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Ultimo aggiornamento il 25/02/2024

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/816

La legge sull’autonomia differenziata è stata varata dal Senato, e con tutta probabilità sarà approvata anche dalla Camera. Questo non determina automaticamente la concessione di maggiore autonomia alle Regioni che l’hanno richiesta: si stabiliscono solo le procedure per quella concessione. Sarà necessario che i governi nazionale e regionale sottoscrivano apposite intese (una per regione), e che queste siano poi a loro volta approvate dai due rami del Parlamento. La strada è quindi ancora lunga. Questa è una buona notizia: ma purtroppo l’unica in questa vicenda. Vediamo perché.

Questa legge non è giuridicamente necessaria: non a caso il governo Conte-1, nel 2019, stava arrivando all’approvazione delle intese, senza alcuna precedente normativa. Di più: si tratta di una legge ordinaria; quindi, le successive norme che conterranno le intese potrebbero stabilire disposizioni differenti. Ma se è così, perché è stata fatta? I motivi, di un certo interesse, sono di natura politica. Due in particolare.

In primo luogo, la sua approvazione suggella l’intesa fra la Lega e i partner di governo consegnando tutto il potere, su questo tema, alla presidente del Consiglio. La legge stabilisce che le Camere avranno un ruolo decorativo: si limiteranno a produrre degli atti di indirizzo, dei quali la presidente potrà non tenere conto. Certo, esprimeranno il voto finale: ma sarà un voto di fiducia al governo: sì o no senza poter condizionare il merito delle intese. In altre parole, i parlamentari di maggioranza hanno deciso di rinunciare al proprio ruolo: non saranno loro a stabilire se le Regioni potranno assumere i propri insegnanti; conformare a proprio piacere gli assetti della loro sanità (incluso il ruolo del privato) abolendo di fatto il Servizio sanitario nazional...

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Aveva subito una truffa tramite sms da 241mila euro, e aveva poi sporto denuncia. Dopo circa un anno di indagini, avviate grazie alla querela di un ottantenne milanese, la Polizia di Stato ha eseguito diciotto perquisizioni tra Toscana e Campania a carico di altrettante persone indagate, in concorso tra loro, per truffa aggravata. L’attività investigativa, condotta dal Centro operativo per la sicurezza cibernetica Lombardia sotto la direzione della procura di Milano, ha permesso di ricostruire l’insidioso meccanismo che ha indotto la vittima a trasferire l’ingente somma su conti correnti aperti e gestiti dagli indagati. Gli accertamenti svolti dal C.O.S.C. Lombardia hanno consentito agli investigatori di risalire ai 18 soggetti – 11 dei quali con precedenti penali, anche specifici – di cui 7 residenti nell’Agro aversano, 8 a Napoli, 2 a Battipaglia e uno a Livorno.Il cittadino milanes...

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Italia 2024, siamo improvvisamente più spreconi, a tu per tu con il cibo. Si passa da 75 a quasi 81 grammi di cibo buttato ogni giorno pro capite nelle nostre case (80,9 grammi, per l’esattezza) e da 524,1 grammi settimanali nel 2023 a 566,3 grammi settimanali nel 2024. Si tratta dell’8,05% di spreco in più rispetto a un anno fa.

Nel 2024 in Italia lo spreco alimentare costa circa 290 € annui a famiglia, 126 € pro capite ogni anno. Si spreca di più nelle città e nei grandi Comuni (+ 8%) e meno nei piccoli centri, sprecano di più le famiglie senza figli (+ 3%) e molto di più i consumatori a basso potere d’acquisto (+ 17%). Si spreca di più a sud (+ 4% rispetto alla media nazionale) e meno a nord (- 6% rispetto alla media). Vale oltre 13 miliardi €, per l’esattezza 13.155.161.999, lo spreco complessivo di cibo in Italia: un dato vertiginoso che include lo spreco a livello domestico – che incide per oltre 7 miliardi e 445 milioni), quello nella distribuzione che vale circa la metà (quasi 4 miliardi €, per la precisione 3 miliardi e 996 milioni €), oltre allo spreco in campo e nell’industria, molto più contenuto (vedi slide allegate). Questa la fotografia dello spreco raccontata dal Rapporto “Il caso Italia” dell’Osservatorio Waste Watcher International.

Ma la questione davvero allarmante è legata all’allarme sociale che emerge da un quadro di forte incertezza generale: lo testimoniano i dati che per il primo anno Waste Watcher International analizza sul piano della sicurezza alimentare in Italia usando l’indice FIES (Food Insecurity Experience Scale), che misura il livello di accesso delle persone a cibo adeguato e nutriente. Dal punto di vista socioeconomico, il ceto che si autodefinisce “popolare” (“mi sento povero e fatico ad arrivare alla fine del me...

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Brutta bestia, i distinguo. Prendiamo l’ultimo dei trionfi annunciati dal governo: la strombazzata crescita del mercato del lavoro in un’economia praticamente immobile. Cosa dicono le analisi? Record dell’occupazione, ma crescono gli inattivi; aumentano i contratti stabili, ma non per le donne; disoccupazione ai minimi storici, ma i salari non recuperano l’inflazione. Insomma, c’è più gente al lavoro, ma i protagonisti di questo apparente boom sono prevalentemente maschi, in età avanzata (tradotto: che non sono andati in pensione per via di criteri più stringenti) e assai impoveriti, mentre una fetta crescente della popolazione è così disillusa da non cercare alcuna attività.

L’ulteriore brutta notizia è che non si tratta di una novità: al contrario, si inscrive nel quadro di un Paese stagnante e diseguale, in cui negli ultimi 20 anni, come quasi tutti sanno per esperienza per...

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E' stata la Giornata mondiale contro il cancro, guidata dall’Union for International Cancer Control (UICC) e organizzata ogni 4 febbraio. In Italia, nel 2023, sono state stimate 395.000 nuove diagnosi di tumore – 208.000 uomini e 187.000 donne – con un incremento di 18.400 diagnosi, registrando un +5% rispetto al 2020. Il tumore più frequentemente diagnosticato, nel 2023, è stato il carcinoma della mammella (55.900 casi), seguito dal colon-retto (50.500).

Con un eccezionale sforzo scientifico, uno studio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) ha sancito che: “Le persone più povere che si ammalano di cancro hanno un rischio di morte maggiore di quelle benestanti. In Italia, infatti, il 26% dei pazienti oncologici, oltre alla malattia, è costretto a fronteggiare anche problemi di natura economica. Durante il trattamento, più di un paziente su quattro incorre in un...

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Un atto di accusa preciso, forte. Le minoranze del Comune di Nocera Inferiore attaccano l'esecutivo di centrosinistra retto dal sindaco Paolo De Maio (Pd). In sostanza, in una lettera inviata al prefetto Esposito mettono in evidenza non solo gravi violazioni di legge, ma anche la sistematica disapplicazione di quelle norme che regolano il funzionamento di Consiglio comunale e commissioni consiliari.

Inoltre, sarebbe di fatto limitato l'accesso ad atti che dovrebbero essere nella piena disponibilità delle forze politiche. Al di là degli aspetti tecnici la questione diventa squisitamente politica nella misura con cui un certo "sistema" impedirebbe alle minoranza di svolgere quella fondamentale funzione di controllo che è alla base della normale dialettica democratica. Una sorta di "mini regime" che si avvarrebbe anche della colpevole complicità di alcuni alti funzionari dell'Ent...

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