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Ultimo aggiornamento il 14/04/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Quasi due milioni di persone hanno rinunciato alle cure per motivi economici. E 4,2 milioni le hanno ridotte e limitate. Detto in altri termini: il 3,2% della popolazione non si è curato perché non poteva permetterselo, il 7% si è curato solo parzialmente. Lo rileva la Fondazione Gimbe nell’ultimo report che analizza la spesa sanitaria delle famiglie nel 2022 sulla base degli ultimi dati disponibili pubblicati da Istat. Dall’analisi emerge che per quell’anno la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie italiane, la cosiddetta “out of pocket”, ammonta a quasi 37 miliardi di euro. Oltre 25,2 milioni di famiglie in media hanno speso per la salute 1.362 euro, oltre 64 euro in più rispetto al 2021 che salgono a 100 euro per il Centro Sud. Un potenziale salasso che ha portato 4,2 milioni di famiglie a limitare le spese per la salute, in particolare al Sud. E che mette a rischio ...

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Se Giorgia Meloni si vanta di essere “underdog” e popolare, colui che l’ha lanciata verso la formazione di un nuovo partito (“perché dovevamo saltare una generazione”), e cioè Ignazio La Russa, ha invece una storia che s’intreccia con i grandi giri della finanza e del potere tra gli anni Cinquanta e Settanta in Italia. La ricostruisce per la tv un’inchiesta di Report che andrà in onda stasera su Raitre. La saga inizia a Paternò, in Sicilia, dove lo zio, Rosario La Russa, fu nominato dal regime fascista podestà e il padre, Antonino La Russa, fu segretario del partito fascista. Era di Paternò anche Michelangelo Virgillito, il discusso finanziere che fu protagonista a Milano delle prime scorrerie finanziarie in Borsa. Secondo la ricostruzione di Report, Virgillito, arrivato a Milano da Paternò negli anni Venti con le scarpe bucate e senza una lira, passa dal commercio di ferro vecchio alla finanza facendo da prestanome a un ricco ebreo che dopo le leggi razziali del 1938 non può intestarsi aziende e immobili e poi scompare in un campo di sterminio.

Così Virgillito si trova a essere il padrone di un impero, dopo aver scalato il gruppo Liquigas, con metodi spregiudicati e con l’aiuto di un altro siciliano, Michele Sindona, piduista e banchiere di Cosa nostra, che gestiva le operazioni finanziarie, organizzava le scalate e gestiva i meccanismi di raccolta dei fondi.

Nel 1956, Virgillito chiede aiuto al compaesano Antonino La Russa, che si trasferisce a Milano insieme ai figli Ignazio, Vincenzo e Romano, per gestire le società. Diventa vicepresidente della Liquigas, la cassaforte dell’impero. A metà degli anni Sessanta, Virgillito è costretto a ritirarsi travolto dai debiti. Comincia una complicata partita di cui Antonino La Russa è una sorta di informale no...

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Sempre peggio. Da tempo le famiglie italiane comprano meno e spendono di più. I prezzi salgono, i salari no. L’ultimo dato a confermare questa discesa del potere d’acquisto è quello sulle vendite al dettaglio di agosto, diffuso oggi dall’Istat. La spesa è salita del 2,4% rispetto all’anno prima ma la quantità di prodotti acquistati è scesa del 4,1%. Il confronto è sconfortante anche rispetto al precedente meso di luglio: – 0,4% in valore e – 0,5% in quantità. L’aumento della spesa su base annua è dovuto solo agli acquisti alimentari che crescono del 5,6% in valore e diminuiscono del 4,1% in volume, mentre quelle dei beni non alimentari registrano una variazione negativa sia in valore (-0,3%) sia in volume (-4,2%).

Diversi studi hanno messo in luce come mentre le aziende hanno pienamente recuperato l’effetto dell’inflazione alzando i listini, i consumatori non lo hanno fatto qu...

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Avevano chiesto al governo 4 miliardi in più. Si ritrovano con due miliardi in meno. Taglio che – se la prossima manovra di bilancio confermerà la Nadef, nota di aggiornamento al Def – potrebbe essere il colpo di grazia per la disastrata sanità pubblica. E su questo i governatori sono tutti d’accordo, anche se con sfumature diverse. Dal leghista Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia, presidente della Conferenza delle Regioni) a Stefano Bonaccini, Pd, ai vertici dell’Emilia-Romagna.

