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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/656

Ha detto ai carabinieri di aver subito violenza sessuale nella casa del ragazzo che l'aveva ospitata per la notte e questa mattina la turista, inglese di 20 anni, ha sporto denuncia per abusi. La ragazza ha raccontato di aver deciso di trascorrere la giornata di ieri con un'amica nella zona di Amalfi e che a sera hanno perso il bus che le avrebbe riportate a Pompei, dove soggiornava in una struttura. A Minori hanno conosciuto un ragazzo di 27 anni, di origini gambiane, residente nel paesino con regolare permesso di soggiorno, e hanno trascorso la serata ai tavoli di un bar del centro. Sarebbe stato proprio lui a offrirsi di ospitarle per la notte a casa sua. Le due giovani turiste inglesi hanno accettato, condividendo la stanza da letto, dove sarebbe avvenuta la violenza sessuale.

I carabinieri della Stazione di Maiori hanno disposto l'esame medico della giovane per l'accertamento di quanto dichiarato. Il referto dei medici dell'ospedale Ruggi d'Aragona di Salerno ha prodotto esito negativo. Toccherà, ora, al pubblico ministero incaricato fare chiarezza sulla delicata vicenda. Il caso ha immediatamente attivato la rete territoriale del Centro Antiviolenza della Costa d'Amalfi che ha sede proprio a Minori per il supporto della presunta vittima attraverso un legale, l'assistente sociale e una psicologa che seguiranno l'iter previsto. La ragazza, rientrata in ambulanza da Salerno, si è riservata di accettare il sostegno e le tutele garantite dal Cav.

Sentito dall'autorità giudiziaria il ragazzo ha, però, negato le accuse parlando di "sesso consenziente".

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Maria Rita Gismondo

La Salute, nel Pnrr vale per l’8,16%. Ne prendiamo atto, anche se qualcosa non ci è chiara. Quando si deve proporre un finanziamento o comunque una soluzione a un problema, la prima fase è quella di osservare, delineare e quantizzarne l’entità, per poi richiedere adeguati interventi, tenendo conto delle risorse disponibili. Siamo sicuri che i tecnici che hanno coadiuvato gli estensori del Pnrr abbiano seguito queste regole.

La pandemia ha mostrato tutte le crepe che, molto prima e a lungo, avevamo cercato di porre all’attenzione. Veniamo da decenni nei quali il rientro delle spese sanitarie sono state fatte unicamente con due interventi. Da un lato caricare le aziende farmaceutiche di una percentuale del debito, dall’altro, tagliare i budget alle aziende ospedaliere. Nessun piano specifico. Unico obbiettivo il risparmio, non la salute con utilizzo di risorse appropriate. Più s...

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La sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Potenza su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo lucano ha disposto il sequestro di un’impresa commerciale e otto unità immobiliari, per un valore di un milione di euro, nei confronti di Vito e Antonio Gallo, rispettivamente classe 1956 e 1980, a cui è stato altresì notificato l’obbligo obbligo di soggiorno nel comune di residenza, commisurata in tre anni nei confronti del primo e due anni nei confronti del secondo. Le misure sono state eseguite dal personale della Divisione Polizia Anticrimine — Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Salerno e del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno.

Sulla base degli elementi probatori raccolti dalla Polizia di Stato, a carico di Vito Gallo, già condannato nell’anno 2019, dal Tribunale di Paola alla pena di 26 anni di reclusione per i delitti di tentata estorsione e associazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti e con precedenti penali per i reati di rapina, ricettazione e spendita di banconote false-sono stati ritenuti sussistenti gravi indizi di appartenenza alla cosca calabrese nota come “clan Muto”, con base operativa e strategica in provincia di Catanzaro. Nella medesima indagine per traffico di sostanze stupefacenti è risultato coinvolto anche Cono Gallo e, quindi ritenuto, connotato, ai sensi delle disposizioni del codice antimafia, da profili di pericolosità sociale qualificata.

Gli accertamenti patrimoniali condotti dalle Fiamme Gialle salernitane hanno poi consentito di rilevare in capo ai due la titolarità di un cospicuo patrimonio, schermato anche attraverso la formale intestazione di beni immobili ai propri familiari, e la conduzione di un tenore di vita del t...

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Armando Cesaro

Il padre ha annunciato un passo indietro, sazio delle 8 legislature di fedele militanza berlusconiana. Il figlio invece è fuori dal giro da qualche anno e le elezioni del 25 settembre sembrano proprio l’occasione giusta per rientrare. Trattasi della dinastia dei Cesaro: Luigi – più noto come Giggino ’a purpetta – ha promesso che non si ricandiderà in Parlamento; l’erede Armando, ex capogruppo di Forza Italia in Regione Campania, è dunque corteggiatissimo ché ai voti suoi (tanti, record assoluto di preferenze nel centrodestra nel 2015, quando furono 28 mila) potrebbe aggregare la dote del padre, per anni dominus di Sant’Antimo e della provincia di Napoli tutta.

Ecco allora perché tra i tanti che stanno avvicinando Armando per convincerlo a candidarsi ci sono anche gli emissari di Italia Viva. Per Matteo Renzi, che probabilmente correrà da solo alle Politiche, le speranze di ent...

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Angelo Vassallo

Era giugno del 2016, esattamente il 29 giugno. "La Città" pubblica un pezzo firmato dalla cronista Rosaria Federico in cui si afferma che l'indagine sull'omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, coinvolge anche clan scafatesi e stabiesi, a partire da quello dei Ridosso. Per quell'articolo Rosaria fu al centro di una persecuzione da parte di magistratura e forze dell'ordine: trascinata in questura, telefonino sequestrato e cimici nell'auto senza alcuna autorizzazione per intercettarla. Una vergogna. Oggi pubblichiamo una sua analisi sul nuovo filone di indagine che lascia non poco perplessi, perplessità che noi di Saleincorpo condividiamo in pieno.

 

Angelo Vassallo è morto. Dodici anni fa. Angelo Vassallo muore ancora. Ogni giorno di più. L’uomo, il sindaco, la giustizia, la verità. È tutto qui in poche parole essenziali quello che non riesce ad entrare, ancor...

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Maria Bellomo

Maria Bellomo si dimette dalla carica di consigliera comunale: «Sono delusa da Canfora e dal PD» e sulla questione Ospedale incalza il sindaco «Non sarò complice di quest’ennesimo sfregio alla città di Sarno». Maria Bellomo lascia l’assise comunale e sbatte la porta. L’ex capogruppo consiliare del Partito democratico - da circa un anno afferente al movimento civico di “Sarno democratica”- ha deciso di presentare le proprie dimissioni durante il consiglio comunale tenutosi l'altra sera Palazzo San Francesco. La Bellomo si è mostrata un fiume in piena durante il suo intervento in assise.  

«Egregio Sindaco oggi sono qui a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale di questa maggioranza. L’entusiasmo che mi ha portato ad accertare il delicato compito conferitomi, è andato spegnendosi nel corso di questo secondo mandato. Ho sempre agito sostenendo con lealtà...

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