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Ultimo aggiornamento il 02/02/2023

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Un'idea di Carlo Meoli

Del Paesaggio italiano è chiamato ad occuparsi anche il Papa. Dopo che Dario Vassallo, presidente della fondazione nata per ricordare il fratello Angelo ucciso nel 2010 nel salernitano, gli ha indirizzato una lettera per sottoporgli una questione controversa. “Le scrivo – ha argomentato il presidente – per segnalarle che nel Cilento, nella terra del Sindaco Pescatore, la Chiesa, la sua Chiesa, impersonata da Ciro Miniero, vescovo della curia di Vallo della Lucania, in provincia di Salerno, sta ristrutturando ad Ascea Marina, nei luoghi dov’è nata la Filosofia Eleatica di Parmenide e Zenone, un vecchio edificio posto a ridosso della spiaggia, a ridosso del mare, per trasformarlo in un resort di lusso, con 149 camere, piscina, parco giochi, un campo da calcetto e un campo da paddle”.

Il “vecchio edificio posto a ridosso della spiaggia” è l’istituto Villa Sacro Cuore di Ascea, realizzato tra il 1962 e il 1965. Insomma prima che la legislazione in materia urbanistica assicurasse anche la tutela del paesaggio. Alla originaria funzione di scuola e di colonia, durante la stagione estiva, a partire dal 2004 si è aggiunta, in una parte, quella di attività extralberghiera di casa per ferie. Indicata per “vacanze, soggiorni climatici, turismo giovanile per singoli, gruppi e famiglie”, come pubblicizzavano in rete diversi portali non solo specializzati nel turismo religioso.

La storia della struttura cambia nel 2018, quando prende avvio la trasformazione. Per molti è uno stravolgimento, scriteriato. A novembre la diocesi di Vallo della Lucania richiede al Comune l’autorizzazione edilizia per i lavori di “recupero ambientale e paesistico del complesso”. Lavori che devono tener conto del fatto che l’area d’intervento edilizio risulta variamente tutelata. Dal vincolo paesaggistico ed ambientale del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, nel quale è compreso. Dalla Legge Regionale 5 del 2005 denominata “costituzione di una zona di riqualificazione paesistico ambientale intorno all’antica città di Velia”, all’interno del cui perimetro ricade, la quale prevede che siano consentiti solo gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché la realizzazione di opere di interesse pubblico. Lavori che sono subordinati al rilascio dell’autorizzazione edilizia. Per la quale sono necessari i pareri delle amministrazioni statali coinvolte. Che arrivano e sono, ad eccezione di quello del distretto idrografico dell’Appennino Meridionale, tutti positivi. Compreso quello del luglio 2019 della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, che tuttavia inserisce delle prescrizioni riguardanti sia l’edificio che la sistemazione dell’area circostante. Inclusa la deliberazione di consiglio comunale del marzo 2019 con la quale si attesta l’interesse pubblico del manufatto edilizio. Così a settembre 2019 arriva l’autorizzazione del comune a realizzare l’intervento richiesto dalla diocesi sull’immobile.

A questo punto è tutto pronto. La diocesi concede in locazione il complesso immobiliare alla società FH Resort Srl “Villa Sacro Cuore” che procede agli interventi di recupero e ampliamento. Che prevedono una variante in corso d’opera richiesta al comune ad ottobre 2021. Variante che nella conferenza dei servizi di aprile 2022 la Soprintendenza contesta. Esprimendo parere contrario per gli aspetti paesaggistici e per la legge regionale del 2005. Rilasciando esclusivamente il nulla osta archeologico, con prescrizioni. La questione viene risolta, ancora una volta, a giugno 2022, con la rimodulazione del progetto e quindi il parere positivo della Soprintendenza. Ma non è finita. A luglio dello stesso anno un sopralluogo effettuato da un funzionario dell’organo di tutela verifica che diverse opere sono state “eseguite in difformità da quanto stabilito nella determina comunale del giugno 2022”. Circostanza che provoca l’annullamento dei pareri favorevoli espressi a luglio 2019 e a giugno 2022.

La soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, Raffaella Bonaudo, contattata da ilfattoquotidiano.it, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione “dal momento che ci sono dei procedimenti in atto” riguardo l’immobile della diocesi. Ma intanto i lavori sono terminati. E l’inaugurazione solo rimandata. Mentre le polemiche continuano. “E’ uno scempio! – ha detto a ilfattoquotidiano.it Dario Vassallo – Lo è per due motivi. Perché i lavori per la sistemazione dell’area pertinenziale dell’edificio, in particolare di quella fronte mare, ha comportato l’abbattimento di molti alberi di pino, impiantati negli anni Sessanta. Ma c’è dell’altro. La struttura ha modificato la sua funzione originaria. Da casa per bambini disagiati a struttura recettiva di lusso”. La speranza di Vassallo è che il Santo Padre intervenga. Magari “per trasformare il Resort nella sede di una Università mediterranea, un centro di cultura aperto”.

“Manca la lungimiranza di comprendere che un territorio sempre più trasformato dal cemento, per inseguire le richieste di private imprese del turismo, sarà sempre meno attraente e richiesto dai circuiti turistici nazionali ed internazionali” ha sostenuto Teresa Rotella, presidente della sezione Cilento-Lucania di Italia Nostra, per la quale “qui la conservazione del territorio, della natura, dell’idea pubblica degli spazi, della spiaggia e degli accessi attorno al sito archeologico era quantomeno obbligatoria”. La pensa diversamente il sindaco di Ascea, Pietro D’Angiolillo, che raggiunto da ilfattoquotidiano.it ha detto di essersi meravigliato della rilevanza mediatica accordata dalla questione, “che non è recente. Probabilmente rilanciata in maniera strumentale”. Anche in considerazione del fatto che “la struttura è stata realizzata in virtù di legittimi titoli edilizi”. Senza contare che “l’intera operazione riqualifica quell’area ed attribuisce all’edificio una destinazione turistico-ricettiva, che indubitabilmente migliorerà il livello occupazionale di Ascea”. Invece ha preferito non rilasciare dichiarazioni a ilfattoquotidiano il vescovo, monsignore Ciro Miniero, attraverso il suo segretario. Intanto il Segretario di Stato Vaticano ha risposto alla lettera di Vassallo scrivendo che “la questione sollevata è stata portata a conoscenza della competente Autorità ecclesiastica“. Che sia il Santo Padre a definire la questione?

(Dal Fatto)