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Ultimo aggiornamento il 08/08/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/390

Isaia Sales

Questa analisi di Isaia Sales è apparsa oggi sul Fatto.

 

Alla vigilia di uno degli autunni più complicati della nostra storia, abbiamo il dovere di ricercare indietro nel tempo i motivi strutturali dei limiti della nostra economia, consapevoli che il coronavirus li ha improvvisamente e drammaticamente accelerati, ma non li ha del tutto determinati. Il paragone con il Dopoguerra è il più gettonato nel dibattito politico e mediatico, ma quasi mai vengono seriamente considerate le ragioni che hanno permesso all’Italia di entrare nel secondo conflitto mondiale da piccola nazione, uscirne sconfitta e umiliata, per poi trasformarsi in una delle prime potenze economiche mondiali. Ebbene il trentennio d’oro dell’Italia (1945-1975), quello culminato con il boom economico, si è realizzato perché il Sud è stato parte integrante delle strategie di sviluppo della nazione, con la sua manodopera emigrata che ha reso possibile il balzo industriale del Nord, con la costruzione di infrastrutture che hanno fatto uscire dal medioevo intere comunità isolate, con l’allargamento della sua base industriale e agricola, con la piena partecipazione alla società dei consumi di una parte consistente della sua popolazione, con la scolarizzazione di massa che ha permesso a diverse generazioni di cambiare radicalmente il mestiere dei padri. Tra il 1951 e il 1973 il Pil meridionale ha registrato un incremento superiore a tutto quello verificatosi dal 1861 in poi. Nel 1951 il Pil pro- capite nel meridione era il 52,9 rispetto a quello del centro-nord, cioè la metà. Nel 1973 arrivò al 60,5 (quasi otto punti in più rispetto al 1951) un risultato mai più raggiunto negli anni successivi. Il Sud cresceva contro ogni pretesa di inconciliabilità tra la mentalità dei meridionali e lo svilupp...

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Un tratto del Sarno

Periodicamente si ritorna a parlare del Sarno e di stanziamenti per i lavori di bonifica e di recupero del fiume e dei suoi canali. Il presidente De Luca ha inaugurato il collettamento di una parte della rete fognaria del comune di Pompei nel depuratore di Scafati. Nell’occasione ha annunciato il finanziamento per circa 80 milioni di euro per lavori relativi alle reti fognarie nei comuni di Angri, Gragnano, Nocera Inferiore, Ottaviano, Pagani, Poggiomarino, Sarno, Santa Maria La Carità, Striano, Terzigno e Torre Annunziata e altri interventi di allacciamento nei restanti comuni del bacino del Sarno e sul sistema di collettori ed impianti di depurazione comprensoriali. Questi 80 milioni si aggiungono ai 30 milioni che erano stati già stanziati per completare le reti sempre di Nocera Inferiore, Scafati, Nocera Superiore. Notizie positive senza dubbio, ma c’è l’obbligo di interrogarsi.

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Il sindaco Torquato

Per molto tempo ci siamo chiesti, e in parte ce lo chiediamo ancora, quale potrebbe essere il futuro politico del sindaco di Nocera Inferiore, Manlio Torquato. Non si potrà ricandidare a sindaco, è sfumata una corsa che sarebbe stata comunque difficilissima alla Regione, troppo lontane le elezioni politiche per fare ipotesi credibili.

Il problema, indipendentemente dal caso Torquato, è un altro. In Italia molti ritengono la politica un mestiere. Non rientra nel nostro bagaglio culturale l'idea che una persona, a un certo punto della propria vita, possa fare altro. Negli Stati Uniti un presidente, coperti i due mandati (otto anni in tutto), se ne va e lascia senza che questo rappresenti un fatto traumatico.

Questo attaccamento alla poltrona ha causato danni enormi. Fra i tanti ha impedito, per esempio, che nei partiti e fuori da essi si formasse una classe dirigente in grado di gestire il paese. Ci sono persone che passano con una disinvoltura impressionante dal Comune, alla Provincia, poi alla Regione fino a Roma. Se uno sta in politica per decenni la intenderà come una professione, non come un servizio alla collettività. E sarà anche maggiormente esposto al rischio di corruttela.

Ecco perché nel caso di Torquato, ma il discorso vale per tantissimi altri uomini politici, l'interrogativo da porsi forse è un altro: l'impegno civile, la voglia di dare un contributo alla comunità, il pensare agli altri passa necessariamente attraverso un incarico politico? Noi pensiamo di no.

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L’innesto della bretella della S.S. 268 su via Sant’Antonio Abate nel Comune di Scafati, di fronte alla zona industriale, resta un serio problema irrisolto del quale si stenta a prendere coscienza e nulla si muove a differenza di quanto avviene in altri comuni. L’Anas ha pubblicato proprio in questi giorni - Gazzetta Ufficiale del 13 luglio – il bando di gara per l’appalto dei lavori di miglioramento della viabilità locale di accesso alla S.S. 268 nei comuni di Angri e Sant’Antonio Abate, con rotatorie ed opere necessarie ad agevolare l’accesso al nuovo casello autostradale di Angri. L’importo dei lavori è di 1.700.000.  

A Scafati, invece nulla è previsto. Ma vediamo qual è il problema di cui parlavamo in apertura. A partire dall’innesto della S.S. 268 sull’Autostrada A3, nel comune di Angri, dove sarà aperto il nuovo casello, è stata costruita una bretella che corre parallel...

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Un rendering di via Garibaldi

Imma Ugolino è assessore ai Lavori pubblici al Comune di Nocera Inferiore.

 

Il progetto di riqualificazione di via Garibaldi e via Barbarulo fortemente voluto dall'amministrazione comunale mira ad un vero riassetto urbanistico. Infatti lo studio di fattibilità si inserisce in un contesto più ampio rispetto all'arteria principale coinvolgendo anche le varie traverse che si ramificano da quest'ultima e che si diramano intorno al centro cittadino congiungendosi alle piazze storiche come piazza Diaz, piazza del Corso, piazza Diana. Il progetto dunque complessivo si suddivide in diversi lotti e nel programma triennale delle opere pubbliche si suddivide nelle annualità fino al 2022. I primi ad avere una progettazione definitiva sono gli stralcio che comprendono tutto l'asse principale di via Garibaldi e via Barbarulo fino all'incrocio con via Correale.

La riqualific...

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L’A.S.I. (Associazione Solidarietà Internazionale), è un’associazione che opera da circa 28 anni nel settore del volontariato internazionale, in varie parti del mondo, a sostegno delle popolazioni più povere e disastrate. 

Il tutto nella convinzione che l’amicizia tra i popoli, l’educazione alla solidarietà e al dialogo con i paesi in via di sviluppo rappresentino un elemento fondamentale di civiltà e di evoluzione democratica della nostra società e che la pratica concreta della solidarietà non possa che partire dal rapporto tra la società civile, gli enti pubblici e le imprese private, in quella che viene denominata “cooperazione decentrata”.

Dal 2000 l’ASI è impegnata in Nicaragua, il secondo paese più povero del Centro America, con vari progetti di cooperazione. Il nostro impegno di solidarietà si è svolto prevalentemente a San Rafael del Norte, paesino del dipartim...

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