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Ultimo aggiornamento il 25/02/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/796

Salvatore Langellotto

Lo scopo dell’imprenditore edile Salvatore Langellotto, pregiudicato per concorso esterno in associazione camorristica, “è chiaramente quello di zittire e condizionare l’attività di Claudio d’Esposito prima e Vincenzo Iurillo poi, espressione di quel baluardo di legalità a presidio della salvaguardia del territorio sorrentino”. Lo scrive la gip del tribunale di Torre Annunziata, Emanuela Cozzitorto, che ha firmato l’ordinanza che ha disposto i domiciliari a Langellotto, la seconda in meno di un mese, dopo l’accusa di aggressione all’ambientalista del Wwf Claudio d’Esposito, si aggiunge lo stalking contro il giornalista del Fatto, Iurillo. “Tu sei lo scrittore? Stai attento a che scrivi”.

E ancora: “Eccolo lo scrittore! Ma agli scrittori certe volte tagliano la testa…”, le frasi minacciose rivolte a Iurillo da Langellotto (nella foto in alto), dopo aver raccontato sul Fatto, l’aggressione fisica e verbale subita da d’Esposito a marzo 2023, che ha riportato lesioni con una prognosi superiore ai 40 giorni.

Un nuovo episodio si verifica il 5 gennaio, quando il centro di Sant’Agnello (Napoli) viene paralizzato per permettere la benedizione religiosa del parroco don Francesco Iaccarino a cinque camion dell’azienda di Langellotto, parcheggiati nella piazza del sagrato della chiesa chiusa al pubblico. L’articolo del Fatto è ripreso dal servizio de Le Iene. In quella circostanza, l’imprenditore usa le telecamere per mandare un nuovo avvertimento: “Dite al buon Iurillo che pensasse ai guai suoi, ai suoi scheletri nell’armadio e a chi era socio suo padre”. “L’atteggiamento allusivo e minatorio, considerata la caratura criminale – scrive la gip –, in cui Langellotto ammoniva indirettamente e palesemente Iurillo”, creava “un clima intimidatorio ed ostile”. L’ultim...

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Due certificati di interruzione di gravidanza del consultorio “respinti”. Ed estranee “in camice bianco” che hanno avvicinato le donne in coda per abortire con l’obiettivo di convincerle a cambiare idea. Si tratta delle testimonianze, raccolte da ilfattoquotidiano.it, di Giorgia, 19 anni, e Anna 39 che denunciano due episodi che avrebbero vissuto all’ospedale Cardarelli di Napoli. Episodi che testimoniano le difficoltà delle donne, ancora nel 2024, quando scelgono di non partorire (se vuoi raccontare la tua storia scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak49caf6e943fd6b649351392e01e07457').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy49caf6e943fd6b649351392e01e07457 = 'redazioneweb' + '@'...

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Di recente molte polemiche sono sorte sui criteri con cui le amministrazioni locali scelgono gli addetti stampa. Non ci interessano i casi specifici visto che sono solo il portato di un andazzo complessivo presente anche a livello nazionale. In futuro, comunque, per evitare polemiche sarebbe meglio se i sindaci scegliessero direttamente i loro collaboratori evitando selezioni fasulle e concorsi farlocchi che squalificano tutti. La soluzione migliore? Un bando di concorso sulle base di titoli e prove che possa portare alla scelta del più capace. Ci rendiamo conto, però, che forse è chiedere troppo. Non è una questione confinata tra gli addetti ai lavori, ma riguarda tutti tanto che esiste un codice dei doveri del giornalista degli uffici stampa. Lo proponiamo qui, oggi, nella speranza che, in tempi prossimi, non vengano commessi gli stessi errori.

 

 

Si definisce come attività di Ufficio Stampa una funzione prettamente giornalistica, in quanto diffonde notizie per conto di aziende, organismi, enti privati o pubblici. Sono perciò esclusi dall’attività di Ufficio Stampa differenti aspetti della comunicazione come relazioni pubbliche, relazioni con i cittadini, marketing e pubblicità. Anche la figura del “portavoce”, diffusa soprattutto in politica e negli organismi elettivi, non è compresa nella definizione di Ufficio Stampa ed è quindi incompatibile con il ruolo di addetto stampa, coordinatore o capo ufficio stampa.

L’Ufficio Stampa è la struttura primaria dell’informazione giornalistica verso l’esterno. Il giornalista che vi opera è tenuto ad osservare la Carta dei doveri che è il fondamentale documento deontologico di riferimento per tutti gli iscritti all’Ordine, a prescindere dalla natura contrattuale e dal tipo di incarico ricopert...

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Il cronista Orofino

Un altro giornalista intercettato con un trojan. Un altro gravissimo episodio che vede una procura aggredire un pilastro del giornalismo: la riservatezza delle fonti.

Stavolta è toccato a Paolo Orofino, giornalista calabrese di lungo corso del Quotidiano del Sud. Nei mesi scorsi (per fatti ben più gravi, visto che le procure di Firenze e Caltanissetta indagavano su personaggi legati a stragi di mafia) è toccato a Michele Santoro, Guido Ruotolo e Massimo Giletti. L’anno scorso la Procura di Trapani ha intercettato Nancy Porsia per i reportage sugli scafisti in Libia. Nessuno dei giornalisti citati era indagato. Con il risultato di risalire alle loro fonti. Non è indagato neanche Orofino quando, nel 2019, la Procura di Salerno ha aperto un fascicolo nell’ambito delle indagini sullo scontro tra magistrati in Calabria. La procura decide di tenere sotto controllo il telefono del cr...

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I fratelli Cavallotti, dapprima assolti con il giudizio abbreviato dal tribunale di Palermo (nel 2001) per associazione mafiosa, sono stati poi condannati dalla corte d'Appello nel 2002. La stessa sentenza d’appello ha dichiarato prescritto il reato loro contestato di turbativa d’asta. La Cassazione, però, ha poi annullato la condanna con rinvio nel 2004. In sede di rinvio, i Cavallotti sono stati assolti dal fatto di essere partecipi a Cosa Nostra. Nel frattempo, la magistratura aveva confiscato beni immobili e imprese, basandosi sul differente parametro della pericolosità di quei beni, se fossero rimasti nella loro disponibilità. La sentenza della Cassazione, con cui la confisca di prevenzione dei beni dei Cavallotti è diventata definitiva nel 2016, dice chiaramente che le imprese nel settore del gas, che loro gestivano, appartenevano all’area contigua a Cosa nostra.

SE IN S...

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Chi denuncia per motivi di giustizia va tutelato dallo Stato e risarcito dei danni subiti: è tempo di aprire una discussione pubblica su questo tema, altrimenti nel vuoto normativo continueranno ad essere commessi soprusi insopportabili.

Capisco che leggendo questo incipit qualcuno potrebbe stranirsi e pensare: ma perché, non accade già adesso così? La risposta è: accade così soltanto a certe condizioni molto stringenti, che lasciano fuori storie e persone meritevoli di maggior considerazione.

Ma andiamo con ordine. Dal 2018 l’ordinamento italiano dispone di una legge, la 6 dell’11 gennaio, che (finalmente!) definisce lo statuto giuridico del “Testimone di Giustizia”, prevedendo un ventaglio ampio di strumenti di natura economica finalizzati a risarcire il Testimone dei danni diretti e indiretti provocati dalla sua decisione di contribuire alla giustizia con il coraggi...

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