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Ultimo aggiornamento il 13/12/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/257

A Pagani il neo eletto sindaco Gambino non ha perso tempo. Si è buttato a corpo morto sulle società partecipate del Comune, in primis Pagani Ambiente che si occupa dei rifiuti. Il bersaglio è diventato Vincenzo Calce. Ora, e Saleincorpo lo scrisse tempo fa, una persona che ha interessi nel settore ecologico, edita un sito giornalistico ed è marito del capogruppo in Consiglio del Pd Giusy Fiore non avrebbe dovuto accettare incarichi nella società dell'Ente. E l'allora sindaco Bottone sbagliò ad avallare l'operazione. C'era un problema di conflitto di interessi o, quantomeno, di opportunità.

Solo che questa "guerra" rischia di distrarre l'opinione pubblica da quello che è il vero nodo: Pagani è una città sporchissima. La percentuale della raccolta differenziata oscilla intorno al cinquanta per cento, uno dei dati peggiori della provincia. Una vera emergenza. In più c'è il problema dell'evasione fiscale.

In base agli ultimi dati almeno sette commercianti su dieci sono evasori totali o parziali della Tarsu. Il municipio non introita milioni di euro e i soliti fessi che pagano sono ancora più vessati. Una vergogna che ha radici antiche. Un malcostume spesso tollerato da varie amministrazioni. 

Dopo la "resa dei conti" speriamo che la nuova giunta affronti questo problema, tenendo conto anche delle disastrate finanze comunali che potrebbero solo avere ossigeno se almeno una parte dei contribuenti facesse il suo dovere. Infine, un'ultima considerazione. Si possono fare tutti i controlli del mondo, ma se alcune persone sono incivili è difficile combatterle. Non per questo non bisogna provarci. Occorrono cambio di mentalità e battaglia in nome della legalità. Dalla giunta Gambino è giusto aspettarsi soprattutto questo.

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Il corteo delle ambulanze

Sono passati alcuni giorni dai ballottaggi ed è possibile una riflessione pacata. Facciamo finta che non ci siano stati cortei di ambulanze, oscenità in diretta Facebook, finte autocritiche e rosiconi che attribuiscono all'elettorato incolto o strumentalizzato la sconfitta.

Quello che impressiona è la mancanza di ricambio nelle classi dirigenti. Canfora a Sarno era stato già sindaco, oltre che presidente della Provincia. Gambino idem, senza contare che è un consigliere regionale. Cuofano era il primo cittadino uscente ed è stato riconfermato. Alfieri è stato tutto (chiedere a De Luca per ulteriori informazioni). Valiante a Baronissi succede a se stesso dopo avere incassato una mozione di sfiducia che lo aveva mandato a casa prima del tempo. Solo Salvati a Scafati non aveva mai fatto il sindaco anche se proviene da lunga esperienza politica. Indipendentemente dal fatto che sono...

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Alberico Gambino

Alberico Gambino è tornato anche se, forse, non se n'era mai andato. Ha sfiorato l'elezione a sindaco di Pagani già al primo turno. Un fenomeno. E' passato attraverso tutto: sindaco più votato d'Italia, un arresto per camorra, l'assoluzione definitiva, la Regione ma, alla fine, è tornato nella sua Pagani.

E la città non ha "tradito". E' difficile pensare che Gambino possa esistere senza Pagani. Ne rappresenta il ventre molle. Lui è la Madonna delle Galline, quel mix di sacro e profano dove la contaminazioni, e anche le collusioni, sono accettate come un fatto normale. Il suo modo di fare politica è quanto di più lontano dalla nostra concezione di una sana amministrazione della cosa pubblica. Alberico, però, resiste a tutto. In occasione del suo matrimonio va in strada a distribuire confetti ai cittadini. Quando, come qualcuno racconta, vive una situazione di difficoltà economica, dovuta anche alla gravi grane giudiziarie, diventa testimonial di un noto negozio di ottica della città.

Dicono che rappresenta il vecchio, ed è vero. Ma, guardando le altre liste, se si esclude il candidato del M5S Santino Desiderio, non c'erano tanti volti freschi e giovani. E nonostante la rottura con il potentissimo Edmondo Cirielli, lui è sempre lì. Addirittura c'è chi ritiene che sia uno dei perni per la costruzione di un nuovo polo moderato. Gambino, però, non è un "moderato". Lui è pancia. Riesce a parlare ore senza dire assolutamente nulla. Pagani è una città strana. Qualcuna direbbe contraddittoria. I paganesi sono leali e per questo non tollerano il tradimento. Ecco perché l'aplomb bottoniano non poteva fare presa a lungo.

Il ballottaggio di domenica dovrà dare una risposta: se è vero che Gambino non può esistere senza Pagani, potrà mai Pagani esistere senz...

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Mentre si chiude il negozietto a "base" di cannabis, la droga dilaga e gli affari connessi pure. Complice di tutto ciò anche politica rigidamente proibizionistica che ha fallito ovunque nel mondo. Qualche cifra: un terzo della popolazione fra i 15 ed i 64 anni, perlopiù uomini, ha sperimentato sostanze psicoattive illegali almeno una volta nel corso della propria vita e uno su dieci (circa 4 milioni) lo ha fatto nel corso del 2017. La sostanza più utilizzata è la cannabis il cui trend è in crescita, soprattutto tra gli studenti (il 34% l’ha provata almeno una volta). Ma la più remunerativa per il mercato illegale (giro d’affari di 14,4 mld) è la cocaina che rappresenta il 40% del totale. Cresce il consumo ad alto rischio come salgono però anche i sequestri (+60% nel 2017 rispetto al 2016). Aumentano anche i decessi: nel 2017 quelli direttamente attribuibili all’uso d...

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Fratelli coltelli. A Pagani il sindaco verrà scelto al ballottaggio tra Gambino e Bottone. Insomma, gli elettori hanno puntato sull'usato sicuro (?). E' come mettere contro la Madonna delle Galline e Sant'Alfonso. Il pirotecnico resuscitato contro un arcigno democristiano. Gambino ha fallito la vittoria al primo turno per una manciata di voti, ma non dite più che è il candidato della camorra. Non è vero.

Il presidente sindaco. Ballottaggio anche a Sarno tra Canfora del Pd e tal Cocca che non conosco. L'ex presidente della Provincia, devotissimo a San Vincenzo De Luca, è un'ottima persona, ma rappresenta un mistero della politica. Non dice niente. Non è che non parli, non è muto. Ha, però, la capacità sorprendente di stare nello stesso momento al centro, a destra e a sinistra.

Dopo la camorra. A Scafati si tornava al voto dopo lo scioglimento dell'Ente per infiltrazioni...

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Il sindaco Marcello Torre voleva una Pagani libera e civile. Lo scrisse nella sua lettera testamento. Parlava di un sogno. Lo uccisero poco dopo. 

 

Le parole sono sempre rivelatrici, anche in questa campagna elettorale per le amministrative. Gli slogan, le frasi, riportano sproloqui e abusi. Tutti hanno visioni, sogni, desideri. Molti puntano al cielo e alla luna. Onestà, libertà e fratellanza si sprecano. Senza contare la parola “nuovo”, del tutto fuori luogo per chi ha contribuito alla irreversibile distruzione del tessuto sociale della città. Per chi l’ha condotta sull’orlo del dissesto e nel baratro dello scioglimento per infiltrazioni. 

 

A tal proposito senza sprecare chiacchiere, ho cercato disperatamente la parola “camorra” nei programmi e nei discorsi ele...

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