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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/681

La notizia domani sarà pubblicata in breve, quasi una formalità. Il consiglio di amministrazione della Gori ha confermato come amministratore delegato Giovanni Paolo Marati. Ecco il testo integrale del comunicato stampa: <Si è svolto in data odierna, presso la sede della Direzione ad Ercolano, il Consiglio di Amministrazione di GORI, presieduto dal neopresidente Amedeo Laboccetta, che ha confermato Giovanni Paolo Marati come amministratore delegato della Società. Nato a Martano (Lecce) nel 1961 e laureato in Ingegneria presso l’Università di Roma, Marati, attualmente dirigente del Gruppo ACEA S.p.A., dal 2000 ha iniziato ad occuparsi per il Gruppo ENEL delle prime esperienze di attuazione della Legge Galli, tra le quali quella dell’ affidamento del Servizio Idrico Integrato dell’ATO n.3 Sarnese Vesuviano. Approdato in GORI nel 2003 come responsabile della Pianificazione, nel novembre del 2009, dopo aver ricoperto per due anni il ruolo di direttore generale, è stato nominato per la prima volta amministratore delegato della società.
Oggi è stato confermato alla guida di un’azienda che negli ultimi anni si è caratterizzata per gli importanti risultati gestionali raggiunti, primo fra tutti quello relativo alla qualità dell’acqua distribuita, con il superamento della deroga qualitativa del parametro fluoro che ha caratterizzato per decenni il territorio vesuviano oltre al miglioramento del livello del servizio in aree con frequenti problemi di carenza idrica. Non meno importante l’azione di risanamento dei conti societari e la ritrovata sinergia con le pubbliche amministrazioni  per la realizzazione di interventi necessari al miglioramento del servizio all’utenza.
“Ringrazio i Soci ed il Consiglio di Amministrazione – dichiara l’ad di GORI – che mi permettono...

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A Pagani è in corso da mesi una anomala campagna elettorale. Il commissariamento per camorra ha, come dire, creato una serie di percorsi sotto traccia. Il dopo gambinismo viene affrontato dalle forze che si sono opposte a quel sistema in modo errato.
Partitini, movimenti, gruppi civici che continuano a guardarsi, nella migliore delle ipotesi, con diffidenza. "Saleincorpo" ha lanciato una modesta proposta: perché non si arriva a una discussione franca tra quelle realtà che si sono sempre dichiarate alternative al centrodestra? Questo discorso vale anche per il M5S. Si può non fare un accordo ma ragionare su un programma condiviso. L'impressione, invece, è di osservare una serie di minoranze che non arriveranno da nessuna parte. Forse bisognerebbe anche cominciare a lasciarsi dietro astiosità che nascono, tante volte, da rancori personali. Credo che l'occasione sia propizia. Non es...

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Non c’era bisogno di una sentenza per giudicare l’operato di una persona o, come in questo caso, di un amministratore pubblico quale è stato Alberico Gambino.
Qui i giudici e i tribunali c’entrano poco. Mister “sindaco più votato d’Italia” nel 2007 era incandidabile da mesi, ancora prima del suo arresto in seguito all’operazione “Linea d’ombra”. A testimonianza della sua incandidabilità, e non solo della sua, ci sono le condizioni pietose in cui versa Pagani da anni.
Al di là delle sentenze ci sono i fatti. E i fatti parlano di un comune colpito dallo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni di tipo mafioso, dell’incubo dissesto finanziario, ancora possibile a causa di una scellerata gestione economica che ha visto la realizzazione di cattedrali nel deserto come l’auditorium di piazza Sant’Alfonso (costato circa 10 milioni di euro) o come la realizzazione della multisala “La Fenice” (3 milioni di euro), la definitiva concessione della Tenuta “Criscuolo” ad Antonio e Michele Petrosino D’Auria. Poi l’assenza totale di servizi come trasporto pubblico, servizi mensa per meno abbienti, assistenza sociale, asili nido comunali. strade gruviera o, nella migliore delle ipotesi, mai ripulite dagli uomini del cantiere paganese del Consorzio di Bacino SA1, gestito per molto tempo da Michele Petrosino D’Auria.
La creazione e la gestione clientelare delle varie partecipate del comune come la “Multiservice”, la fondazione “Pagani città di Santi, Artisti e Mercanti” e dell’istituzione “Pagani per tutti” &nbsp;hanno causato un buco di circa 10 milioni di euro all’ente.
Un quadro abbastanza esaustivo degli anni di amministrazione Gambino. Ma l’ex sindaco ha pagato, e sta continuando a pagare, i propri errori e anche quelli degli altri, dei suoi...

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