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Ultimo aggiornamento il 02/02/2023

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/695

Carcasse di maiali, cuccioli e adulti, gettate in un pentolone e bollite. Siamo a Reggio Emilia. Qui, la giornalista Giulia Innocenzi, insieme agli attivisti di Essere Animali, è riuscita ad accedere a un allevamento (oggetto di una segnalazione) e ha documentato con le telecamere le modalità di smaltimento degli animali morti. Si tratta di uno stabilimento che alleva maiali destinati alla produzione di prosciutti con la dicitura dop, di origine protetta. Essere Animali ha poi denunciato il proprietario e sono intervenuti i Carabinieri. “I Nas – racconta Simone Montuschi, uno dei fondatori dell’associazione – hanno colto il proprietario con le mani nel sacco, o meglio nel pentolone. Hanno quindi sequestrato tutto e multato l’allevatore. Siamo probabilmente di fronte al reato di deposito illecito di rifiuti pericolosi“. Il trattamento degli animali che muoiono in allevamento dovrebbe seguire per legge procedure diverse. Le spiega il veterinario dell’Ats in pensione Dario Buffoli. “Le carcasse devono essere recuperate da una ditta specializzata e portate in un inceneritore”.

Si tratta di un rifiuto particolarmente pericoloso. “Deve esserci uno smaltimento corretto, in modo che la carcassa non possa veicolare patologie o malattie ad altri animali”. Il cassone trovato nell’allevamento era stato autorizzato prima del 2009, anno dell’entrata in vigore dell’attuale normativa. Ma il proprietario ha continuato ad utilizzarlo anche dopo l’approvazione della legge. Dai controlli si è scoperto inoltre che l’acqua della bollitura dei maiali morti andava nei reflui dell’allevamento, con il rischio di finire nel terreno usato per le coltivazioni. Al proprietario è stata comminata una sanzione di circa 10mila euro.

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Loretta Napoleoni

Ormai è chiaro che né l’Ucraina, né la Russia, né gli Stati Uniti hanno intenzione di negoziare. Per la prima vige il principio che per la patria e per la libertà da Mosca ci si fa trucidare e si resiste fino alla distruzione totale della nazione e della popolazione. La seconda è saldamente in pugno a Putin, che non conosce la parola sconfitta e per quanto riguarda gli Stati Uniti, gestiti dal partito democratico, notoriamente guerrafondaio, hanno tutto da guadagnare dal prolungamento della guerra. Basta menzionarne i vantaggi economici: si pensi solo ai carichi di metano liquefatto che venderanno a noi europei, senza parlare del trionfo della Nato, creazione loro, che ormai ingloberà anche la pacifista, o meglio ex pacifista, Svezia, la ex diplomatica Finlandia e forse anche la ex neutrale Svizzera.

Gli unici che da questa guerra hanno solo da perdere siamo noi, gli europei. ...

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Sabrina Quaresima

Una nota dell’Ufficio scolastico regionale diffusa ieri informa che l’ispezione da esso avviata “a tutela di tutta la comunità scolastica e per verificare le segnalazioni alle quali la stampa nazionale ha dato ampio risalto […] non ha accertato violazioni del codice disciplinare, per cui questo Ufficio non avvierà procedimenti né adotterà provvedimenti disciplinari”. Insomma, non solo la vicenda della Preside del Liceo Montale Sabrina Quaresima e della sua presunta love story con uno studente maggiorenne non aveva alcuna rilevanza penale ma, si apprende ora, non aveva neppure alcuna rilevanza disciplinare.

Non solo, dunque, la Preside, anche ammesso che la relazione con lo studente che le è stata imputata sia mai esistita, non ha violato – e questo già lo sapevamo – alcuna norma di legge; ma non ha commesso neppure alcuna violazione disciplinare. Eppure la sua vita è stata massacrata, la sua privacy travolta, il suo privato – vero o presunto che fosse – reso pubblico. E niente e nessuno, purtroppo, domani potrà restituirle ciò che ha perso, ciò che le è stato sottratto, ciò che le è stato violentemente rubato con l’alibi del diritto di cronaca e del diritto di fare informazione.

Davvero era indispensabile sbattere in prima pagina le trascrizioni di messaggi audio che forse – perché nessuno sa e forse nessuno saprà mai quale sia la verità – una signora si è scambiata con un ragazzo maggiorenne in un contesto privo di qualsiasi rilevanza penale e disciplinare? Davvero è stato giusto così? Davvero si può continuare a promuovere la celebrazione nella dimensione mediatica di processi basati su dati e informazioni nati per restare privati, segreti, confidenziali tra persone adulte e maggiorenni?

Forse la vicenda del Liceo Montale e il dramma dei dir...

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Storicamente ogni guerra comporta un esodo e le categorie più penalizzate sono donne e bambini. La conoscenza di tali "fughe" negli scorsi secoli spesso è sommaria, ma nell’era dei social pare di essere coinvolti anche a chilometri di distanza. Sfollati e profughi fanno le valigie e noi guardiamo, condividiamo , ci permettiamo di  commentare, accusiamo. Poi c’è chi decide di accogliere , anche se non tutti procedono secondo le più corrette modalità etiche. 

L’Unhcr stima che, al momento, siano oltre 4,5 milioni i rifugiati ucraini fuggiti dal paese di cui circa 100.000 sono arrivati in Italia. Nel 1951 i 144 stati contraenti la convenzione di Ginevra definiscono lo status di rifugiato ponendo come principio fondamentale quello del non-refoulement : nessun rifugiato può essere respinto verso un Paese in cui la propria vita o libertà potrebbero essere seriamente minacciate. Lo S...

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Marilena Natale

La giornalista anticamorra Marilena Natale, da anni sotto scorta, si è vista rifiutare la richiesta di affitto di una casa per le vacanze a Formia, in provincia di Latina: “La scorta potrebbe destabilizzare i vicini” è stata la motivazione addotta.

A dirlo è la stessa giornalista con un post su Facebook: “Sentirsi mortificati per aver fatto il proprio dovere: questo mi è accaduto oggi” scrive Marilena Natale, minacciata dal clan dei Casalesi e per questo sotto tutela dal 2017. E commenta amareggiata: “Morale della favola a Formia sono ben accetti i Bardellino, Giuliano, gli Esposito, i Bidognetti, i Mallardo ma non Marilena Natale: tirate voi le somme!”.

Hanno espresso solidarietà alla giornalista la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), il sindacato dei giornalisti, Articolo 21, decine di colleghi, cittadini di Formia. Sulla vicenda è intervenuto Nicola ...

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Duecento euro al mese nei call center. Supermercati che offrono “stage” con nessuna prospettiva di trasformarsi in assunzioni. Poco più di 500 per fare il “consulente finanziario” offrendo prestiti via telefono. Contratti che cambiano di anno in anno – e magari diventano part-time – con l’unico obiettivo di alleggerire gli stipendi. Turni da 10 ore al volante dei bus privati, anche se la paga è solo per 6 ore e mezza. Rimborsi che arrivano solo se il capo è “di buon umore”. E chi fa il vigilante in azienda è fortunato se prende 5,2 euro all’ora per 8 ore al giorno, che vuol dire meno di 1000 euro in busta paga: c’è chi ha un contratto peggiore, quello di portineria, che di euro ne prevede poco più di 2. Ecco alcune storie.

 

Sono autista di autobus per aziende private. L’impegno è di 50/60 ore alla settimana, pagate ovviamente 39. Le ore di fermo in divisa nei piazzali...

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