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Ultimo aggiornamento il 25/02/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/796

Le rotative sfornano il primo numero la sera del 22 dicembre del 1982. La tipografia è a Sant’Agata Li Battiati, uno dei paesini ai piedi dell’Etna. Anche la redazione è lì, in uno scantinato che conserva ancora la puzza del vecchio deposito di un supermercato. In edicola arriva undici giorni dopo e, a fine mattina, è già esaurito. Una prima ristampa e poi subito un’altra ancora, diecimila le copie vendute. Pippo Fava fa il miracolo. «Minchia, ve l’avevo detto che bisognava uscire subito e non aspettare una settimana di più», ringhia con un sorriso ai suoi “carusi”, una decina di ragazzini catapultati nel vortice di un giornalismo duro mai conosciuto prima sotto il vulcano.

IL BEATO PREFETTO

Il titolo di apertura è da brivido: «I Cavalieri di Catania e la mafia». In copertina c’è un richiamo all’inchiesta su "Donne e l’amore nel sud”, firmata da Elena Brancati, una giovanissima cronista nipote di Vitaliano Brancati, lo scrittore di Don Giovanni in Sicilia e di Paolo il Caldo. Il terzo titolo: "Essere giudici in Sicilia”, reportage di Riccardo Orioles e Antonio Roccuzzo sui magistrati di Palermo e il racconto di un incontro con Giovanni Falcone. «È stata forte l’emozione in tipografia, anche perché era il giorno del mio trentaquattresimo compleanno, il primo numero lo stavamo preparando dall’inizio di novembre ma era in ebollizione da sempre», ricorda Orioles che fa un salto indietro nel tempo e sprofonda nella Catania corrotta e spietata dove il boss Benedetto Santapaola inaugurava la sua concessionaria d’auto accanto a un beato e cerimonioso prefetto. Ma era quel titolo grosso su tre colonne che fa tremare la città. Chi aveva mai osato nominarli prima? E per giunta vicino alla parola mafia, che da quelle parti era considerata una bestemmia. Che cosa ...

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Nella notte tra l’8 ed il 9 dicembre scorsi si è scatenato un incendio nell’ospedale di Tivoli causando il decesso di tre pazienti. La notizia mi ha molto colpito e perché persone fragili e malate si sono recate in un luogo di cura per riceverne assistenza e invece vi hanno trovato la morte, e perché il rogo di questo importante presidio sanitario l’ho interpretato come simbolo di un Servizio Sanitario Nazionale ormai in via di dissoluzione.

Abbiamo passato il punto di non ritorno. I governi, di vari colori politici, che si sono succeduti negli ultimi venti anni hanno ridotto, in maniera drastica, tutto l’apparato della pubblica amministrazione (di cui i medici sono parte) con un attacco sistematico ai diritti dei lavoratori, a colpi di decreti legge e con campagne massmediatiche denigratorie. Ricordiamo benissimo i dipendenti pubblici “fannulloni” di “brunettiana memoria”, o ...

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ANCHE LA TRECCANI l’enciclopedia, ignora il pericolo dell’utilizzo improprio dell’Intelligenza Artificiale. Basta leggere la pagina che viene dedi cata a tale “nuova risorsa” dell’uomo. Si trovano frasi come “capace di riprodurne o emularne (dell’intelligenza umana, ndr) alcune funzioni. Non vi è alcun motivo che impedisca a priori che talune (ma non tutte) prestazioni dell’intelligenza umana, per esempio la capacità di risolvere problemi mediante processi inferenziali, possa-no essere fornite anche da una macchina. Nel caso dell’emulazione, le prestazioni intelligenti sono ottenute utilizzando meccanismi propri della macchina, in modo da fornire prestazioni qualitativa- mente equivalenti e quantitativa- mente superiori a quelle umane”. E ancora “gli studiosi hanno valutato volta per volta diversi modelli della razionalità umana, scegliendo quello più opportuno” (...) “modelli che consentono non soltanto di ottenere prestazioni analoghe a quelle dell’uomo ma anche di adottare gli stessi metodi usati dall’uomo”.

E così di seguito. Affermazioni, a parer nostro, da brivido, dovute alla consapevolezza di poter delegare la soluzione di ogni problema ad un’intelligenza “altra” che, non dimentichiamolo, non è un’intelligenza superiore ma “guidata”. Infatti non dobbiamo sottovalutare che ogni soluzione che ci arriva dall’AI proviene da un apprendimento guidato dall’uomo, velocizzato ed elaborato grazie ad una “macchina” umana. Forse sarebbe intellettualmente più onesto definirla come l’acceleratore di informazioni o decisioni decise da “qualcuno”. In un mondo che inneggia alla democrazia, alla libertà di pensiero sembra un’assurdità.

Eppure, il fenomeno sembra ignorato. Al massimo si parla dei posti di lavoro che si perderanno, critica che, rileggendo la stor...

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Pubblichiamo un commento di Giovanni Tizian sulla legge che, vietando la pubblicazione totale o parziale delle ordinanze di custodia cautelare, di fatto limita la libertà di stampa. Saleincorpo, da parte sua, come già annunciato, farà disobbedienza civile continuando a pubblicare gli atti e, di fronte a eventuali citazioni in giudizio, si difenderà nelle sedi opportune. In questo modo intendiamo garantire i diritti di tutti, a partire da quelli degli indagati.

 

L'emendamento Costa spinge la democrazia nelle tenebre. E questa soccombe nell’oscurità, parafrasando il motto del Washington Post. La norma approvata alla Camera prevede il divieto di pubblicazione sui giornali del contenuto delle ordinanze di custodia cautelare, cioè i mandati di arresto, disposti nell’ambito delle indagini preliminari. Atti il cui scopo è informare gli indagati sul motivo del provvedimento c...

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La prima cosa che salta agli occhi, scorrendo le 69 pagine dell’atto “The New York Times contro Microsoft e OpenAI”, è la semplicità del linguaggio utilizzato dagli avvocati. Ciò denota la volontà di spiegare ai giudici – quindi a persone non esperte di tecnologia – gli aspetti più sottili della rivoluzione portata dall’intelligenza artificiale generativa (anche) nel giornalismo. Solo le ultime pagine della memoria sono dedicate alle questioni più tecniche: richiesta di danni ed elenco formale delle contestazioni.

Inutile dire che vi siano tanti motivi per analizzare questo documento sin nei minimi dettagli: quando si muove in giudizio il New York Times è facile finire davanti alla Corte suprema, con questioni talmente controverse da toccare il cuore del sistema giudiziario e costituzionale americano. In questo caso, però, al centro della causa non abbiamo il “classico” Primo ...

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Corsi e ricorsi, piatti e ripiatti. In mezzo alle diatribe in Europa su stoviglie e imballaggi, mentre i governi, i ministri dell’ambiente e le stesse associazioni ambientaliste litigano su virtù e vizi dei materiali biocompostabili, ecco tornare di soppiatto (di sop… piatto!) i piatti di plastica, quelli sottili, tradizionali, che erano stati banditi, o almeno così credevamo.

Qual è il trucco? E’ che piatti in tutto e per tutto simili ai piatti monouso di plastica, quelli bianchi e leggeri che hanno popolato soprattutto il Sud Europa e l’Italia negli scorsi decenni, vengono dichiarati sull’etichetta come riutilizzabili, oltre che riciclabili. Sono leggermente, quasi invisibilmente, più spessi di quelli di qualche anno fa. Vengono posti in vendita a un prezzo inferiore rispetto a quelli in plastica biocompostabile o rispetto a quelli di carta, e finora hanno resistito alle (po...

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