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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/656

Angelo Vassallo

Angelo Vassallo voleva denunciare un traffico di droga intorno al porto di Acciaroli e per questo fu ammazzato. E le indagini sulla sua morte furono indirizzate verso soggetti estranei al delitto. Ecco l’accusa contenuta nel decreto di perquisizione eseguito stamane dai carabinieri dei Ros, sezione crimini violenti, su ordine della Procura di Salerno guidata da Giuseppe Borrelli. Nove gli indagati nel nuovo fascicolo sull’omicidio del sindaco di Pollica, trucidato con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010. Tra i nove indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e concorso in omicidio, ci sono il tenente colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano, detto ‘Peppe Odeon, titolare di una sala cinematografica a Scafati. Nel settembre 2020 il Fatto quotidiano pubblicò in esclusiva la notizia dell’iscrizione di Cipriano nel registro degli indagati con l’accusa di concorso di omicidio con ignoti. Nell’estate del delitto, Cipriano gestì un cinema nel centro di Acciaroli.

La stessa accusa, concorso in omicidio, nota dal 2018 per Cioffi, brigadiere recentemente condannato a 15 anni per traffico di droga (senza aggravante camorristica) al termine di una indagine della Dda di Napoli sul clan Fucito. Cioffi lavorava nel nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, all’epoca guidato da Cagnazzo che, in vacanza ad Acciaroli nei giorni del delitto, sequestrò di sua iniziativa – e in assenza di delega del pm di Vallo della Lucania, prima che il fascicolo venisse trasferito a Salerno – le immagini di una telecamera della videosorveglianza di un negozio che affacciava sul porto di Acciaroli. Cagnazzo poi scrisse una informativa che orient...

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Andrea Carafa

“Nella Silicon Valley fare errori è una condizione necessaria per poter innovare. La maggior parte delle startup falliscono ma sono sempre viste come opportunità di apprendimento. Questa mentalità, insieme ai capitali e alle infrastrutture, a mio parere hanno generato benessere e progresso”. Andrea Carafa vive in California e si è occupato di innovazione tecnologica per l’ambiente, la salute e il benessere sociale come imprenditore, investitore e docente universitario sia negli Stati Uniti che in Europa. Pronto a tornare in Italia, un giorno? “Con le giuste condizioni, sì. Sarebbe bello poter contribuire al rilancio del nostro Paese grazie alle competenze e alle reti che ho sviluppato all’estero.”

Andrea è nato e cresciuto in una piccola cittadina del Sud Italia. Dopo gli studi universitari a Roma, ha avuto l’opportunità di fare l’ultimo anno di laurea triennale in Finlandia g...

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Andrea Mordini

“Sono andato via nell’ottobre del 2004, direzione Vienna. Mamma e papà mi hanno accompagnato al treno notturno. È stato l’inizio della mia vita adulta. Tutti abbiamo capito che qualcosa stava finendo. E qualcosa stava iniziando”. Andrea Mordini ha 46 anni ed è originario di Pievepelago, un piccolo paese di 2mila abitanti sull’Appennino modenese. Vive all’estero da quasi 20 anni, trasferendosi in 10 Paesi diversi.  Dopo gli studi in ingegneria Civile a Modena e Parma, Andrea ha svolto un dottorato di ricerca che gli ha permesso di iniziare la sua carriera internazionale con un periodo all’Università di Vienna. “Da studente sognavo di andarmene in giro per il mondo a occuparmi di ponti, e così è stato” ricorda al fatto.it. Ha preso parte a progetti importanti in almeno una quindicina di nazioni, ottenendo un MBA (Master in Business Administration, ndr) tra un progetto e l’altro.

Un percorso lungo migliaia di chilometri, dall’Italia a Singapore, passando per Austria, Olanda, Libia, India, Qatar, Australia, Emirati Arabi Uniti, Thailandia. Oggi Andrea vive e lavora nella città-stato asiatica. “Non vorrei dare il messaggio che basti andare all’estero per trovare rose e fiori. Niente regala niente a nessuno, da nessuna parte del mondo”, sorride. Cambiare nazione ogni paio d’anni significa trovare difficoltà nella lingua, nella cultura, nel lavoro? “Ho imparato a essere una persona molto flessibile e tollerante, probabilmente solo così si può sopravvivere a tutti questi cambi di residenza. In Qatar e negli Emirati Arabi Uniti ho riscontrato una forte separazione tra la comunità expat e la comunità locale. La possibilità di fare amicizia varia molto a seconda del contesto: è molto facile nella comunità expat – perché in fondo siamo tutti fuori casa e tutti cerchiamo ...

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"Un abbraccio per l'Ucraina" è il titolo del concerto di beneficenza che si terrà domani sera (domenica 24 luglio) con inizio alle 19 presso l'auditorium  del teatro Sant'Alfonso in piazza Sant'Alfonso a Pagani. Partecipare è un modo concreto per aiutare un popolo vittima dell'invasione russa. Parteciperanno gli artisti indicati nel manifesto.

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Firmava la documentazione relativa agli interventi chirurgici ma della sua presenza in sala operatoria non c’era traccia. È quanto la Procura di Napoli contesta a un medico del capoluogo: i carabinieri del Nas gli hanno notificato un provvedimento cautelare agli arresti domiciliari emesso dal giudice per le indagini preliminari. A far partire gli accertamenti alcune denunce.

Si tratta di Giuseppe De Martino e ha 50 anni. Specializzato in cardiologia, è gravemente indiziato di concorso in falso ideologico e materiale, violenza privata e violenza o minaccia per costringere a commettere un reato. Questi ultimi reati gli vengono contestati in quanto avrebbe costretto alcuni suoi collaboratori a menzionare la sua presenza nell’equipe malgrado in sala operatoria non ci fosse entrato. Secondo il Nas e la Procura avrebbe falsificato varie cartelle cliniche, attestando di aver eseguito...

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Vengono arrestati alle Bahamas, ottengono dal giudice la scarcerazione su cauzione, ma le isole caraibiche sono un paradiso fiscale inserito in una black-list di Paesi in cui non è possibile trasferire denaro. Questa la vicenda di tre commercianti napoletani di 47, 40, e 31 anni, i quali, malgrado abbiano avuto la liberazione su cauzione, fissata dal giudice in 7mila dollari ciascuno, non possono far eseguire il bonifico dall’Italia in quanto le isole caraibiche sono inserite nell’elenco dei Paesi in Black list dell’Agenzia delle Entrate.

I tre, quindi, arrestati in quanto sorpresi dalla Polizia locale a vendere e acquistare beni come orologi, profumi e altro – senza licenza – resteranno in cella. Le forze dell’ordine, durante una perquisizione, hanno trovato e sequestrato, nell’abitazione dove alloggiavano, una cospicua somma di denaro, alcune fatture emesse per l’acquisto di...

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