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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/623

Armando Cesaro

Il padre ha annunciato un passo indietro, sazio delle 8 legislature di fedele militanza berlusconiana. Il figlio invece è fuori dal giro da qualche anno e le elezioni del 25 settembre sembrano proprio l’occasione giusta per rientrare. Trattasi della dinastia dei Cesaro: Luigi – più noto come Giggino ’a purpetta – ha promesso che non si ricandiderà in Parlamento; l’erede Armando, ex capogruppo di Forza Italia in Regione Campania, è dunque corteggiatissimo ché ai voti suoi (tanti, record assoluto di preferenze nel centrodestra nel 2015, quando furono 28 mila) potrebbe aggregare la dote del padre, per anni dominus di Sant’Antimo e della provincia di Napoli tutta.

Ecco allora perché tra i tanti che stanno avvicinando Armando per convincerlo a candidarsi ci sono anche gli emissari di Italia Viva. Per Matteo Renzi, che probabilmente correrà da solo alle Politiche, le speranze di entrare in Parlamento sono affidate proprio ai ras delle preferenze, politici navigati con una solida rete di fedelissimi nei propri territori. Come i Cesaros, appunto.

Diverse fonti confermano al Fatto gli abboccamenti tra Italia Viva e Armando, il quale per il momento non ha ancora confermato la candidatura e, anzi, a chi gli chiede una confidenza assicura di non voler correre per il seggio Roma. Ma i dinieghi, in questa fase di composizione delle coalizioni (prima ancora delle liste), si confondono con la pretattica.

D’altra parte, come detto, i renziani si contendono l’ambito pacchetto dei voti di famiglia con una folta concorrenza e Cesaro può permettersi di aspettare. Pur non essendo mai uscito formalmente, da tempo Armando si è allontanato da Forza Italia, di cui è stato capogruppo in Regione e in cui adesso è appena tornato l’eurodeputato Fulvio Martusciello come coo...

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Angelo Vassallo

Era giugno del 2016, esattamente il 29 giugno. "La Città" pubblica un pezzo firmato dalla cronista Rosaria Federico in cui si afferma che l'indagine sull'omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, coinvolge anche clan scafatesi e stabiesi, a partire da quello dei Ridosso. Per quell'articolo Rosaria fu al centro di una persecuzione da parte di magistratura e forze dell'ordine: trascinata in questura, telefonino sequestrato e cimici nell'auto senza alcuna autorizzazione per intercettarla. Una vergogna. Oggi pubblichiamo una sua analisi sul nuovo filone di indagine che lascia non poco perplessi, perplessità che noi di Saleincorpo condividiamo in pieno.

 

Angelo Vassallo è morto. Dodici anni fa. Angelo Vassallo muore ancora. Ogni giorno di più. L’uomo, il sindaco, la giustizia, la verità. È tutto qui in poche parole essenziali quello che non riesce ad entrare, ancor...

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Maria Bellomo

Maria Bellomo si dimette dalla carica di consigliera comunale: «Sono delusa da Canfora e dal PD» e sulla questione Ospedale incalza il sindaco «Non sarò complice di quest’ennesimo sfregio alla città di Sarno». Maria Bellomo lascia l’assise comunale e sbatte la porta. L’ex capogruppo consiliare del Partito democratico - da circa un anno afferente al movimento civico di “Sarno democratica”- ha deciso di presentare le proprie dimissioni durante il consiglio comunale tenutosi l'altra sera Palazzo San Francesco. La Bellomo si è mostrata un fiume in piena durante il suo intervento in assise.  

«Egregio Sindaco oggi sono qui a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale di questa maggioranza. L’entusiasmo che mi ha portato ad accertare il delicato compito conferitomi, è andato spegnendosi nel corso di questo secondo mandato. Ho sempre agito sostenendo con lealtà questa maggioranza come per la prima consiliatura mettendo a disposizione la mia energia, la mia caparbietà, la mia esperienza di vita e lavorativa e, il mio senso critico che evidentemente è stato frainteso come una volontà di contrapposizione politica o, come qualcuno, semplicisticamente, l’ha definita protesta fino a se stessa. Beh non è proprio così, mi permetta di dire, sindaco, non ha mai saputo trasmettere a chi ci guardava dall’esterno, un valore fondamentale, quello dell’ umiltà, soprattutto in questa seconda consiliatura non ha saputo ripetere quella esperienza di partecipazione e di inclusione di tutti i consiglieri. Hanno prevalso la logica dei consensi e dell’attitudine a prevaricare. Qualcuno invece l’ha messa di fronte agli aut-aut. Ho lasciato la carica di capogruppo del PD, ma Lei sa bene le vere ragioni, anzi mi disse che non sono capace di fare politica, inizialmente ...

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Angelo Vassallo

Angelo Vassallo voleva denunciare un traffico di droga intorno al porto di Acciaroli e per questo fu ammazzato. E le indagini sulla sua morte furono indirizzate verso soggetti estranei al delitto. Ecco l’accusa contenuta nel decreto di perquisizione eseguito stamane dai carabinieri dei Ros, sezione crimini violenti, su ordine della Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli. Nove gli indagati nel nuovo fascicolo sull’omicidio del sindaco di Pollica, trucidato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010. Tra i nove indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e concorso in omicidio, ci sono il tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, detto ‘Peppe Odeon, titolare di una sala cinematografica a Scafati. Nel settembre 2020 il Fatto quotidiano pubblic...

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Andrea Carafa

“Nella Silicon Valley fare errori è una condizione necessaria per poter innovare. La maggior parte delle startup falliscono ma sono sempre viste come opportunità di apprendimento. Questa mentalità, insieme ai capitali e alle infrastrutture, a mio parere hanno generato benessere e progresso”. Andrea Carafa vive in California e si è occupato di innovazione tecnologica per l’ambiente, la salute e il benessere sociale come imprenditore, investitore e docente universitario sia negli Stati Uniti che in Europa. Pronto a tornare in Italia, un giorno? “Con le giuste condizioni, sì. Sarebbe bello poter contribuire al rilancio del nostro Paese grazie alle competenze e alle reti che ho sviluppato all’estero.”

Andrea è nato e cresciuto in una piccola cittadina del Sud Italia. Dopo gli studi universitari a Roma, ha avuto l’opportunità di fare l’ultimo anno di laurea triennale in Finlandia g...

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Andrea Mordini

“Sono andato via nell’ottobre del 2004, direzione Vienna. Mamma e papà mi hanno accompagnato al treno notturno. È stato l’inizio della mia vita adulta. Tutti abbiamo capito che qualcosa stava finendo. E qualcosa stava iniziando”. Andrea Mordini ha 46 anni ed è originario di Pievepelago, un piccolo paese di 2mila abitanti sull’Appennino modenese. Vive all’estero da quasi 20 anni, trasferendosi in 10 Paesi diversi.  Dopo gli studi in ingegneria Civile a Modena e Parma, Andrea ha svolto un dottorato di ricerca che gli ha permesso di iniziare la sua carriera internazionale con un periodo all’Università di Vienna. “Da studente sognavo di andarmene in giro per il mondo a occuparmi di ponti, e così è stato” ricorda al fatto.it. Ha preso parte a progetti importanti in almeno una quindicina di nazioni, ottenendo un MBA (Master in Business Administration, ndr) tra un progetto e l’altro.

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