista a Nocera Inferiore. Con un colpo di scena il passaggio di due consiglieri dalla Dc al Psi permise di eleggere la prima, e fino a ora unica, donna sindaco della città: Marilita Realfonso. Non era ancora in vigore la legge attuale e, con il sostegno di Ciro Barba, ci fu il ribaltone. Certo, Nocera aveva avuto già un sindaco socialista, Rocco Caiazza. Le condizioni stavolta, però, erano completamente diverse.

Era iniziata quelle egemonia che portò Nocera, in termini di voti, a essere la città più socialista d'Italia. I consensi arrivavano a valanga e portarono Enzo Casalino in consiglio regionale. Ed era anche il Psi di Franco Caso, Armando Desiderio, Enrico D'Angelo, Gerardo Maccauro e tanti altri ancora. Mi sono sempre chiesto quanto abbia inciso sui destini della città l'onda lunga craxiana, che poi qui significava c...

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Bettino Craxi

Su Bettino Craxi, morto vent'anni fa in Tunisia, Saleincorpo ha una posizione netta. Ognuno può valutare il suo operato politico come meglio crede, ma, da un punto di vista giudiziario, era un latitante che doveva scontare condanne definitive. E' una cosa che nessuno può mettere in discussione. Ecco perché pubblichiamo una intervista che, nel 2010, Giorgio Bocca concesse al Fatto. Letizia Moratti, all'epoca sindaco forzista di Milano, voleva intitolare una strada o un parco a Craxi. E Bocca disse, senza peli sulla lingua, quello che pensava dell'ex segretario del Psi nonché ex presidente del Consiglio.

 

Stupito della proposta di Letizia Moratti?

No, non mi stupisce affatto. La vicenda di Craxi è così assurda, come del resto la vicenda di Berlusconi, che ormai sono pronto a tutto. Tutti sanno che Craxi ha rubato miliardi alle aziende pubbliche e a quelle private e alla fine li ha passati a un barista di Portofino che è andato a spenderli in parte in Sudamerica: se pensano che questo sia normale, va bene così. A me invece non pare affatto normale che uno possa ignorare le leggi e fare i comodi suoi come ha fatto Craxi.

Ma Letizia Moratti dice che Craxi è come Garibaldi, l’eroe dei due mondi, o come Giordano Bruno: anche loro furono condannati, ma oggi hanno piazze e vie a loro dedicate.

Che una sindachessa come la Moratti dica queste cose dimostra che siamo arrivati a un livello di follia impensabile. E rivela un grado di ignoranza abissale. Roba da pazzi: Garibaldi, Giordano Bruno… Ma Craxi era uno che faceva politica come un bandito. Per questo piace tanto a Berlusconi. Perché era uno che, se qualcuno non gli andava a genio, chiedeva che fosse licenziato. Lo ha fatto anche con un Giorgio Bocca che lavorava a Canale 5… Sì. Allo...

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Una foto della band

Ma lo sapevate che un gruppo musicale irpino si chiama The Mita? Non è una invenzione. Questi ragazzi esistono sul serio e in primavera uscirà anche il loro primo album. Una storia surreale raccontata sul Fatto da Enrico Fierro.

 

 

 

 

La Prima Repubblica è morta, Viva la Prima Repubblica. Come nella monarchia francese prima della rivoluzione, le roi est mort, vive le roi. Libri, film (il più discusso quello di Gianni Amelio sugli ultimi mesi di Bettino Craxi), e ora finanche un gruppo musicale. Si celebrano i grandi personaggi del tempo che fu, e che nessuno riesce a riporre nell’archivio della Storia.

Ed è così che ad Avellino, patria di Ciriaco De Mita, ultimo grande vecchio della Prima Repubblica, tre musicis...

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Uno scorcio di Capocasale

Generalmente per centro storico a Nocera Inferiore intendiamo in modo semplicistico le “parti di città” costituite da tessuto edilizio povero, costruito con grande economia, abitato (se lo è) dalle classi meno abbienti legate al luogo per tradizione e quotidianità di rapporto con un micro-cosmo, di sia pur minima sussistenza e, nella maggior parte dei casi, senza alternative. Quelle "parti di città" che presentano alcune pezzi nati male e poveri, sorti in assenza di un qualsiasi disegno urbanistico. Quelle parti, cioè, più degradate, ma che presentano un valore di memoria considerato di preminenza assoluta. 

Di contro ci sono altre parti che per omogeneità delle architetture hanno valore di documento storico-artistico: evidentemente la presenza o meno di tali caratteristiche distintive non può essere verificata se non in base al giudizio di esperti. Nella dialettica tra passat...

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Alfio Baffa

Il fenomeno si chiama Alfio Baffa, candidato alla Regione per la Lega. Questo miserabile ha postato un video dove, con tanto di sigaro e bicchiere di rum, inneggia al revenge porn. Uno spettacolo pietoso. Enrico Fierro, sul Fatto di oggi, ha demolito questo soggetto che nessuno, se sano di mente, candiderebbe a una elezione.

 

 

Signore e signori, tenetevi forte lo stomaco perché vi sto presentando un candidato. Un giovane del Sud, un calabrese che vuole diventare onorevole alla Regione e rivoluzionare la sua terra brandendo le bandiere del sovranismo leghista e di Matteo Salvini. Si chiama Alfio Baffa ed è già una star della rete. Un video lo mostra nella sua miserabile grandezza. È appena stato a Roma ad una manifestazione con il suo Capitano. Si è emozionato, stancato, ora sa come cambiare l’Italia.

Ha bisogno di relax, allora prende una stanza d’al...

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