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Ultimo aggiornamento il 23/05/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un sito di approfondimento con un pizzico di provocazione ed ironia. Un punto di vista differente rispetto alle notizie, agli avvenimenti, ai fatti e misfatti di questi ultimi anni. Dal nazionale al locale, senza nessuna preclusione.

In vista del prossimo insediamento della nuova Amministrazione Comunale frutto delle elezioni amministrative che si terranno il 12 di giugno e ricordando che il Sindaco opera in qualità di Autorità Sanitaria Locale, torniamo sulla Casa della Salute.

Essa è uno dei pilastri, insieme alla proposta di rideterminazione dei confini dell’Asl ed all’ attenzione alle politiche ambientali, su cui poggia il programma   di FUTUR🌻AMA per ridisegnare l’assistenza sanitaria pubblica nell‘Agro, adattandola alle nuove esigenze e mettendo al centro il cittadino.

Anche se nel nostro territorio era una realtà quasi sconosciuta, abbiamo iniziato a parlarne due anni fa in piena pandemia, con il SSN italiano stremato da 20 anni di tagli, con la sanità territoriale in affanno, con gli ospedali, di per sè destinati alla gestione delle patologie acute, presi d’assalto e doverosamente blindati ...

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Nel 2020 sono calati del 17 per cento gli atti intimidatori, di minaccia e violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e dipendenti della Pubblica amministrazione: sono stati 465 contro i 559 del 2019, con una media di 9 intimidazioni a settimana, dunque una minaccia ogni 19 ore. Ma sono diversi gli aspetti che destano preoccupazione: in primis l’avanzata dei casi di minaccia al Nord. È quanto emerge dalla decima edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato da Avviso Pubblico, realizzato monitorando le notizie di stampa locali e nazionali e le interrogazioni parlamentari, nonché raccogliendo le segnalazioni dei vari coordinamenti territoriali. “Quando dieci anni fa Avviso Pubblico ha iniziato a monitorare il fenomeno delle minacce agli amministratori locali – spiega Roberto Montà, presidente dell’associazione – in molti pensavano ad un esperimento destinato a durare poco, ritenendola una questione prettamente meridionale, limitata alle regioni a tradizionale insediamento mafioso”. La storia degli ultimi dieci anni, però, racconta “una realtà completamente diversa”. Basti pensare che oltre un caso su tre non ha matrice criminale e un ruolo specifico, in questi episodi, è quello svolto dai social. Anche causa malcontento in tempi di pandemia.

L’AVANZATA DEL NORD – Il 57,5% degli episodi registrati (267) è avvenuto nel Mezzogiorno (il 41,1% al Sud e il 16,4% nelle Isole). Il restante 42,5% (198 casi censiti) si è verificato nel Centro-Nord, dove si riscontra un aumento del 3,5% dell’incidenza sul totale dei casi rispetto al 2019. Il calo generalizzato dei casi ha colpito tutte le aree, infatti, ad eccezione del Nord-Est, che passa dai 59 atti censiti nel 2019 ai 68 del 2020. 

PRIMATO ANC...

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Dall’ecobonus per gli alberghi alle misure per borse di studio e alloggi per gli studenti universitari passando per la creazione di un fondo per il digitale e velocizzazioni della Valutazione ambientale strategica. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del nuovo decreto per l’attuazione del Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di accelerare (e in alcuni casi completare) investimenti e riforme previste dal Pnrr. Stando all’ultimo monitoraggio, sui 51 obiettivi e traguardi da raggiungere entro fine anno per ricevere i fondi europei ne sono stati mandati in porto finora solo 14. Tra i 42 articoli della bozza anche la creazione di un comitato per la revisione della spesa e modifiche della normativa antimafia per mantenere i controlli ma evitare che si blocchino i can...

