info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 25/04/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un blog di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

Pubblichiamo un articolo di Enrico Fierro su Casal di Principe uscito oggi (15/4/2019) su "il Fatto".

Il Teatro si chiama della Legalità. È affollatissimo. Ragazzi delle scuole, donne e uomini, giovani e anziani, tantissimi venuti da fuori. Sul palco i dodici scrittori finalisti del Premio Strega. E Renato Franco Natale, medico di 69 anni, sindaco di Casal Di Principe. “Mi tremano le gambe – ammette con l’emozione e il candore di un quindicenne – questa per Casale è una medaglia, un altro passo verso la rivoluzione della normalità. E pensare che da ragazzo andavo ad Aversa, la città a pochi chilometri, a comprare i libri della Garzanti con la fascetta Premio Strega. Oggi gli scrittori sono qui, nel mio paese”.

Il paese di Gomorra, di boss sanguinari dai soprannomi terribili. Il paese dei “casalesi”, la camorra che si fece mafia. Droga, estorsioni, rifiuti e veleni impo...

Continua a leggere

Nell’ora solare che si perde dalla conta, tempo che non esiste più, ultima notte di ottobre appena prima di ognissanti, il vento è alto. Il mare si fa bianco fino ai parabrezza, come piovesse a lato. Non c’è anima in giro. Francesco Di Bella torna con “O diavolo”, nuovo disco e nuovo passaggio, nuovi fantasmi e affetti, a due anni da "Nuova Gianturco", milleuno concerti dopo, col cuore sempre cantastorie e le parole a punta, dolci, barricate. Sento i nove pezzi in macchina, lungo le corsie libere delle statali, infilando il nulla e poi le strette, fino ai vicoli presidio di vedette, con gli occhi svegli dello spaccio full-time, passando tra i crocicchi di ragazzi ai bar, come riquadri a mezzogiorno, del tutto fuori da ogni luogo. E ascolto, mentre tasti e corde parlano di voi e di me.E non mi sento solo. 

 

Il mondo a margine dell’ex voce dei 24 grana fa la compagnia, si affacciano i fantasmi dai cavalcavia, qualcuno scrive dietro una finestra, sfiora a testa bassa la provincia dell’impero, fa una preghiera in dialetto e ammutolisce. Richiama, si professa vivo, muore e dice che è innocente. Si raccomanda lungo il viaggio alla Madonna delle galline, aspetta sotto casa, poi non dorme. 

 

 

 

Guarda alle strade, sempre più scrostate, umide col sole a gocce, filtra parole e immagini di riconoscibile malinconia. Ha la sua pasta e non si mente. Racconta, Ciccio, che si ricorda i nomi per ciascuno dei suoi amici, quelli che gli parlano a distanza e lo ritrovano. Gli fanno festa, poi cercano il sonno, una tristezza tra i palazzi muti, le luci accese delle stanze quando è troppo notte. Qualcuno grida dall...

Continua a leggere

Al servizio della città, con la materia del cemento e dei piloni, al tempo dei crolli e della paura che sgretola il mondo, si erge sul mare, fino al mare di Salerno il viadotto del poeta. Uno stradone “Alfonso Gatto” è un biglietto per gli stradari, una precisa indicazione di rotta, una enorme costruzione viaria sotto le ruote distratte dei guidatori, dei mezzi diretti al porto, al di qua e al di là delle acque. Questo poeta, quest’uomo scrittore cantore, cos’era mai stato per darne il nome alla linea obbligata di un raccordo? Che aveva mai fatto, su carta o pensieri, per la memoria d’eterno, magari, sulla struttura di asfalto, neanche di marmo? 

 

 

Tra la cima e la riva della città, l’opera realizzata nel 1980 porta il nome dello scrittore, giornalista e poeta salernitano con la grazia di...

