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Ultimo aggiornamento il 25/04/2019

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Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/125

Pubblichiamo un articolo di Enrico Fierro su Casal di Principe uscito oggi (15/4/2019) su "il Fatto".

Il Teatro si chiama della Legalità. È affollatissimo. Ragazzi delle scuole, donne e uomini, giovani e anziani, tantissimi venuti da fuori. Sul palco i dodici scrittori finalisti del Premio Strega. E Renato Franco Natale, medico di 69 anni, sindaco di Casal Di Principe. “Mi tremano le gambe – ammette con l’emozione e il candore di un quindicenne – questa per Casale è una medaglia, un altro passo verso la rivoluzione della normalità. E pensare che da ragazzo andavo ad Aversa, la città a pochi chilometri, a comprare i libri della Garzanti con la fascetta Premio Strega. Oggi gli scrittori sono qui, nel mio paese”.

Il paese di Gomorra, di boss sanguinari dai soprannomi terribili. Il paese dei “casalesi”, la camorra che si fece mafia. Droga, estorsioni, rifiuti e veleni importati dal Nord che hanno ammorbato le terre e i frutti. Ma anche il paese delle medaglie d’oro al valor civile. Don Peppe Diana, Mimmo Noviello, Federico Del Prete, Salvatore Nuvoletta. Un prete, un imprenditore, un carabiniere e un attivista sindacale. Quattro martiri in un paese di 21mila abitanti.

Renato Natale ha il cuore d’oro e il carattere d’acciaio. Recentemente è stato a Padova a parlare agli amministratori del posto in una iniziativa di “Avviso pubblico”. Poteva fare il “personaggio”, parlare di lotta alla camorra e della sua vita. Invece scelse di stupire tutti. “Prima o poi anche voi in Veneto avrete i morti ammazzati per strada. Per anni non vi è interessato un tubo di quello che avveniva giù al Sud, dove abbiamo vissuto la dittatura delle mafie. Non ve ne è fregato nulla della nostra libertà. Ma ora capite che non c’è un noi e un voi. Perché le mafie sono anche qui”...

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Franco Roberti

Franco Roberti, 71 anni, ex magistrato, assessore regionale alla Sicurezza, sarà il capolista del Pd alle elezioni europee per la circoscrizione Sud. L'uomo non è in discussione: ha ricoperto incarichi di primo piano fino ad arrivare a capo della direziona nazionale antimafia.

Roberti, però, ha svolto quasi tutta la sua carriera in Campania. In questi casi sorge sempre un dubbio: è giusto che scenda direttamente in politica un uomo che ha seguito indagini importanti tra cui molte sulle pubbliche amministrazioni? Si tratta di una pessima abitudine italiana.

Nel caso di Antonio Di Pietro un ex magistrato ha retto addirittura un ministero. Riteniamo, e questo indipendentemente dal valore dell'uomo e dal partito, che chi ha indossato la toga non dovrebbe fare politica, soprattutto quando, ed è il caso di Roberti ma non solo, le funzioni professionali sono state esercitate ...

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Antonio La Cava

Questo articolo di Enrico Fierro è stato pubblicato su "il Fatto quotidiano" di oggi (8 aprile 2019). 

“Maestro in pensione. Da 18 anni ha fatto della sua vita una missione in nome della cultura: portare libri ai bambini delle scuole elementari dei paesi più piccoli e isolati della Basilicata, dove spesso non ci sono biblioteche o librerie. Lo fa con un mezzo speciale…”. Leggo ad Antonio La Cava le motivazioni dell’Onorificenza a Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferitagli al Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella. E mi regolo di conseguenza chiamandolo, giustamente, commendatore. Commendator Antonio La Cava… Ma lui mi stoppa subito: “Maestro, la prego, preferisco maestro elementare. Perché quella è la mia passione, una sorta di febbre che ha segnato e segna tutta la mia vita”.

Settantaquattro anni (portati benissimo), sposato, due figli, il “Maestro” poteva essere un tranquillo pensionato in quella parte del Sud che si chiama Basilicata. La mattina un giro in piazza a Ferrandina, il suo paese, un caffè con gli amici, due chiacchiere sul tempo, la politica, i giovani e i mali dell’universo mondo, il pranzo, qualche oretta di sonno, soprattutto d’estate, quando la controra infiamma le case, tv e cena. Fine. Invece … “Dopo 42 anni di insegnamento, nove anni fa vado in pensione, ma decido di non fermarmi. Mi guardo in giro e mi sale l’angoscia. Vedo crescere sempre più l’indifferenza verso i libri e la lettura. Un male che colpisce soprattutto i più giovani. Non ci sto, passo giorni a ripetermi che si deve fare qualcosa. Chiedo un parere ai ragazzi. La risposta mi lascia a bocca aperta. Maestro se qualcosa si deve fare devi essere tu a farla”. E fu così (correva l’anno 1998) che Antonio La Cava, maestro elementare in pe...

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Sopravvissuti, testimoni e studiosi si ritroveranno insieme alla John Cabot University (Jcu) di Roma per commemorare il genocidio dei Tutsi del Ruanda, una delle più drammatiche pagine della storia recente, avvenuto esattamente 25 anni fa. "Ricordare, unire, rinnovare": questo il titolo - e il significato - della manifestazione, che vuole richiamare alla memoria quanto accadde dal 7 aprile al 4 luglio del 1994 nel piccolo Paese dell'Africa orientale, quando un milione di persone - tra cui donne e bambini, famiglie intere - furono massacrate a colpi di machete, mazze chiodate e armi da fuoco.

L'incontro di domenica. L'appuntamento è per domenica 7 aprile, alle ore 15.45, presso l'Aula magna Regina della John Cabot University, via della Lungara 233, a Trastevere. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 7 aprile "Giornata internazionale di riflessione sul genocidio in Ruanda". La...

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Si fanno troppi dibattiti su giornalisti e informazione. In questo modo si corre il rischio di perdere di vista il vero nocciolo della questione. Cosa chiede il lettore a un onesto cronista? Raccontare un fatto in modo corretto. In fondo non è difficile.

Si affronta una questione dopo averla studiata e poi si ascoltano le opinioni, spesso divergenti, delle persone coinvolte. Il tutto diventerà un articolo scritto in un decente e comprensibile italiano in modo che il lettore possa farsi una opinione scevra da pregiudizi.

Sembra una cosa facilissima, ma non lo è. Il giornalista spesso è tronfio, arriva sul fatto con un'idea precostituita e cerca solo comodi avalli per affrontare censure e ancora più penose autocensure. Qui c'è veramente poco da dibattere. Il vero giornalista deve essere schiavo dei fatti, accettare anche la flagellazione intellettuale e morale pur di dif...

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Il ministro Bussetti

Domenico Giordano è un nostro lettore. E' un ingegnere che insegna a Ravenna. Queste sono le sue riflessioni sul precariato nel mondo scolastico e la politica della maggioranza riguardo l'istruzione.

Ecco il testo: “Il governo pentastellato, per bocca del ministro in quota lega Bussetti (sì, quello che “gli insegnanti del Sud  devono impegnarsi forte”) si accinge a varare il bando per il prossimo concorsone per il reclutamento dei docenti. Sarà un concorso altamente selettivo, di tipo strettamente nozionistico, in tre prove e che sarà direttamente abilitante per la professione di insegnante. E’ stata fatta questa scelta per garantire, a detta loro, una istruzione di qualità, perché solo chi dimostra di essere il più bravo è degno di avere un contratto a tempo indeterminato. Oltre a questo, il governo si è trincerato dietro all’art.97 della costituzione, che prevede il concorso...

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