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Gli Stati Uniti e la “Great Resignation”

Negli Stati Uniti hanno già coniato un nuovo termine: la chiamano “Great Resignation”. Si riferiscono all’ondata di dimissioni dal lavoro che si verifica nel paese. Sui giornali si leggono infatti storie di dipendenti del settore dei servizi e della conoscenza, ben retribuiti ma in burn-out: già prima della pandemia lavoravano molte ore, guadagnavano bene, ma erano esausti e, soprattutto, non vedevano opzioni facili per cambiare la loro situazione. Il Covid-19 ha funzionato come un grilletto. In altri casi, invece, ragionando da una prospettiva più economica, si ricorda che il numero di “job quitting” può essere visto come indicatore di un mercato del lavoro in salute. E addirittura anche come un fattore di miglioramento in un sistema economico, se la riallocazione che segue le dimissioni comporta un aumento di produttività. 

I numeri sull’Italia 

E in Italia? Vediamo qualche numero, attraverso le Note trimestrali sulle comunicazioni obbligatorie pubblicate dal ministero del Lavoro. I dati più aggiornati disponibili si riferiscono al secondo trimestre del 2021 e contengono una novità interessante: un aumento considerevole del numero di contratti terminati a causa di dimissioni del dipendente. Fino a qualche settimana fa, quando gli ultimi dati disponibili erano quelli relativi al primo trimestre di quest’anno, la portata del fenomeno non era ancora chiara, dal momento che il periodo gennaio-marzo è stato in linea con gli anni precedenti. Come si può vedere nel primo grafico in figura 1, tra aprile e giugno, invece, si registrano 484mila dimissioni (292mila da parte di uomini e 191mila da parte di donne), su un totale di 2,5 milioni di contratti cessati. L’incremento nel numero di dimissioni rispetto al ...

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Vincenzo De Luca

Il governatore Pd della Campania, Vincenzo De Luca, è il sole del Sistema Salerno e le cooperative salernitane sono i pianeti che gli ruotano intorno. Così appare dal cannocchiale del ras delle coop salernitane, Fiorenzo ‘Vittorio’ Zoccola. Zoccola, quel Sistema, lo illustra con chiarezza nell’interrogatorio del 22 ottobre: “Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire alle prime continuità lavorativa in cambio di voti”. E a chi andavano i voti? “La situazione è diversa tra le elezioni regionali e quelle comunali. Alle elezioni regionali vi è una pluralità di indicazioni di voto che proviene sia dai referenti in Consiglio Comunale delle cooperative sia da coloro che sono rappresentanti alla Regione (consigliere e governatore). Alle Comunali, invece, ogni cooperativa agisce per conto suo e fa riferimento al suo rappresentante in Consiglio...

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Duecento euro al mese nei call center. Supermercati che offrono “stage” con nessuna prospettiva di trasformarsi in assunzioni. Poco più di 500 per fare il “consulente finanziario” offrendo prestiti via telefono. Contratti che cambiano di anno in anno – e magari diventano part-time – con l’unico obiettivo di alleggerire gli stipendi. Turni da 10 ore al volante dei bus privati, anche se la paga è solo per 6 ore e mezza. Rimborsi che arrivano solo se il capo è “di buon umore”. E chi fa il vigilante in azienda è fortunato se prende 5,2 euro all’ora per 8 ore al giorno, che vuol dire meno di 1000 euro in busta paga: c’è chi ha un contratto peggiore, quello di portineria, che di euro ne prevede poco più di 2. Sono le storie raccontate dai lettori che hanno partecipato alla campagna No al lavoro sottopagato del fattoquotidiano.it 

LE TESTIMONIANZE

Sono autista di autobus per ...

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Tancredi Vella

“Terminati gli studi ho cercato un posto di lavoro ma ricevevo solo rifiuti. Mi sentivo in colpa e ho iniziato a deprimermi, ero ingrassato e vedevo tutto nero. Oggi ho ripreso il sorriso, faccio progetti, ho un quadro più chiaro dell’uomo che voglio essere. Questa spinta, però, l’ho trovata fuori dall’Italia”.

Tancredi Vella, 30enne originario di Ospitaletto, in provincia di Brescia, oggi vive e lavora a Malta dove si occupa di gestione del rischio e applicazione delle norme per un società di consulenza. Poco dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Brescia Tancredi ha iniziato a mandare curriculum come molti giovani laureati, e come molti di loro ha trovato ovunque le porte chiuse. “Dopo un anno sono riuscito a trovare uno stage in una società di consulenza bancaria di Milano – racconta –, nel frattempo avevo iniziato un master in risk management. Prendevo 800 euro...

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