Continua a leggere

Daphne è esplosa, morta, uccisa da un’autobomba piazzata per disperderne la voce e gli scritti. Il pomeriggio di un anno fa è saltata in aria appena uscita di casa. Lei era una giornalista che ora lega il suo nome all’isola di Malta, dove aveva vissuto assediata da chi non voleva sentire niente delle proprie malefatte, da chi aveva carte coperte ora messe a nudo in un effetto al contrario. Dietro la deflagrazione del suo corpo distrutto, dello strazio e del sangue, c’è una rabbiosa reazione del crimine, di quelli che finivano nei suoi lavori, sul suo blog, sotto forma di notizie, di inchieste, di corruzione diffusa, di affari ricchi e gangli politici e bancari. Aveva scoperto come acquistare un passaporto europeo a Malta, un visto, una cittadinanza per uomini in grado di pagare profumatamente un lasciapassare. Aveva scoperto i fiumi di denaro sporco che arrivavano a Malta per uscirne senza indirizzo e senza padrone. Aveva scoperto relazioni tra governanti e oppositori locali con affaristi di mezzo mondo. Aveva detto e aveva scritto tutto, punto per punto.

La controllavano a vista, Daphne, la fotografavano, la pedinavano, la mettevano in guardia e la minacciavano, con armi sempre puntate e la paura di sentirsi denudati. Mettevano alla gogna le sue immagini, la facevano sentire una preda. L’avevano processata, sommersa di denunce e procedimenti. Le avevano bloccato i conti correnti. E lei viveva un confino reale, all’interno del disegno di un’isola, come un soggiorno obbligato, un carcere o un manicomio, tra le rocce battute dalle rotte illegali di droga, contrabbando e riciclaggio internazionale. 

 

Un consorzio di giornalisti  ha lavorato alle sue storie, partendo dall’esp...

Continua a leggere

Non abbiamo mai creduto alla storia di una camorra con regole a fronte del carnaio odierno. Abbiamo sempre pensato che chi delinque va colpito e messo in condizione di non nuocere. Nessuna pietà per chi uccide.

Eppure due episodi recenti ci hanno scosso. Improvvisamente Antonio Pignataro, sanguinario killer, racconta di avere preso parte all'agguato in cui venne uccisa la povera Simonetta Lamberti. Naturalmente, a fronte di una confessione del genere, gli inquirenti cercano riscontri. Peccato che Pignataro indichi come complici tutte persone che, nel corso degli anni, sono morte.

Il secondo caso è quello di Macario Mariniello, un altro assassino. Appena qualche giorno fa, in aula, ha confermato di avere fatto parte del commando che ammazzò l'avvocato Giorgio Barbarulo. Anche lui, però, sostiene che a sparare è stata un'altra persona anche questa, naturalmente, morta.

Continua a leggere

Questa è la storia di un corpo scomparso. La storia della morte di un trentenne tossicodipendente diventato un fantasma dal momento dell’arresto fino al giorno della sua morte, la settimana dal 15 al 22 ottobre 2009, raccontata dal film "Sulla mia pelle".  È la storia di una fine, di un dolore, e di una lunga guerra fatta per ricostruirla. Per tornare ad una nuova vita. Attraverso i processi, la memoria, e la pellicola diretta da Alessio Cremonini.

Il geometra romano Stefano Cucchi viene arrestato con venti grammi di hashish e della cocaina. Subisce un pestaggio che gli causa ferite evidenti e la rottura di due vertebre. Passa dalla stazione carabinieri Casilina al carcere Regina Coeli, poi all’ospedale Fatebenefratelli e infine al Pertini, nel reparto detenuti. Ma dal momento delle botte subite, che lo trasformano in un enorme ematoma, la s...

Continua a leggere

Una vecchia immagine di piazza Municipio

Il sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato, è stato chiaro: senza una svolta vera a dicembre può anche dimettersi e far tornare la città al voto. Il motivo principale, riassumendo, sarebbe legato alle fratture interne alla sua maggioranza numericamente, peraltro, granitica.

Cosa partorirà tutto ciò si capirà nei prossimi giorni. C'è una cosa, però, singolare. Si tratta di una curiosa analogia con la situazione politica nazionale. Grillo sosteneva, riteniamo non a torto, che mancando una vera opposizione il M5S in molte circostanze è costretto a stare nel governo e, contemporaneamente, criticarne alcune scelte. Erano i giorni dei continui strappi del gruppo di Fico.

Crediamo che a Nocera stia accadendo una cosa simile. L'azione di governo è certamente insufficiente, ma le minoranze non hanno né i numeri e, a volte, nemmeno le idee per stringere in un angolo un esec...

Continua a leggere