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Ultimo aggiornamento il 25/02/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/796

Che cosa succederebbe se materie (sanità, sicurezza sul lavoro, beni culturali, infrastrutture, ricerca, tra le 20 disponibili) previste nel terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione, attualmente di potestà legislativa concorrente Stato-Regioni, passassero alla potestà legislativa esclusiva regionale, come prevedono le bozze di intesa di Veneto, Lombardia ed Emilia, stipulate nel 2018 con il governo Gentiloni? Cosa accadrebbe, inoltre, se quelle previste dal terzo comma dell’articolo 116 (istruzione, ambiente, giustizia di pace), attualmente a legislazione esclusivamente statale, facessero altrettanto, come ancora quelle intese chiedono, in virtù della riforma del Titolo V del 2001?

È necessario essere chiari. Dietro l’espressione “autonomia differenziata” si nasconde né più né meno la divisione del Paese: a seconda del luogo di residenza, un diverso accesso e una diversa esigibilità dei diritti universali, che invece dovrebbero essere garantiti a tutte/i, secondo i criteri di uguaglianza sostanziale su tutto il territorio nazionale (come detta l’art. 3 della Costituzione). Con l’autonomia differenziata si avrà un aumento esponenziale delle diseguaglianze tra Nord e Sud e nell’ambito dello stesso territorio, indipendentemente dalla Regione in cui si abita. Lo abbiamo visto nelle vicende della sanità, dove sussiste la potestà legislativa concorrente Stato-Regione; dalla Lombardia al Lazio, dove la sanità è appaltata al privato convenzionato (per circa il 50%), la privatizzazione ha menomato profondamente la fruizione del diritto alla salute. Ciò vale anche nelle altre materie, dai trasporti agli asili nido: oggi si hanno meno servizi pubblici, più tasse e maggiori tariffe. L’autonomia differenziata serve per liquidare definitivamente tutto ciò che è “pu...

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Antonio Marfella

Il Presidente Vincenzo De Luca rivendica i risultati raggiunti e ferma l’attenzione su alcuni particolari obiettivi centrati. La Regione Campania ha “ridotto di due miliardi i debiti che abbiamo ereditato”, e attualmente tutte “le Asl hanno un bilancio in attivo o in equilibrio; abbiamo oggi un rating che è migliore di quello nazionale […] Questo è un miracolo in Campania”.

In Campania, come ha ricordato il Presidente De Luca, disponiamo anche dei migliori oncologi di Italia se non del mondo che curano (ma a costi altissimi e completamente sconosciuti) il cancro in continuo e inarrestabile incremento. Attenzione, non in tutta la Regione ma in particolare nelle Province di Napoli e Caserta, laddove ancora oggi si muore per lo scorretto smaltimento dei rifiuti speciali in una Regione che ha scelto di non avere e non volere nessun impianto finale di smaltimento a norma dei rifiut...

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Mariangela Palmieri

C’è stato un tempo, non molto lontano, in cui la propaganda politica si faceva anche attraverso il cinema. Non solo il fascismo con l’Istituto Luce, ma anche i due principali partiti italiani della prima repubblica, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista Italiano, hanno realizzato film di propaganda rivolti agli elettori. Ne parla Mariangela Palmieri (Università di Salerno) nel libro Schermi nemici. I film di propaganda della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano (1948-1964) (Mimesis, 2023).

Nel secondo dopoguerra DC e PCI si dotano di strutture produttive, oppure fanno accordi con case di produzione esterne, per realizzare a supporto delle proprie attività di propaganda pellicole di genere diverso, sia di fiction che non-fiction, e di corto, medio e lungometraggio. Sullo sfondo c’è la Guerra fredda che divide il mondo in due blocchi contrapposti. Democristiani e comunisti rappresentano gli emissari in Italia delle due superpotenze Usa e Urss. La loro contrapposizione è per molti aspetti totalizzante e le due compagini si fanno portatrici di valori e visioni del mondo contrapposti. 

Realizzati soprattutto in concomitanza di appuntamenti elettorali, i film di propaganda hanno scopi molteplici, come trasmettere il punto di vista delle due compagini su questioni specifiche, richiamare gli elettori al voto, costruire narrazioni di se stesse, o delegittimare il proprio principale avversario politico. I film fanno appello insieme alla ragione e alle emozioni. Spiegano con un linguaggio chiaro ciò che, secondo i due partiti, gli elettori debbano sapere per decidere da quale parte stare. Ma parlano anche alla pancia dei votanti, facendo leva su sentimenti come la paura, l’attaccamento fideistico, o l’indignazione. I film di propaganda ...

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Non si capisce più nulla. Passano gli anni ma la situazione resta sempre uguale anzi sicuramente peggiora. E’ di questi giorni la notizia di una nuova brutale aggressione al personale che dedica la propria vita ai bisogni, a volta urgenti, di salute dei cittadini. Una giovane infermiera di un Pronto Soccorso di Castellamare di Stabia è stata malmenata solo perché si è permessa (!!!) di chiedere a quattro (!!!) parenti di un paziente di non affollare i locali.

I medici e il personale sanitario dei Pronto Soccorso italiani sono spesso sotto pressione, in particolare in questi giorni di fine anno e di inizio 2024 stanno affrontando l’ondata di influenza stagionale e della variante Covid che ha raggiunto il nostro Paese. Come al solito il problema, che comunque non giustifica assolutamente reazioni di questo tipo, resta il fatto che la politica che gestisce la sanità non prenda ma...

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Una tavola di Fogliazza

“Nel pomeriggio si preparò per andare al lavoro: borsa con i trucchi, lo specchietto, le scarpe con i tacchi alti, preservativi, un coltello da cucina, ovatta imbevuta d’aceto infilata nelle parti intime, cellulare, una bottiglietta d’acqua” è tratto dal libro Il viaggio di Destiny scritto e vissuto da Alfonso Reccia. Siamo sulla costa, a nord di Napoli, oggi.

Via Domitiana è un’arteria di cemento purulento della camorra, una cicatrice d’asfalto che incide Castel Volturno per chilometri. Il sabato mattina puoi vedere sfrecciare una comitiva di ciclisti dalla pelle bianca bardati a festa, colori che sfrecciano per non rallentare su questa strada lurida e retta. Sui finestrini delle macchine si deposita un’aria sudicia, fatta di grasso e polvere che a passare uno straccio è cacao di catrame. Questo respiri. Il resto è campi infetti per braccianti da sfruttare e donne da maceller...

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Raffaele Oriani interrompe la sua collaborazione a Repubblica dopo 12 anni. Contro il modo di Repubblica e di gran parte della stampa europea di raccontare cosa sta succedendo a Gaza.

“Care colleghe e colleghi -ha scritto nella sua lettera alla redazione- ci tengo a farvi sapere che a malincuore interrompo la mia collaborazione con il Venerdì. Collaboro con il newsmagazine di Repubblica ormai da dodici anni ed è sempre un grande onore vedere i propri articoli pubblicati su questo splendido settimanale. Eppure chiudo qua, perchè la strage in corso a Gaza è accompagnata dall’incredibile reticenza di gran parte della stampa europea, compresa Repubblica (oggi due famiglie massacrate in ultima riga a pagina 15). Sono 90 giorni che non capisco. Muoiono e vengono mutilate migliaia di persone, travolte da una piena di violenza che ci vuole pigrizia a chiamare guerra. Penso che raramen...

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