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Ultimo aggiornamento il 06/07/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Questa analisi di Marco Revelli è apparsa sul Manifesto.

 

Un mondo nel quale bastano un paio di mesi di rallentamento (di lockdown) per aprire i crateri sociali che ora, giorno per giorno, andiamo scoprendo, è un mondo fatto male. Malissimo. Una società nella quale si aprono le diseguaglianze abissali che stiamo misurando, non è neppur degna di questo nome. È peggiore dello stato di natura hobbesiano. Man mano che si solleva il velo che ci aveva schermato la vista nel tempo in cui tutti gli occhi erano fissi sui reparti di terapia intensiva, abbiamo la misura di quanto alto sia stato il prezzo pagato dal mondo del lavoro – dai lavoratori, in primo luogo da quelli manuali – e dagli strati più deboli. Con la cassa integrazione, per esempio, che sembrava l’ammortizzatore sociale per eccellenza dei «garantiti».

Sapevamo che erano all’incirca 8 milioni i lavoratori...

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Il vescovo Giudice

Caro monsignor Giudice, ho riflettuto molto prima di scriverle questa lettera. Ho sempre avuto un rapporto complicato con la fede. Per questo motivo non oso nemmeno immaginare cosa possa provare un credente trovando le porte della sua chiesa sbarrate. Molti sostengono che si può pregare a casa, che c'è lo streaming, ma, siamo sinceri, non è la stessa cosa, non potrà mai esserlo.

In questo momento così difficile potere avere anche pochi minuti di serenità nel luogo del culto che ognuno ha scelto può dare un contributo di forza e serenità. La fede è anche poter guardare quel Cristo sanguinante sulla Croce.

Lei, monsignore, aveva lasciato le chiese aperte. Poi, pressioni e preoccupazioni pur legittime le hanno fatto fare un passo indietro. Oggi le chiedo sommessamente di ripensarci. La situazione sta migliorando e riaprire quelle porte, anche per poche ore al giorno e sotto il controllo dei parroci, per "la preghiera solitaria" sarebbe uno splendido segnale. Non sempre sono stato d'accordo con alcune sue prese di posizione e l'ho scritto. L'ultimo funerale a cui ho assistito è stato quello di mio padre, cinque anni fa. Ed è stata anche l'ultima volta che sono entrato in una chiesa.

Forse sarà anche per questo che quei portoni andrebbero almeno socchiusi. Scorgeremmo, tutti, un po' di luce. Stia in pace.

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Questa inquietante inchiesta di Elisabetta Ambrosi è stata pubblicata dal Fatto.

 

 

“Il rinvio delle chemioterapie influirà sul decorso, visto che sono metastatica?”. “Ho un sospetto tumore al pancreas, che succede se non posso fare accertamenti?”. “Senza monitoraggio post chemio rischio di aggravarmi?”. “Riuscirò a fare i controlli di follow up?”.

Sono alcuni dei dubbi dei malati oncologici (circa 3 milioni e mezzo in Italia) che, in un momento di emergenza sanitaria, stanno vivendo un dramma nel dramma. La paura riguarda soprattutto le visite di controllo rinviate, la mancanza di informazioni sulla continuità del percorso terapeutico, infine il timore di infettarsi, anche se, come scrive F., “il Covid-19 mi fa paura, ma il mio cancro di più, perché non si ferma”. A raccogliere queste testimonianze è stata l’Associazione Codice Viola, molto attiva nel...

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L'ospedale di Nocera

Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia! 

