info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici. Sostieni Saleincorpo, sito indipendente. Puoi farlo versando un contributo a piacere e su base annua sul c/c bancario IT96G0538776270000000001187 intestato a Carlo Meoli. Causale Sostengo Saleincorpo. Grazie.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/681

Giovanni D'Antonio

 ‘Dare moneta, vedere cammello’ funzionavano così alcune procedure fallimentari, pendenti presso il tribunale di Nocera Inferiore. La ‘moneta’ solitamente era di oltre 100mila euro e serviva ad oleare il meccanismo della procedura e l’assegnazione delle aziende fallite. A chiederle curatori fallimentari e avvocati. Il ‘cammello’ erano le aziende fallite o i loro beni, oppure procedure ammorbidite per evitare guai penali. Un meccanismo collaudato – questo sostiene l’accusa – un piccolo centro di potere e soprusi concentrato nelle mani – in particolare – di due commercialisti nocerini tra l’altro cognati, Giovanni D’Antonio e Giovanni Faggiano, nella veste di curatori fallimentari.

Entrambi destinatari, insieme all’avvocato civilista e mediatore Fabio Sorrento, di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip Simone De Martino, su richiesta del pm Anna Chiara Fasano della Procura di Nocera Inferiore. Stamane, i finanzieri del comando provinciale di Salerno hanno eseguito due delle tre ordinanze: D’Antonio è riuscito a sfuggire alla cattura ed è irreperibile. Volatizzato prima che i finanzieri arrivassero a casa sua per la notifica dell’ordinanza e la perquisizione disposta dal Gip per l’acquisizione di nuovi documenti.

Nel fascicolo d’inchiesta della Procura nocerina, figurano al momento nove indagati: per due di loro, entrambi commercialisti, Vincenzo Bennet – presidente di Salerno Pulita, società in house del comune di Salerno – e Angelo Scala il pm Fasano aveva chiesto gli arresti domiciliari e carcere. Richiesta non accolta dal Gip De Martino che ha emesso l’ordinanza e i due risultano indagati ma liberi. Nell’inchiesta sono finiti anche Francesco Pecoraro, Agostino Bruno e Annalista Senesi, i primi due custodi dei beni...

Continua a leggere

Strano mondo quello del giornalismo italiano. Viene annunciata la vendita de l'Espresso e si alza un coro di solidarietà pelosa e inutile. E così si dimenticano i fatti. Il settimanale glorioso fondato da Scalfari da tempo era ridotto a un insertino di Repubblica di un centinaio di pagine, fatto male e senza grinta se si esclude qualche inchiesta frutto più della capacità del singolo cronista che di una linea editoriale complessiva. Dicevamo, però, che la storia parte da lontano e riguarda anche chi solidarizza oggi, ma in passato ha fatto finta di non vedere perché con il culo al caldo.

Circa 25 anni fa l'allora gruppo l'Espresso decide di comprare la Città, decotto quotidiano di Salerno. L'affare è buono. C'è un brutto segnale già all'inizio però: un parte del management del gruppo non vuole un quotidiano al Sud. I più riottosi si piegheranno solo alla volontà di Carlo Carac...

Continua a leggere

È stato un mezzo flop il bando per la realizzazione di asili nido e scuole per l’infanzia, finanziato con i fondi del Pnrr. La partecipazione dei Comuni, che dovevano presentare i progetti, è stata scarsa: “Le richieste arrivano appena a metà dell’investimento programmato dal governo”, ha annunciato la ministra per il Sud e la Coesione Mara Carfagna. Per evitare di perdere i finanziamenti europei, il ministero dell’istruzione è stato costretto a prorogarne la scadenza al 31 marzo. Il bando, chiuso il 28 febbraio, aveva stanziato cinque miliardi di euro per la costruzione di nuove scuole, la manutenzione di quelle vecchie e la digitalizzazione. La maggior parte di questi fondi, 3 miliardi, era destinata alla fascia 0-6 anni, dei quali 2,4 agli asili nido. E proprio su questi ultimi si sono registrati i problemi: molti comuni del sud non si sono presentati. Ad aver fatto peggio sono state Campania, Sicilia e Calabria, le Regioni quelle che hanno maggiore carenza di questo tipo di servizio indispensabile anche per aumentare l’occupazione femminile. “Oggi c’è una brutta notizia sul Pnrr: il bando asili non sta andando bene”, ha commentato la viceministra dell’economia Laura Castelli.

