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Ultimo aggiornamento il 26/06/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un blog di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Il bosso Morabito

Questo pezzo di Enrico Fierro è stato pubblicato sul "Fatto" di ieri (25/9/2019).

Insieme a tre complici ha scavato un tunnel, poi è saltato sul tetto del carcere prima di raggiungere la strada. E riprendersi, assieme alla libertà, il primato di primula rossa della ‘ndrangheta. È la rocambolesca fuga dal carcere di Montevideo di Rocco Morabito, boss di ‘ndrangheta e broker internazionale della cocaina. Uno smacco per le autorità italiane, che appena due anni fa festeggiavano il suo arresto in Uruguay. Morabito, appartenente alla importante famiglia di Africo, in Calabria, quando venne arrestato, era latitante da 23 anni: è fuggito proprio in prossimità della sua estradizione, decretata dalla Corte d’appello lo scorso 29 marzo, dopo quasi due anni dall’arresto (e dopo che il procuratore Nicola Gratteri si scagliò sul fatto che il rientro in Italia evidentemente “non interessass...

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In questi ultimi giorni si fanno tante chiacchiere, spesso inutili, sulla morte del giornalismo, fake news, crisi dei quotidiani e via cianciando. Due parole, però, su Radio Radicale vanno spese. Una voce libera che per anni ha permesso agli italiani di crescere rischia di chiudere per il taglio dei fondi deciso da questo governo di arlecchini.

Molti hanno la memoria corta, io no. Se in questo paese oggi sono garantiti fondamentali diritti civili (divorzio, aborto, obiezione di coscienza e tanto altro ancora) lo dobbiamo alle battaglie radicali che, pur con tutti i loro errori, hanno fatto diventare questo paese un posto migliore.

Se questo penoso "Family day" fa ridere i polli è perché, nel corso degli anni, certe conquiste sono diventate da battaglie di una minoranza patrimonio comune, terreno di incontro e scontro. Un terreno sempre laico, però, mai fascista e fazioso. Apprendiamo che il nostro brillante ministro del Lavoro che non ha mai lavorato, Luigi Di Maio, ha rifiutato di incontrare il cdr (sindacato interno) di Radio Radicale per trovare una soluzione condivisa che non costringa questo presidio di autentica democrazia a chiudere dal ventuno maggio prossimo.

Una cosa, però, agli amici e colleghi di Radio Radicale la voglio dire: ma cosa vi aspettavate da un movimento che da un lato, giustamente, chiede l'abolizione del finanziamento diretto ai giornali mentre, dall'altro, partecipa alla maxi lottizzazione della Rai? Con quale faccia uno come il sottosegretario Vito Crimi si presenta a parlare agli Stati generali dell'editoria? Si può discutere o meno sul fatto che lo Stato finanzi Radio Radicale. Quello che è inammissibile è subire da ciucci totali lezioni su come si fa giornalismo. No, questo almeno risparmiatecelo.

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Marcello De Vito

Marcello De Vito è il presidente del Consiglio comunale di Roma, militante del M5S, arrestato per corruzione. Il vicepremier Di Maio lo ha subito espulso. Mica si è posto il problema che il suo vecchio compagno potrebbe essere innocente. No, pugno duro, "noi non siamo come gli altri, i ladri li cacciamo". Insomma, il nostro ministro del Lavoro ha già emesso la sentenza solo che, come gli capita spesso, fa confusione.

In primo luogo, un problema etico imporrebbe a tutti i politici sospettati di avere commesso reati di dimettersi in attesa che si faccia chiarezza sulla loro posizione. All'estero accade, da noi no. Quindi i nostri politici si sono inventati la sospensione, l'autosospensione, il garantismo peloso e tante altre amenità. Chiariamo subito un punto: non ci scandalizza l'arresto di De Vito. Quando un piccolo movimento di opposizione diventa governo il rischio di imbarc...

