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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/656

Alle paure di un operaio sulla tossicità dell’amianto, che in quegli anni ’80 emergeva attraverso i primissimi studi scientifici, il patron di Isochimica Elio Graziano rispose, schernendolo: “Fa più male la Coca Cola”. L’operaio, C. P., è un superstite. Ha ricordato l’episodio ai magistrati. È sopravvissuto alla fabbrica della morte di Avellino, dove 231 lavoratori si sono ammalati e 11 hanno perso la vita: erano operai nell’azienda che per diversi anni li ha mandati al macello, a mani nude e con pochi e insufficienti attrezzi di protezione, a scoibentare e ricoibentare i vagoni dei treni delle Ferrovie dello Stato. “Senza alcuna informazione preliminarmente ricevuta sul tipo di attività cui sarebbero stati adibiti o sui rischi ad essi connessi, qualcuno, addirittura con gli stessi indumenti che aveva indosso”, scrivono i giudici del Tribunale di Avellino nelle motivazioni della sentenza che ha condannato Rete Ferroviaria Italiana al pagamento, in solido con i due funzionari condannati, dei risarcimenti – per ora quasi un milione e mezzo di euro di provvisionali, in attesa dei processi civili – ai familiari delle persone uccise da patologie tumorali e respiratorie causate dalla inalazione di amianto.

Ci sono voluti dieci mesi per scriverle: risale a gennaio il verdetto, 10 anni di reclusione a testa per i due funzionari Fs, Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, e per gli ingegneri Vincenzo Izzo e Pasquale De Luca ritenuti responsabili della sicurezza di Isochimica. Graziano, dominus del processo e padre-padrone di Isochimica, è morto durante il dibattimento.

Giustizia di Fatto ne ha letto le circa 80 pagine. Un racconto raggelante, frutto di 5 anni e mezzo di udienze nell’aula bunker di Poggioreale a Napoli, perché ad Avellino non c’era un’aula sufficien...

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«Di fronte alle povertà diciamo che si può fare qualcosa»: Ciro Grassini, coordinatore scientifico del Dossier regionale sulle povertà, apre alla speranza dopo aver elencato numeri negativi per la Campania.

È stato presentato, all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, il report annuale sulle fragilità che attanagliano la nostra regione. Una sede messa a disposizione dal rettore Lucio D’Alessandro. Bisogni e povertà rintracciate nei centri di ascolto delle Caritas diocesane, che fanno un lavoro di ascolto e problem solving unico nel suo genere. Lo ha sottolineato anche Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud: «Nel Sud la rete più importante nel sociale è la Caritas, è la presenza più rilevante».

I dati

I dati, dicevamo, non sono affatto positivi. Tutti gli indicatori mostrano una discesa in picchiata verso una profonda povertà e ...

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Giacomo Nicora

“In Lettonia se hai 30 anni sei considerato di una certa esperienza, e spesso ti affidano ruoli importanti. Qui il lavoro si trova facilmente e c’è flessibilità. Non c’è la cultura del posto fisso, ci si mette in gioco”. Parla così Giacomo Nicora, 33enne ligure che da otto anni vive a Riga. Laureato in Scienze Politiche a Genova, nel 2018 si è trasferito in Lettonia, dove lavora per una banca svizzera come responsabile del mercato italiano. Tornare in Italia, almeno per ora, non è tra le opzioni: “La vita che faccio qui – dice – è bellissima e non riuscirei ad averla in Italia”.

A farlo innamorare della Lettonia è l’Erasmus, una parentesi durata quasi un anno e finita nel 2014. Rientrato a Genova, conclude la laurea magistrale in Amministrazione e politiche pubbliche e inizia uno stage per una grossa azienda della sua città. Si occupa di vendite: come prima esperienza non è male ma svolge mansioni pari a quelle di un dipendente e riceve solo un rimborso spese. Dopo sei mesi spera di essere assunto, le intenzioni dell’azienda però sono diverse. “Finito lo stage – racconta Giacomo – il responsabile del mio settore mi chiama e dice: ‘Dopo una grande discussione con il management sono riuscito a ottenere un contratto part-time per un mese e mezzo’. Ero spiazzato, perché dopo mesi di lavoro quasi gratuito mi aspettavo un vero contratto. Gli ho detto che mi sarei preso un giorno per pensarci”. Dalla reazione del suo superiore, però, Nicora capisce che l’esitazione non è apprezzata e che la perplessità non è ammissibile: “Il responsabile era deluso. Si aspettava – dice Giacomo – che facessi i salti di gioia. Era una brava persona, ma talmente abituata al sistema italiano che gli sembrava di farmi una grande offerta”.

Accetta comunque quel mese e mezzo, ma no...

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L'associazione Futurama ha organizzato un incontro-dibattito su "Sanità ospedaliera nell'Agro, difficoltà e prospettive. Polo oncologico e il suo necessario rafforzamento. Sanità territoriale, assistenza e prevenzione. Case e ospedali di comunità". Relazioneranno Angela  Crudele, Antonio Mirabella, Claudio Pagano e Michele Russo. Modera Lorenzo Guarnaccia. L'appuntamento è per venerdì quattro novembre alle 18,30 presso la biblioteca comunale di Nocera Inferiore. 

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Si terrà stasera, alle 20,30, presso la parrocchia San Michele Arcangelo a Nocera Superiore, un "Concerto per l'Ucraina in aiuto alle popolazioni vittime della guerra". Si esibirà il duetto Elir composto da Iryna Postavska ed Elena Vesna.

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E’ allarme ambientale a Sarno, la puzza ha invaso la città e reso invivibile la vita dei residenti «Siamo costretti ad uscire di casa in mascherina per non sentire la puzza di rifiuti». Il sindaco Giuseppe Canfora presenta un esposto alla Procura  e chiede un incontro con le Autorità preposte ai controlli. Ma oltre il danno c’è anche la beffa. Il Tar annulla la delibera di Consiglio comunale per lo stop ai nuovi impianti:  pronto il ricorso al Consiglio di Stato.

IL CASO. Gli impianti adibiti all’attività di trattamento dei rifiuti tengono sotto scacco la popolazione sarnese. Sono migliaia i residenti costretti a vivere con gli infissi chiusi e a uscire di casa indossando la mascherina per non avvertire la forte puzza che sovrasta l’aria durante la notte e le prime ore del mattino. Una problematica che diventa sempre più preoccupante e che rischia di non avere più una via d’us...

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