Del resto, già l’Ufficio parlamentare di Bilancio aveva rilevato delle criticità nella parte del bando relativa agli asili nido, un fronte particolarmente delicato per l’Italia. Le regioni del Sud, infatti, sono molto lontane dall’obiettivo europeo del 33% di copertura nella fascia 3-36 mesi. Campania e Calabria, per esempio, riescono a garantire un posto soltanto a poco più del 10% dei bambini. Per portare tutte le regioni in linea col parametro Ue entro il 2025, il Pnrr stablisce di aumentare l’offerta di 265mila unità. E vista la drammatica situazione al Sud, il bando destinava al...

Continua a leggere

C’è la partenza. La prima: per gli Stati Uniti, a sedici anni, ospite di una famiglia fra le foreste dell’Oregon. C’è il ritorno, un anno dopo, con lo sguardo per sempre cambiato sulla vita e sulle possibilità che l’estero può offrire. Ma anche togliere. Ci sono la nostalgia di casa, la solitudine, l’amicizia. Le valigie: da chiudere, da aprire. Comunque sempre da rifare. La cerimonia per celebrare San Nicola – Sinterklaas – tipica dell’Olanda, dove invece di imbastire la tavola per il Natale imminente si mangia una zuppa. Le feste studentesche, in cui gli invitati si siedono a cerchio (ad Amsterdam funziona così) e la presa di coscienza di essere diventati, nel tempo, stranieri in una terra nuova. Tutto questo si legge nel libro di Michela Grasso, Il futuro non può aspettare – Perché la mia generazione è costretta a partire, edito da DeAgostini. Ritratto e voce di un fenomeno così co...

Continua a leggere

Segnali incoraggianti: la giustizia sembra ricordarsi della Costituzione e del concetto di dignità umana in essa richiamato. All’articolo 2 sono riconosciuti – non attribuiti – i diritti inviolabili dell’uomo, connessi alla sua dignità. L’articolo 3 riconosce a tutti i cittadini “pari dignità sociale”, senza distinzioni o discriminazioni. L’articolo 4 riconosce il diritto/dovere al lavoro, su cui la Repubblica è fondata (art.1). L’articolo 32, oltre a prevedere che “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”, sancisce che tale legge “non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. L’articolo 36 stabilisce il diritto del lavoratore a una retribuzione “sufficiente ad assicurare a lui e alla sua famiglia una vita libera e dignitosa”.

Riflettere sul valore della dignità umana è più che ma...

Continua a leggere

A sinistra Porro

“Erano anni che non mi sentivo così soddisfatto a fine giornata. Lo stress accumulato in Italia per il mio lavoro, soprattutto durante la pandemia, mi aveva quasi ucciso. Letteralmente. Ora sono rinato, non faccio più il burocrate, faccio solo la cosa che mi è sempre piaciuto fare: il medico”. Il dott. Francesco Porro ha sessant’anni, una moglie e due figli, è di origini calabresi ed oggi lavora come pediatra in una clinica a Zurigo dove si è trasferito nel settembre del 2021. Dopo trent’anni nel sistema sanitario italiano si è trovato in un letto di ospedale colpito da un ictus “che per miracolo non mi ha lasciato danni permanenti. Ero ancora in convalescenza quando ho preso contatti con un ambulatorio pediatrico qui in Svizzera, un colloquio su Zoom e mi hanno inviato il contratto”. 

La sua è una storia di un “cervello in fuga” che da giovane ha fatto di tutto per tornare da...

Continua a leggere