info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici. Sostieni Saleincorpo, sito indipendente. Puoi farlo versando un contributo a piacere e su base annua sul c/c bancario IT72E3253203200006575211933 intestato a Carlo Meoli. Causale Sostengo Saleincorpo. Grazie.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 18/06/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/853

Chiusa per eccesso di qualità. È la paradossale situazione in cui versa da più di cinque mesi la Fibra Ottica Sud – FOS di Battipaglia del gruppo Prysmian, che produce fibra ottica ad alto contenuto tecnologico. Il loro prodotto ha standard e costi troppo elevati per il mercato italiano. E così, un’eccellenza tricolore chiude i battenti proprio sotto gli occhi del governo del ‘made in Italy’ reo, secondo i sindacati, di non fare abbastanza per salvaguardare la fabbrica. A rischio 300 lavoratori specializzati (più l’indotto) che dallo scorso ottobre sono in cassa integrazione ordinaria a zero ore e da aprile saranno in CIGS straordinaria per cessazione attività. “Questa azienda era il fiore all’occhiello del gruppo Prysmian – spiegano i lavoratori che da 40 giorni sono in presidio fuori ai cancelli – fino ad agosto 2023 abbiamo lavorato a pieno regime, in questi anni con la nostra fibra ottica è stata cablata tutta l’Australia oltre a porzioni del marcato nord americano. Poi all’improvviso l’azienda ha deciso di non produrre più fibra ottica in Italia generando una catastrofe sociale in questo territorio”.

"Il primo problema è l’aumento del costo dell’energia – dice Gennaro Vertucci, tecnico specializzato FOS – queste sono fabbriche energivore, con il conflitto russo-ucraino il costo della corrente elettrica è aumentato a dismisura (circa 700mila euro al mese), l’azienda ha chiesto un’agevolazione ed evidentemente non l’ha ottenuta e siccome si pensa solo al profitto si decide di chiudere. Poi c’è la questione appalti. Il nostro prodotto, essendo di qualità elevata, non trova spazio nel mercato italiano già da qualche anno visto che i precedenti governi hanno scelto di non puntare sulla qualità, ma hanno lasciato liberi i player che si sono aggiudicati il band...

Continua a leggere

Tutti gli omofobi hanno un amico gay, tutti i sessisti sono sinceri femministi e chi ammazza i vicini di casa quasi sempre salutava sempre. Così pure Francesco Acerbi ha un amico nero, anzi di più, un idolo, diamine, un idolo nero come George Weah. Lo abbiamo scoperto da un'intervista al Corriere della sera, e chi poteva immaginarlo, più banalmente c’eravamo convinti che avesse usato «nero» per ferire Juan Jesus.

Non ce lo siamo sognato noi, anche se oggi pare di sì. Nelle pagine più buie della storia di questo paese c'è stato un capo di governo che si è vantato una volta di non aver voluto stravincere. Non sembra una preoccupazione di Acerbi. Ora che porta in tasca una sentenza di non colpevolezza per l'accusa di razzismo, Acerbi vuole tutto, anche il bacio della buonanotte. Va dicendo quel che si ascolta in questi casi: io non sono così, mi avete giudicato male, non sapete c...

Continua a leggere

Licenziata mentre era in malattia, un tumore che ora la costringe a vivere in un hospice, piena di debiti, in attesa del Tfr e della liquidazione. È il caso di Anna Vitiello, insegnante di Scienze Motorie, 54 anni, torinese, che si è rivolta al sindacato Cub scuola e ricerca per chiedere assistenza. La docente ha scoperto nel 2017 di essere malata, ma ha continuato a insegnare e tre anni fa è passata di ruolo. “A dicembre 2022 – racconta l’insegnante – il cancro non mi permetteva più di fare tutte le ore di servizio pertanto feci partire la malattia, successivamente chiesi la visita collegiale per poter richiedere la pensione di inabilità al lavoro”. Il 5 ottobre è in effetti arrivata la dichiarazione di inabilità.