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C’era, Tonino, da qualche parte, nell’incrocio delle palazzine di via Zito a Pagani, dove i suoi assassini gli spararono nell’agosto del 1978. C’era, la notte dell'otto marzo e all'alba del dieci, mentre le strade deserte diventavano la scena di un film costruito per raccontare la sua vita, tra i palazzi rimasti uguali, nel silenzio del quartiere, così simile al silenzio registrato per tutti questi anni, su responsabili, mandanti e complici.

 

Durante le riprese del cortometraggio che porta il suo nome, dai balconi, dalle panchine della piazzetta che risale via Pittoni, dalle finestre, Tonino c’era. E  ci guardava, mentre parlavano di lui le cose e i luoghi, le luci delle case, gli occhi delle persone. Le stesse che arrivavano, poco per volta, ad osservare. A dire qualcosa. E Tonino, a pochi metri da quel posto dove fu ucciso, a ventisette anni, era di nuovo qui.   

 

«Io l’ho portato in ospedale, quella notte- ha detto un uomo- mi ricordo come fosse ora, non ci posso pensare».  Un altro piangeva, e non riusciva a smettere, perché «Quando morì diedero addirittura la colpa alla famiglia, misero in giro delle voci brutte, delle falsità, delle pazzie». «Me lo porto dietro il suo ricordo- dice una sua collega e amica- è come se fosse una colpa. Una colpa anche mia». «Ora sta bene- ha detto una signora- me lo sono sognato, che stava con mio padre in paradiso, e cucinava per tutti». 

 

Antonio Esposito Ferraioli era cuoco alla Fatme, dove cucinava per centinaia di operai e faceva  delegato sindacale della Cgil. Giravo in macchina tra amici e scampagnate. Si doveva sposare. In quegli anni a Pagani si sp...

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L'ultimo episodio è di qualche giorno fa e si è verificato a Nocera Superiore. Un 25enne è stato quasi linciato perché sospettato di avere violentato un minore. La questione è al vaglio dell'autorità giudiziaria, ma resta il nodo di fondo: perché in questo paese tanta gente pensa di potersi fare giustizia da sola?

Indubbiamente la propaganda salviniana ha la sua parte di responsabilità. Pensate a questa inutile legge sulla legittima difesa. Leggendola si capisce che non è una via libera a sparare al ladro che ti entra in casa. Leggendola si capisce che sarà comunque il giudice a valutare le situazioni e appurare le eventuali responsabilità. Leggendola si capisce che le novità rispetto alla precedente normativa sono risibili. Senza contare che l'Italia, fortunatamente, non è gli Stati Uniti e i casi in cui verrà applicata la legge saranno tre, quattro l'anno al massimo.

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Le primarie del Pd che hanno incoronato Zingaretti sono state un segnale. Quasi due milioni di persone hanno votato, hanno partecipato. Se a questo si aggiungono i duecentomila a Milano in piazza contro il razzismo significa che una speranza c'è.

Certo, la Lega di Salvini a oltre il 35 per cento (se si vuole dare retta ai sondaggi) resta un dato preoccupante. Ma un'altra Italia è possibile. In questo ragionamento non va dimenticato, come dimostrato dalle regionali in Sardegna e Abruzzo, che ormai un elettore su due non va a votare. E' gente stanca, schifata da un andazzo che sembra ripetersi solo con attori diversi.

A queste persone, in primo luogo, deve guardare una sinistra moderna. Tornare sui territori è l'unica strada che paga. Non è semplice, ma il percorso è obbligato. Sul fronte delle alleanze a noi sembra evidente la necessità di ricostruire un dialogo con il ...

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Foto Annapaola Montuoro

Foto Annapaola Montuoro

 

Il cuore di un ragazzo o di un bambino, come quello di un uomo, invidia e si abbaglia dell’età adulta

Ammira per una sua aspettativa. Perché è normale atteggiarsi, ripetere un gesto

maneggiare una sigaretta o una pistola

Per un sogno che utilizza un bambino per istinto fa mosse e oggetti

modi e tempi

C’è dietro la gioia oppure la rabbia, entrambe contro il mondo

Quello che i grandi non pensano

mai sognerebbero di spogliarsi di architettura

per mostrare quanto il loro cuore

bisogna e cerca

quello di un bambino  

Perché funziona uguale. 

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