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Ultimo aggiornamento il 13/12/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/257

Abbiamo sempre pensato che il livello di civiltà di una società si misura sulla sua capacità di assistere gli anziani. I "vecchi" non sono solo persone, rappresentano storie, vite, esperienze. Sono sangue e merda. Questo aiuto non può essere solo compassionevole. Deve diventare attivo, parte integrante della loro esistenza.

Cominci a capire che qualcosa non funziona quando dimenticano una cosa che gli hai detto un minuto prima, quando cercano una persona che da decenni non c'è più, quando devi razionargli il gelato altrimenti sparisce in una serata. In certi momenti vorresti strozzarli, ma poi capisci che stai sbagliando, che sarebbe un grave errore. Non perderesti solo una persona, ma il pezzo fondamentale della tua esistenza.

Spesso cerchi di convincerti, dopo avere letto le ennesime analisi dove ti dicono che da un punto di vista fisico la persona è sana, che è tutto a posto. Invece no, non esiste nulla di più sbagliato. Più sono sani, più hanno bisogno di certezze e sostegni. A volte, però, devi essere duro. Basta Coca Cola, basta gelato, basta cioccolato. Puoi giusto concedergli quegli anonimi cornetti del "Mulino Bianco". Praticamente solo un gradino superiore alla plastica.

Vivi con loro, condivi soprattutto i silenzi e i lamenti. Non riesci mai a farci l'abitudine, hai sempre paura che la persona che ami di più al mondo possa andarsene senza il nemmeno il tuo permesso. Qualcuno ha scritto "onora il padre e la madre". Aveva ragione. Noi abbiamo sempre pensato che quest'onore sia assolutamente reciproco. In fondo, in questa insolita battaglia di vicendevole rispetto, vincono sempre loro, come è giusto che sia.

Gli anziani hanno dalla loro parte una vita, spesso fatta di sofferenze e privazioni. E in tanti sono cresciuti nel benes...

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Che il "Black Friday" fosse un grande imbroglio lo avevamo sospettato da tempo. Ma come nasce? Su quali basi si regge? Pubblichiamo sul tema una lucida analisi di Stefano Feltri apparsa oggi sul "Fatto".

 

L’algoritmo di Amazon, nella sua infinita saggezza, ha deciso cosa sottopormi per il Black Friday: una impastatrice globale Kenwood, 6,7 litri, plastica e acciaio. Non ho idea di cosa sia, ma devo ammettere che sembra un buon affare: soltanto 439,99 euro invece che 950, un risparmio del 54 per cento. Un timer scandisce l’attesa: l’acquisto sarà possibile, alla mezzanotte del Black Friday, la fine del giorno del ringraziamento negli Stati Uniti. Quando gli americani, satolli del tacchino ripieno, si lanciano nel lungo mese dello shopping natalizio. Il timer scorre. Restano poche ore per decidere se il Black Friday è una trappola per gonzi, un’esecrabile orgia di consu...

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Antonio Sarno

Il cosiddetto "pacchetto giustizia" che rischia di minare definitivamente i rapporti tra Pd e M5S, fortemente voluto dal ministro Bonafede, ha uno dei suoi cardini nella decisione di bloccare la prescrizione dopo la sentenza di primo grado. La questione sta dividendo il mondo giudiziario, e non solo quello. Sulla querelle uno dei più noti penalisti campani, l'avvocato Antonio Sarno, ha scritto un pezzo per "Saleincorpo". La possibile riforma, inoltre, ci riguarda molto da vicino. Il tribunale di Nocera Inferiore ha competenza su decine di comuni e centinaia di migliaia di persone. E qualunque scelta si farà le conseguenze le avvertiremo anche qui.

