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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/656

Nel 2018 la Corte europea ha condannato il nostro Paese a pagare 25 milioni di euro perché, nonostante una precedente censura del 2012, oltre 70 agglomerati urbani, in violazione della normativa comunitaria, erano sprovvisti di fognature e impianti di depurazione adeguati, con l’aggiunta di altri 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Oggi, come prevedibile, arriva la seconda condanna. Con sentenza del 6 ottobre, la Corte (sesta sezione) ha dichiarato inadempiente il nostro paese in quanto 166 agglomerati sono sprovvisti di reti fognarie, 510 agglomerati scaricano in acqua senza un trattamento secondario e 602 agglomerati non si sono adeguati all’obbligo di garantire adeguata depurazione rispetto alle variazioni stagionali. Nel caso di Nocera Inferiore e Nocera Superiore la contestazione riguarda la mancata dotazione di reti fognarie per le acque reflue urbane.

In sostanza,  è stato omesso di garantire, come prescrive la normativa comunitaria, che le acque reflue urbane che confluiscono nelle reti fognarie siano sottoposte, prima dello scarico, a un trattamento più spinto di un trattamento secondario o equivalente. I Comuni inadempienti sono sparsi in tutta Italia. Se non provvederemo presto, quindi, arriverà un’altra “multa” salata che pagheranno tutti i cittadini. A questo proposito, tuttavia, bisogna aggiungere che l’accertamento che ha portato alla condanna della Corte europea risale al 2017, quindi è possibile (ed auspicabile) che nel frattempo l’Italia abbia sanato almeno una parte di queste inadempienze altrimenti, quando la Corte quantificherà la condanna, dovremo pagare, come per la sentenza del 2018, una ulteriore, pesante “multa” per ogni semestre di ritardo nella messa a norma.

D’altra parte, sicuramente nel nostro pa...

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Nel 2020 sono calati del 17 per cento gli atti intimidatori, di minaccia e violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e dipendenti della Pubblica amministrazione: sono stati 465 contro i 559 del 2019, con una media di 9 intimidazioni a settimana, dunque una minaccia ogni 19 ore. Ma sono diversi gli aspetti che destano preoccupazione: in primis l’avanzata dei casi di minaccia al Nord. È quanto emerge dalla decima edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato da Avviso Pubblico, realizzato monitorando le notizie di stampa locali e nazionali e le interrogazioni parlamentari, nonché raccogliendo le segnalazioni dei vari coordinamenti territoriali. “Quando dieci anni fa Avviso Pubblico ha iniziato a monitorare il fenomeno delle minacce agli amministratori locali – spiega Roberto Montà, presidente dell’associazione – in mol...

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Dall’ecobonus per gli alberghi alle misure per borse di studio e alloggi per gli studenti universitari passando per la creazione di un fondo per il digitale e velocizzazioni della Valutazione ambientale strategica. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del nuovo decreto per l’attuazione del Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di accelerare (e in alcuni casi completare) investimenti e riforme previste dal Pnrr. Stando all’ultimo monitoraggio, sui 51 obiettivi e traguardi da raggiungere entro fine anno per ricevere i fondi europei ne sono stati mandati in porto finora solo 14. Tra i 42 articoli della bozza anche la creazione di un comitato per la revisione della spesa e modifiche della normativa antimafia per mantenere i controlli ma evitare che si blocchino i cantieri.

Più facile il passaggio di professionisti nella pa – Niente penalizzazioni per i professionisti che accettano contratti a tempo con la Pubblica amministrazione per i progetti del Recovery: “per incentivare il reclutamento delle migliori professionalità” il decreto prevede che i professionisti possano mantenere l’iscrizione agli ordini di appartenenza e che, in ogni caso, non ci siano costi “a carico del professionista per la ricongiunzione” dei periodi contributivi in caso si opti per non rimanere iscritti alla relative casse di previdenza.

Il comitato per la revisione della spesa – Il governo intende tra il resto creare un “comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa“, presieduto dal Ragioniere generale dello Stato. Il comitato, cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef, e rappresenta...

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Gli Stati Uniti e la “Great Resignation”

Negli Stati Uniti hanno già coniato un nuovo termine: la chiamano “Great Resignation”. Si riferiscono all’ondata di dimissioni dal lavoro che si verifica nel paese. Sui giornali si leggono infatti storie di dipendenti del settore dei servizi e della conoscenza, ben retribuiti ma in burn-out: già prima della pandemia lavoravano molte ore, guadagnavano bene, ma erano esausti e, soprattutto, non vedevano opzioni facili per cambiare la loro situazione. Il Covid-19 ha funzionato come un grilletto. In altri casi, invece, ragionando da una prospettiva più economica, si ricorda che il numero di “job quitting” può essere visto come indicatore di un mercato del lavoro in salute. E addirittura anche come un fattore di miglioramento in un sistema economico, se la riallocazione che segue le dimissioni comporta un aumento di produttività. 

I ...

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Vincenzo De Luca

Il governatore Pd della Campania, Vincenzo De Luca, è il sole del Sistema Salerno e le cooperative salernitane sono i pianeti che gli ruotano intorno. Così appare dal cannocchiale del ras delle coop salernitane, Fiorenzo ‘Vittorio’ Zoccola. Zoccola, quel Sistema, lo illustra con chiarezza nell’interrogatorio del 22 ottobre: “Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire alle prime continuità lavorativa in cambio di voti”. E a chi andavano i voti? “La situazione è diversa tra le elezioni regionali e quelle comunali. Alle elezioni regionali vi è una pluralità di indicazioni di voto che proviene sia dai referenti in Consiglio Comunale delle cooperative sia da coloro che sono rappresentanti alla Regione (consigliere e governatore). Alle Comunali, invece, ogni cooperativa agisce per conto suo e fa riferimento al suo rappresentante in Consiglio...

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Duecento euro al mese nei call center. Supermercati che offrono “stage” con nessuna prospettiva di trasformarsi in assunzioni. Poco più di 500 per fare il “consulente finanziario” offrendo prestiti via telefono. Contratti che cambiano di anno in anno – e magari diventano part-time – con l’unico obiettivo di alleggerire gli stipendi. Turni da 10 ore al volante dei bus privati, anche se la paga è solo per 6 ore e mezza. Rimborsi che arrivano solo se il capo è “di buon umore”. E chi fa il vigilante in azienda è fortunato se prende 5,2 euro all’ora per 8 ore al giorno, che vuol dire meno di 1000 euro in busta paga: c’è chi ha un contratto peggiore, quello di portineria, che di euro ne prevede poco più di 2. Sono le storie raccontate dai lettori che hanno partecipato alla campagna No al lavoro sottopagato del fattoquotidiano.it 

LE TESTIMONIANZE

Sono autista di autobus per ...

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