“È il momento di fare scelte coraggiose, le risorse sono limitate, né Regioni e Comuni possono fare una lista della spesa infinita – dice Fedriga -. Anche noi dobbiamo fare proposte serie, in particolare per la sanità, io penso che non saranno sufficienti le risorse per risolvere i problemi che oggi ha”. Fedriga ha parlato ieri ai microfoni di In Mezz’ora, su Rai 3. Proprio come Bonaccini. “Sulla sanità sono molto deluso – ha spiegato quest’ultimo – e spero di essere smentito a breve. Quattro miliardi di euro per me sono persino pochi e quest’anno dopo tanti anni torna al 6,5% la spesa sanitaria in rapporto al Pil. Erano anni e anni che non succedeva. E nelle previsioni del governo, se non le correggeranno, si andrà al 6,2% tra due anni. Siamo già sedicesimi per poca spesa nella Ue”. La soluzione? Per Fedriga ci sarà bisogno di potenziare la collaborazione con la sanità privata. Per Bonaccini occorre aumentare di quattro miliardi ogni anno il Fondo sanitario nazionale. Proprio come prevede il progetto di legge di iniziativa popolare rivolto al Parlamento che ha lanciato insieme al suo assessore alla Salute Raffaele Donini, che è poi anche il coordinatore della commissione Sanità della Conferenza delle Regioni, e sul quale sta raccogliendo le firme. Che sia necessario fare mol...

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Vittorio Agnoletto

Il tempo a nostra disposizione non è molto. Il Servizio Sanitario sta per crollare definitivamente ed in alcune zone d’Italia è già praticamente scomparso. Difendere la Costituzione in questo momento vuol dire soprattutto rivendicare il diritto alla salute come valore universale, oltre che ovviamente il reddito e il lavoro; per questa ragione molte delle associazioni che si occupano di sanità hanno aderito alla manifestazione “La via maestra. Insieme per la Costituzione” il prossimo 7 ottobre a Roma. La punta avanzata del business sulla sanità è la Lombardia dove dal 1996, con l’insediamento di Formigoni, si è sviluppata una selvaggia occupazione di spazi da parte della sanità privata che ha invaso completamente il SSN fino ad arrivare alla più recente legge, approvata durante la pandemia, che ha inserito l’ “equivalenza”, nel Servizio Sanitario Regionale tra strutture pubbliche e pri...

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Il ministro Orazio Schillaci vuole infermieri indiani per i nostri ospedali. Il responsabile della Salute del governo Meloni ha annunciato la svolta in un’intervista a Repubblica dello scorso giugno: “Gli infermieri mancano in tutta Europa. Per questo stiamo pensando ad accordi con Paesi extraeuropei, che potrebbero metterci a disposizione professionisti già ben formati. Penso ad esempio all’India. Hanno una scuola infermieristica di alta qualità e ovviamente tantissimi abitanti”.

L’India ha infermieri e medici di qualità perché negli ultimi decenni ha risparmiato tanto sottraendo profitti ingiustificati e dichiarati illeciti dalle corti internazionali sui brevetti dei farmaci specie oncologici. Per questo motivo in India sta crescendo – e non saltando – un sistema sanitario pubblico che finanzia adeguatamente la formazione di medici e infermieri. In parallelo in Italia il SSN...

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Vincenzo De Luca

Era un gran pasticcio e il consiglio comunale di Sant’Agnello lo ha bocciato. E si ferma, forse definitivamente, il mega ospedale unico della costiera sorrentina, 85 milioni di euro da investire per 247 posti letto, faraonica opera pubblica di quelle che piacciono al suo principale sponsor, il governatore Pd della Campania Vincenzo De Luca. “Caso unico al mondo di una comunità locale che rifiuta un presidio sanitario, stiamo offrendo un ospedale non un’acciaieria”, esplose De Luca a fine luglio in una diretta Facebook, al sentore che il neo sindaco Antonino Coppola, eletto poche settimane prima e contro tutti i pronostici, avrebbe promesso quanto dichiarato in campagna elettorale: impedire l’approvazione del progetto che stava a cuore al suo predecessore, Piergiorgio Sagristani, front man di un’intesa con altri sei sindaci del comprensorio tra la penisola sorrentina e la costiera amal...

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