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Ultimo aggiornamento il 14/04/2024

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Un'idea di Carlo Meoli

E alla fine anche quel Sud che sembrava solidale, aperto, amorevole verso lo straniero si è scoperto razzista. Cicerale è un piccolo borgo del Cilento abitato da 1200 anime. Volevano portarci quattrocento migranti, pare bambini in gran parte, ma la popolazione, praticamente quattro condomini di Nocera, si è ribellata.

La risposta all'emergenza che ci arriva dai Sud del mondo è difficilissima. Per evitare di consegnare l'argomento a una destra bieca e razzista occorre dare risposte concrete, risposte, a volte, anche scomode. Se vogliamo accogliere dobbiamo avere strutture che garantiscano a queste persone una esistenza dignitosa. Oggettivamente non sempre questo è possibile. C'è, però, la necessità di mettere in campo le forze migliori, quelle sane, che pure esistono in questo Paese bacato, per aiutare, sostenere, proteggere.

Quando leggo che in provincia di Salerno solo una decina di comuni su 158 ha predisposto piani per l'accoglienza dei profughi mi rendo conto che c'è prevenzione, sostanziale razzismo. Vogliamo, come al solito, delegare. La delega in bianco è la specialità nazionale, il piatto della casa. Affermiamo che il problema non è nostro ma dello Stato. "Ci pensassero i politici": questo il commento più frequente e triste. Rispetto al dramma dei profughi nessuno può avere risposte preconfezionate, ci mancherebbe. In fondo basterebbe solo un atto di cristiana volontà: gli abitanti di Cicerale potrebbero chiedere di ospitare una cinquantina di stranieri. Un piccolo passo per ricordare a tutti che la solidarietà non è un optional, ma fa parte della nostra vita, anche della nostra cultura. Sarebbe solo un inizio, certo, ma molto significativo.