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Ultimo aggiornamento il 02/02/2023

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/695

Nel riquadro Adalgisa Gamba

Il gesto di Adalgisa Gamba, una mamma di Torre del Greco che ha ucciso il figlio Francesco di due anni, mi ha lasciata in uno stato di confusione e con molte domande senza risposta immediata. Con la consapevolezza di dover scrivere proprio sulla risposta al male mi sono chiesta che tipo di giustizia bisognerebbe applicare in questo caso, se si può parlare davvero di male o se come scrive Giancarlo Tamanza , docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore  a proposito della “psicodinamica della colpa, della punizione e della riparazione”, si è trattato di “ un effetto di un cedimento del Sé… pensare che il reato è soggettivamente determinato da aspetti che non sono del tutto confinabili nell’intenzionalità razionale e neppure, primariamente, da un deficit di consapevolezza circa la necessità e l’utilità di rispettare la norma, bensì da assetti psichici profondi e in parte inconsapevoli che, eccezionalmente o sistematicamente, non riescono a salvaguardare la compensazione tra le istanze pulsionali e il senso di realtà.” Adalgisa si trova ora nel carcere femminile di Pozzuoli, arrestata per omicidio volontario aggravato. 

Si dice che “sanzionare significa giudicare un soggetto nell’uso della sua libertà”  e che la sanzione  qualifica il comando rendendolo giuridico e per tale ragione richiama il tema del male di cui il diritto si bagna essendo manifestazione di potere, solitamente alla radice del male ed anche perché sfocia nel giudizio, un elemento cruciale nel momento dell’ espiazione della pena.  Sebbene sia presente in ognuno di noi come forza distruttiva, può essere volontariamente accantonato per perseguire la scelta del bene, che si configura come una concreta risposta ad un atto illecito. Scrive Tommaso nella Summa Theologiae che “ nulla può essere mal...

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Vincenzo De Luca

A Napoli sono scoppiate due “bombe” che devono far riflettere il Pd e la politica tutta. La prima è scoppiata il 9 marzo, quando decine di uomini e donne impegnati socialmente hanno pubblicato una lettera aperta rivolta al segretario del Pd, Enrico Letta, con la quale senza mezzi termini si accusa il presidente Vincenzo De Luca di adottare metodi clientelari e con altrettanta chiarezza si invita il segretario a intervenire. La seconda è scoppiata nella notte tra lunedì e martedì quando la sede della FILcams, in piazza Garibaldi, è stata devastata da un raid di sconcertante violenza: quelle stanze avevano appena finito di ospitare lo staff di Libera, promotrice della XXVII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Di questo raid ha detto Federico Cafiero de Raho, intervistato da Il Mattino: “Dietro il raid compiuto l’altra n...

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Giovanni D'Antonio

 ‘Dare moneta, vedere cammello’ funzionavano così alcune procedure fallimentari, pendenti presso il tribunale di Nocera Inferiore. La ‘moneta’ solitamente era di oltre 100mila euro e serviva ad oleare il meccanismo della procedura e l’assegnazione delle aziende fallite. A chiederle curatori fallimentari e avvocati. Il ‘cammello’ erano le aziende fallite o i loro beni, oppure procedure ammorbidite per evitare guai penali. Un meccanismo collaudato – questo sostiene l’accusa – un piccolo centro di potere e soprusi concentrato nelle mani – in particolare – di due commercialisti nocerini tra l’altro cognati, Giovanni D’Antonio e Giovanni Faggiano, nella veste di curatori fallimentari.

Entrambi destinatari, insieme all’avvocato civilista e mediatore Fabio Sorrento, di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip Simone De Martino, su richiesta del pm Anna Chiara Fasano della Procura di Nocera Inferiore. Stamane, i finanzieri del comando provinciale di Salerno hanno eseguito due delle tre ordinanze: D’Antonio è riuscito a sfuggire alla cattura ed è irreperibile. Volatizzato prima che i finanzieri arrivassero a casa sua per la notifica dell’ordinanza e la perquisizione disposta dal Gip per l’acquisizione di nuovi documenti.

Nel fascicolo d’inchiesta della Procura nocerina, figurano al momento nove indagati: per due di loro, entrambi commercialisti, Vincenzo Bennet – presidente di Salerno Pulita, società in house del comune di Salerno – e Angelo Scala il pm Fasano aveva chiesto gli arresti domiciliari e carcere. Richiesta non accolta dal Gip De Martino che ha emesso l’ordinanza e i due risultano indagati ma liberi. Nell’inchiesta sono finiti anche Francesco Pecoraro, Agostino Bruno e Annalista Senesi, i primi due custodi dei beni...

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Strano mondo quello del giornalismo italiano. Viene annunciata la vendita de l'Espresso e si alza un coro di solidarietà pelosa e inutile. E così si dimenticano i fatti. Il settimanale glorioso fondato da Scalfari da tempo era ridotto a un insertino di Repubblica di un centinaio di pagine, fatto male e senza grinta se si esclude qualche inchiesta frutto più della capacità del singolo cronista che di una linea editoriale complessiva. Dicevamo, però, che la storia parte da lontano e riguarda anche chi solidarizza oggi, ma in passato ha fatto finta di non vedere perché con il culo al caldo.

Circa 25 anni fa l'allora gruppo l'Espresso decide di comprare la Città, decotto quotidiano di Salerno. L'affare è buono. C'è un brutto segnale già all'inizio però: un parte del management del gruppo non vuole un quotidiano al Sud. I più riottosi si piegheranno solo alla volontà di Carlo Carac...

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È stato un mezzo flop il bando per la realizzazione di asili nido e scuole per l’infanzia, finanziato con i fondi del Pnrr. La partecipazione dei Comuni, che dovevano presentare i progetti, è stata scarsa: “Le richieste arrivano appena a metà dell’investimento programmato dal governo”, ha annunciato la ministra per il Sud e la Coesione Mara Carfagna. Per evitare di perdere i finanziamenti europei, il ministero dell’istruzione è stato costretto a prorogarne la scadenza al 31 marzo. Il bando, chiuso il 28 febbraio, aveva stanziato cinque miliardi di euro per la costruzione di nuove scuole, la manutenzione di quelle vecchie e la digitalizzazione. La maggior parte di questi fondi, 3 miliardi, era destinata alla fascia 0-6 anni, dei quali 2,4 agli asili nido. E proprio su questi ultimi si sono registrati i problemi: molti comuni del sud non si sono presentati. Ad aver fatto peggio sono sta...

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C’è la partenza. La prima: per gli Stati Uniti, a sedici anni, ospite di una famiglia fra le foreste dell’Oregon. C’è il ritorno, un anno dopo, con lo sguardo per sempre cambiato sulla vita e sulle possibilità che l’estero può offrire. Ma anche togliere. Ci sono la nostalgia di casa, la solitudine, l’amicizia. Le valigie: da chiudere, da aprire. Comunque sempre da rifare. La cerimonia per celebrare San Nicola – Sinterklaas – tipica dell’Olanda, dove invece di imbastire la tavola per il Natale imminente si mangia una zuppa. Le feste studentesche, in cui gli invitati si siedono a cerchio (ad Amsterdam funziona così) e la presa di coscienza di essere diventati, nel tempo, stranieri in una terra nuova. Tutto questo si legge nel libro di Michela Grasso, Il futuro non può aspettare – Perché la mia generazione è costretta a partire, edito da DeAgostini. Ritratto e voce di un fenomeno così co...

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