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Ultimo aggiornamento il 23/05/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

La rete ciclabile è tendenzialmente progettata senza considerare i bisogni di persone con qualche difficoltà, tuttavia le città devono offrire infrastrutture per una mobilità ciclistica e no, inclusiva, adatta a tutti i cittadini. A fronte di questo utilizzo non si è però visto un aumento di interesse da parte dei decisori pubblici, per questo FUTUR🌻AMA propone di sensibilizzare tecnici e amministratori al fine di diffondere buone pratiche progettuali e realizzative, per una mobilità inclusiva. Lo staff tecnico di FUTUR🌻AMA riconoscendo ai diversamente abili il diritto di circolare liberamente sulle strade urbane ed extraurbane, propone un adeguamento delle reti stradali e una rete ciclabile inclusiva senza barriere architettoniche, fruibile a tutti, che si dirama dal centro urbano fino alle periferie, per creare un continuum con altri centri urbani dell’agro nocerino-sarnese, per dare la possibilità a tutte le persone con disabilità motorie di vivere una vita normale e ritrovare un po’ di libertà di movimento. Anche al progettista più bravo potrebbe sfuggire una serie di accorgimenti utili a rendere un percorso o una strada più sicura e fruibile a tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità motorie. Si tenga presente che le persone con disabilità risultano più soggette a fenomeni di isolamento sociale, per questo offrire loro la possibilità di muoversi, anche con la bicicletta, è un modo per farle stare meglio, non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto psicologico. Un buon indicatore per valutare l’inclusività di uno spazio pubblico è osservare la tipologia di utilizzatori dello spazio, la presenza di persone con difficoltà motorie, anziani, disabili e bambini è un buon segno di civiltà. Secondo una ricerca scientifica, l’inaccessibilità delle infrastrutture e dei percorsi ciclabili e no, sono la prima causa che frena le uscite dalla propria abitazione e in particolare l’uso di biciclette da parte dei disabili.

L’utilizzo di un maggior numero di biciclette porterebbe ad una significativa riduzione dell’inquinamento e del traffico, perfettamente in accordo al quadro di intenti internazionali dell’Unione europea nel campo della riduzione delle emissioni di gas con effetto serra e della legislazione europea sulla qualità dell’aria, oltre a contribuire alla riqualificazione, valorizzazione della città e delle aree periferiche, nonché alla salvaguardia della salute di chi la utilizza. È un percorso turistico ecologico, in quanto la rete ciclabile porta a conoscere e a tutelare allo stesso tempo, elementi che caratterizzano le aree di interesse archeologico, di interesse ambientale, naturalistico ed enogastronomico. unendo tra loro, anche simbolicamente, i luoghi della storia locale. Il percorso ciclabile valorizzerebbe le vestigia archeologiche dell’antica Nuceria Alfaterna – ad esempio il Teatro ellenistico-romano (tra Pareti e Pucciano), l’Anfiteatro (Grotti), il Battistero paleocristiano di S. Maria Maggiore, la necropoli di Pizzone (lungo il tracciato dell’antica via Popilia) - e il patrimonio architettonico ed artistico che Nuceria Paganorum, ha acquisito durante le vicende storiche del Regno di Napoli, in quanto patrimonio materiale e immateriale dell’umanità appartenenti alla collettività.  Il circuito ciclabile completo costituirebbe un itinerario naturalistico e culturale, dal forte richiamo turistico ecocompatibile, capace di stabilire il collegamento con il mondo agricolo, una buona occasione per coniugare e valorizzare le diverse risorse del territorio. Immaginare un percorso che porti alla realizzazione di un circuito ciclabile inclusivo complessivo e una volta consolidato il percorso, alla realizzazione di un itinerario ciclabile inclusivo naturalistico, tutto in sede protetta, privo di diversità di quote, continui, evitando interruzioni inutili, dotati di una segnaletica ben visibili. Le piste ciclabili devono avere una sede propria, separate dalla strada, riducendo la possibilità di accesso e uscita dall’infrastruttura. Allo stesso modo, l’ampiezza ridotta di queste soluzioni rende scomodo l’utilizzo di certe bici, o comunque non consente di effettuare sorpassi. Pali e paletti posti al centro della rete ciclabile rappresentano un ostacolo per la ciclabilità diffusa, la loro presenza può peggiorare ulteriormente le condizioni di movimento nel caso di persone con difficoltà motorie. Cartelli e mappe devono essere pensati per essere accessibili e visibili a chiunque, comprensibili con font semplici e l’icona della bici che richiami il percorso. Un itinerario ciclabile inclusivo potrebbe essere progettato per lambire e attraversare i nuclei rurali dell’agro nocerino-sarnese di più antica formazione. Dai punti terminali del percorso, potrà prendere avvio un futuro tronco, dai quali si potranno prevedere successivi collegamenti. La ciclabilità è l'unico mezzo di trasporto in cui gli investimenti possono essere registrati al 100% a sostegno sia del cambiamento climatico che degli obiettivi ambientali significativi dell'UE per raggiungere soglie di spesa rispettose per l'ambiente. Inoltre, la bicicletta è uno dei mezzi di trasporto più sicuri durante la pandemia COVID-19. Mantiene la gente quasi automaticamente alla distanza fisica minima raccomandata dai virologi, previene malattie fisiche e mentali, le quali sono solite a peggiorare durante periodi di ripetuti blocchi, restrizioni sociali e isolamento.

Ovviamente tale progettazione sarà fatta tenendo conto di un nodo decisivo da sciogliere, ci auguriamo venga fatto dal Governo a breve, e cioè la “definizione” precisa del vettore bicicletta, stabilendo puntualmente che, oltre la classica bici, solo quelli a pedalata assistita rientrano nella categoria mentre quelli con accelerazione indipendente rientrano in altre categorie e devono fare altri percorsi.