Due mesi prima era però scaduto il suo contratto in un istituto scolastico ed era rientrata nella sua scuola di appartenenza, l’Istituto Superiore Primo Levi di Torino, che dopo dieci giorni dal ricevimento del verbale della commissione medica sull’inabilità ha fatto partire il licenziamento. “A mio avviso l’inabilità non è giusta causa per il licenziamento – afferma la docente – mi hanno licenziato in un periodo in cui ero ancora in malattia. A oggi non mi hanno pagato la tredicesima e la buonuscita. Da ottobre sono senza stipendio e senza pensione perché ci sono dei ritardi anche con l’Inps. Non so più come andare avanti. Quei pochi soldi che avevo sono finiti, oggi sono ricoverata e mi sto riempiendo di debiti”.

Cosimo Scarinzi del Cub Scuola parla di una “situazione inaccettabile frutto di inefficienza e di disumanità di una burocrazia cieca e sorda di fronte a un caso di questa gravità”. Il Cub segue il caso “per quel che riguarda la liceità del licenziamento e la mancanza di tutele”. Oggi l’Inps ha scritto all’insegnante comunicandole...

Continua a leggere

Nell’ultimo quadriennio le edicole sono scese da 16 mila a 13.500 circa, ma il fenomeno ha radici molto più lontane. Nel 2002 i punti vendita in Italia erano 43 mila, ora sono scesi a 23 mila.

 Spiega Massino Fini: "La crisi delle edicole è uno dei segnali, forse il più indicativo, della corrispondente crisi dei giornali. Era abitudine, un tempo, vedere gente al bar che leggeva i giornali o altri che passeggiavano con il giornale in mano. Il Corriere della Sera e Repubblica vendevano, fino a non molti anni fa, mezzo milione di copie. Oggi sono attestati intorno alle 200 mila copie o poco più, e molte di queste te le sbattono in faccia, gratuitamente, nei grandi alberghi o sui Frecciarossa, e il motivo è che per farsi pagare la pubblicità devono mantenere, sia pure in modo artificioso, un certo livello".

 Insomma, una crisi senza via di uscita. Aggiunge Fini: "Come la t...

Continua a leggere

L'assessore Tringali

Sì all’amore a pagamento nelle case, a patto che sia silenzioso e decoroso. Il nuovo regolamento di polizia e sicurezza urbana, approvato dalla giunta di Salerno su proposta dell'assessore Claudio Tringali, disciplina anche la prostituzione casalinga.

All’articolo 8, nel testo che entrerà in vigore dopo il via libera del Consiglio comunale, c’è un apposito comma che recita: "All’interno degli edifici condominiali è vietata la prostituzione quando, a seguito delle consentite verifiche della Polizia Municipale, venga accertato che essa provochi disturbo alla tranquillità degli altri residenti o offenda la civile convivenza per le modalità con cui essa si svolge“.

Inoltre, "per chi viene sorpreso impegnato in incontri hard condominiali, è prevista una multa di 200 euro. Inoltre, “resta salva la possibilità per gli organi accertatori di procedere al sequestro cautelare del...

Continua a leggere

Martedì, 26 marzo, alle ore 18.00 presso la sala conferenze del museo FRAC di Baronissi con il Patrocinio del Comune di Baronissi si terrà un incontro su Autonomia differenziata e Premierato: le ragioni del no.

 Moderatore da Massimiliano Amato, giornalista condirettore della rivista “Critica Sociale”.

Interverranno

·         Il sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante;

●     Massimo Villone Professore emerito di Diritto costituzionale dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II";

●     Sandro Ruotolo Giornalista;

●     Franco Mari deputato;

●     Franco Tavella segretario regionale SPI CGIL.

La manifestazione  è promossa dalla sezione ANPI Irno-UNISA, dalle associazioni Memoria in Movimento e Fare Fisciano, Spi Cgil, dal circolo ARCI Open Lab di Baronissi.

L’obiettivo dell’incontro è chiarire le ragioni de...

Continua a leggere