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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/656

Nell'ambito della solennità di San Francesco d'Assisi martedì 4 ottobre alle 20,30, presso la chiesa monumentale di San Francesco a Sarno, ci sarà il concerto per l'Ucraina in aiuto delle popolazioni vittime della guerra. Si esibirà il duetto "Elir" composto da Iryna Postavska ed Elena Vesna.

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Pubblichiamo un appello sul campo progressista sottoscritto da autorevoli studiosi, professori, giornalisti ed esponenti del centrosinistra.

Siamo elettrici ed elettori che – nella differenza delle proprie culture, storie politiche e civili – di fronte al risultato elettorale, sentono l’urgenza di incoraggiare un confronto aperto tra tutte le forze di sinistra e di progresso del Paese.

La sonora sconfitta delle forze democratiche ci accomuna tutti, compreso chi fosse tentato di consolarsi con il buon risultato della propria lista.

Questa sconfitta viene da lontano e ci interroga sull’incapacità delle attuali forze progressiste di intercettare le paure e la rabbia di una larga parte del Paese, che vive con angoscia e paura la precarietà del lavoro, le crescenti disuguaglianze economiche, il declino del welfare, la fragilità delle istituzioni pubbliche messa in e...

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Diamo a Cesare, e quindi a Sergio Mattarella, il merito principale di averci riportato un secolo dopo una fascista, post, ex, para, al governo. La folle decisione di assecondare Renzi nell’operazione di killeraggio del Conte 2, sta alla base di tutto. Quella di non sciogliere anticipatamente le Camere allora, contraddetta dalla precipitosa accettazione dell’otto settembre draghiano, sta al secondo gradino di una scala reale, che prosegue con la scelta del banchiere centrale.

La terza scelta extraparlamentare di un tecnico ha avuto esattamente gli stessi effetti delle altre. Quella di Ciampi, almeno partorita dalla dissoluzione giudiziaria dei partiti di Tangentopoli, prodromo dell’esplosione berlusconiana. Quella di Monti viatico alla affermazione dei 5 stelle. Questa, dei post, ex, para. La politica cacciata dalla porta rientra sempre dalla finestra. Con il di più che, dei tre, Draghi si è dimostrato il meno adatto al ruolo di politico, imbambolato dalla piaggeria di un giornalismo, screditato e privo di lettori, ma considerato, chissà perché come un sano interprete del paese e della società.

E qui arriviamo al secondo elemento del delitto perfetto. Palo o favoreggiatore, il quarto potere ha dato una prova impressionante di incompetenza professionale. In teoria il lettore di uno di quelli che furono i giornali della classe dirigente, di centro e di sinistra, si sveglia oggi in un paese a lui completamente sconosciuto, cambiato brutalmente tra ieri mattina e ieri sera. Invece si tratta esattamente dello stesso paese. Quello reale. Che nessuno racconta, di cui ci si occupa solo per fargli o dargli una lezione. Che ad ogni appuntamento appare sorprendente, da esaminare antropologicamente, il paese bambino di cui fanfulla Concita De Gregorio, orfana di o...

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Chiara con mamma Delfina

In passato ho scritto più volte di Chiara, la bambina affetta da idranencefalia giunta all’Oasi Maria Madre della Vita, una delle strutture di accoglienza per minori della Fraternità di Emmaus, il 25 ottobre del 2004. Aveva appena 40 giorni e i genitori non l’avevano riconosciuta. Nata con pochi frammenti di encefalo, Chiara non vede, non sente, non si regge in piedi, non può muovere nessun arto, non può camminare, non può comunicare in alcun modo le sue emozioni né le sue necessità.

La bambina dei miracoli – per la scienza sarebbe dovuta sopravvivere pochi mesi o pochi anni – oggi compie 18 anni. 

Questa è la prima volta che racconto di lei usando il suo vero nome. Le regole deontologiche, a cui i giornalisti devono rigorosamente attenersi, mi hanno sempre imposto di usare un nome di fantasia. Adesso invece posso chiamarla per nome, perché la bambina dei miracoli, dal...

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In molte zone di questo paese lo Stato non esiste e la politica è collusa con le mafie. Un esempio arriva dalla storia incredibile che Antonello Caporale ha raccontato sul Fatto.

 

Oltre l’immaginabile. Le esequie pubbliche di un figlio del capo clan locale, ucciso per futili motivi, vengono vietate dalla questura in ragione dello “spessore criminale” del papà del defunto, ma omaggiati, con la proclamazione del lutto cittadino, dall’amministrazione comunale.

Bandiere a mezz’asta ieri mattina a Orta Nova, uno dei paesi della provincia foggiana conquistati dalla criminalità organizzata al punto che il sindaco, Domenico Lasorsa, avverte la necessità di stringersi alla famiglia di Francesco Gaeta manifestando, nel modo più solenne e ufficiale, il dolore di tutta la comunità per la scomparsa del figlio Andrea, freddato a colpi di pistola dopo una lite provocata dall...

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Alfredo Greco

La paura è il filo conduttore che tiene insieme i pezzi di un movente. “Tengo paura che mi fanno fuori” così dice Angelo Vassallo. L’indomito sindaco, il temerario che sfida tutto e tutti, teme per la propria vita nei giorni precedenti la morte. Questo racconta un testimone. 

Questo sostengono gli inquirenti che, dodici anni dopo, provano a dare un volto ai colpevoli. Bisogna tornare indietro nel tempo all’agosto del 2010 per comprendere l’oggi. Così fanno gli inquirenti che - lentamente, con fatica - mettono insieme i pezzi di un mosaico complicato. Angelo Vassallo vive momenti di paura in quei giorni. Lo dice Domenico Vaccaro, allora vicesindaco del paesino cilentano di Lustra, che incontra Vassallo il 22 agosto del 2010. 

Vaccaro e suo figlio incontrano il sindaco Pescatore ad Acciaroli. È una domenica e l’appuntamento è in un bar. I tre parlano di politica, dell’in...

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