 

Le nuove norme sulla prescrizione che dovrebbero entrare in vigore dal primo gennaio 2020 e sortirebbero i loro primi effetti non prima di cinque anni, cioè dopo la sentenza di primo grado per i reati commessi successivamente alla data prima indicata, sono la manifestazione di un approccio miope e controproducente rispetto ai problemi della giustizia penale. La sospensione della prescrizione si tradurrebbe, infatti, in un processo a vita, un processo senza fine e, quindi, inutile e dannoso sia per gli imputati che si vedrebbero giudicati dopo decenni, sia per le vittime delle quali non verrebbero mai accertati i diritti.

Solo chi non è mai entrato in un tribunale poteva ipotizzare una soluzione del genere.  Il nostro ordinamento giuridico, in tutte le sue articolazioni, è improntato al rispetto del principio della “certezza delle situazioni giuridiche” che significa che in tempi ragionevoli (e non in decenni) un giudice debba decidere se Tizio debba dare 1000 a Caio; se proprietario di un bene immobile sia Sempronio o Mevio e, soprattutto se il signor Rossi abbia o non abbia commesso il delitto di ...

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In questo pezzo Enrico Fierro spiega in modo molto chiaro come le divisioni tra Pd e M5S rischiano di consegnare alle destre importanti regioni del Sud, a partire dalla Campania. Il commento è apparso alcuni giorni fa sul "Fatto".

 

Una domanda va posta al Pd zingarettiano e ai Cinque stelle, in modo diretto e brutale. Ma voi la classe politica del Sud la volete ribaltare come un calzino, oppure preferite continuare a crogiolarvi nei vostri piccoli e insignificanti problemi interni? Se ci riuscite, date una risposta. Perché state consegnando due regioni simbolo del Mezzogiorno e dei suoi mali, alla peggiore destra clientelare, affarista e razzista. In Campania, nel regno di De Luca, la quintessenza di un sistema di potere feroce, bipartisan e fallimentare, Zingaretti si sta dimostrando un pavido, succube della macchina elettorale di Re Vincenzo. Non accenna a una batta...

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Franco Ortolani

"Professore, mi raccomando, al massimo un paio di cartelle". L'invito veniva sistematicamente ignorato. E Franco Ortolani ci mandava pezzi lunghissimi che eravamo costretti a tagliare. Ora che il 75enne geologo e ambientalista ci ha lasciato, colpito da due tumori, sappiamo che ci mancherà tantissimo.

Ho sempre ammirato di Ortolani il suo essere in prima linea, dote rara per gli accademici. Ha combattuto battaglie epiche contro discariche e inceneritori. Fu uno dei primi a denunciare lo scempio del territorio dopo il terremoto in Irpinia del 1980. E aveva alzato un muro contro la realizzazione degli invasi a Serre, Terzigno e Chiaiano.

Per capire chi era veramente Franco Ortolani, che per anni ha collaborato con Guido Bertolaso, riportiamo una sua dichiarazione pubblicata, oggi, dal Corriere del Mezzogiorno. "La mia più grande delusione è quando vedo professori univers...

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Enrico Fierro, avellinese, giornalista del "Fatto Quotidiano", ha scritto per "Saleincorpo" non solo un ricordo di ciò che accadde il 23 novembre del 1980. Nei suoi libri ha anche svelato la vergogna, lo scandalo dei miliardi sperperati, delle tangenti, della mafia irpina che mise le mani sui fondi per i terremotati. A seguire il suo pezzo.

 

Dov’ero, cosa stavo facendo quella sera? E’ una domanda che mi pongo sempre da quel 23 novembre del 1980, 39 anni fa. Cerco di non perdere la memoria, soprattutto quella dei particolari. Ricordo tutto, come chi ha vissuto un evento straordinario della vita. Come chi ha visto in faccia la guerra e la morte. Perché quello è stato il terremoto che la sera del 23 novembre 1980 colpì l’Irpinia, Napoli, il Salernitano, l’osso malato del Sud fino alla Basilicata. Una guerra con i morti, 2914, i feriti, 9mila, gli sfollati, 280mila, ma se...

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