Questa è la definizione di salute dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)! Vale la pena partire da qui per cominciare una riflessione e articolare un ragionamento su quello che possiamo e dobbiamo fare sul territorio, sia ora, durante l’emergenza del Covid19, sia dopo per riorganizzare la Sanità e per contribuire in maniera determinante a far diventare realtà l’auspicio dell’OMS. La salubrità dei territori e il protagonismo dei cittadini sono essenziali per il mantenimento o il recupero di una qualità della vita perlomeno accettabile. Cominciamo, quindi, a considerare la salute come un problema nostro, anzi il problema nostro, che dipende dalle nostre scelte e dai nostri stili di vita. I medici, le case farmaceutiche, le strutture ospedaliere vengono dopo, molto dopo, e anche queste dipendono da noi. Intanto interveniamo per il recupero dei danni procurati. Tutto può essere modificato a cominciare da come abbiamo costruito le città, da come le abbiamo piegate alle nostre esigenze più strambe utilizzando progetti e materiali che hanno accentuato l’inquinamento, organizzando trasporti, divenuti apparentemente insostituibili, che hanno reso l’aria non adatta a una specie umana sana. Bene, anzi male! Le risorse per modificare queste cose ci sono. Il recupero urbano può e deve dare risposte appropriate e gli strumenti urbanistici possono essere adeguati a questa priorità: la vita! L’Italia aveva, dopo lunghe lotte sindacali e popolari, varato la Riforma Sanitaria, vera riforma di sistema che aveva modificato tradizioni, istituzioni e concezione della salute individuale e collettiva. Troppe sono, purtroppo, le variabili introdotte negli ultimi quindici anni nel corpo...

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Non c'è solo un ospedale come l'Umberto I di Nocera Inferiore dove in tanti sono stati infettati dal Covid (ultimo in ordine di tempo un chirurgo). Ci chiediamo se qualcuno pagherà mai per questo. Ci sono anche i medici di base, quelli che hanno a che fare con i malati che fanno la quarantena in casa. Vengono mandati allo sbaraglio. Spiega Enrico D'Angelo che ha oltre 1600 assistiti. "Paradossalmente, con oltre tremila persone in quarantena in casa solo in Campania, il problema passa dall'ospedale al territorio". Il distretto sanitario non comunica con i camici bianchi.

Un medico non sa se uno dei suoi assistiti è in quarantena. E siccome non ci si ammala solo di coronavirus si assiste a un doppio fenomeno. Ci sono persone che hanno un problema spesso serio ma, per paura del contagio, in ospedale non ci vanno. Dall'altro il medico di base rischia di entrare in contatto con un ...

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La spesa ai tempi del Coronavirus include le sostanze stupefacenti. Nessuno si meravigli. Dall’inizio della quarantena i pusher finiscono in manette o denunciati a piede libero, come a Pagani, per un market a conduzione familiare, per uno scambio in zona mercato ortofrutticolo, con mascherine e guanti e dose in bocca. Come a Nocera Inferiore, dove un pusher coltivava e vendeva marijuana nel suo appartamento, segnalato da un vicino. Il Sistema non si ferma, non si fermano gli spacciatori e i consumatori: a Pagani i quartieri dello spaccio hanno cambiato orari, avviando il mercato dalle nove del mattino fino al tramonto, relegando agli orari notturni le richieste d’urgenza di consumatori pronti a sfidare il coprifuoco, con un aumento dei prezzi per il “pallino” di coca, da quindici a venti euro. Altrove la dipendenza porta a sottoscrivere “a...

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Giulio Tarro

Pubblichiamo una intervista di Barbara Ruggiero al virologo Giulio Tarro apparsa oggi sul Quotidiano del Sud.

 

 

"Le mascherine forse è meglio che le mettano certi virologi per non dire troppe stupidaggini in televisione». Giulio Tarro, virologo di fama mondiale, allievo di Albert Sabin, padre del vaccino contro la poliomelite, non ha peli sulla lingua. Il professore, siciliano di origini ma campano d’adozione, isolò a fine anni Settanta il virus respiratorio sinciziale nei bambini, causa di un’epidemia chiamata del “male oscuro” e ha le idee chiare in tema di Covid-19.

Professore, secondo l’andamento attuale del contagio nel nostro Paese, che prospettive di ripresa ci sono?

Si potrebbero verificare diversi scenari. Potrebbe accadere quello che accadde con la Sars che durò diversi mesi e poi scomparve da sola. O quanto accaduto con la Mers, la ...

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