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Ultimo aggiornamento il 08/08/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/390

Covid e rischio corruzione: il pezzo di Gianluca Roselli sul delicato tema è apparso oggi sul Fatto.

 

Porre molta attenzione ai fenomeni corruttivi che possono verificarsi nell’emergenza Covid-19. Perché è proprio nei momenti emergenziali, con i poteri straordinari affidati ai commissari, e gli appalti pubblici assegnati con procedure accelerate, magari basandosi sull’autocertificazione dei requisiti, che la corruzione può trovare terreno facile.

L’allarme arriva da Transparency International Italia, organizzazione che a livello globale si occupa di prevenire e contrastare la corruzione. Gli esperti di Transparency hanno elaborato uno studio che mette a fuoco quattro settori più a rischio in questa fase, ma pure nel momento della post-emergenza: gli appalti e i contratti pubblici; la gestione e la distribuzione di materiali e dispositivi clinici di protezione, come le mascherine, con scandali che già stanno riempiendo le cronache; i processi farmaceutici che riguardano sia la cura degli attuali pazienti Covid che la ricerca del vaccino; il traffico dei dati clinici di pazienti e non, che sono gestiti da aziende sanitarie pubbliche e private, ma su cui non è escluso un monitoraggio da parte di esterni. Su quest’ultimo punto, per esempio, il personale medico che ha accesso a tali dati deve gestire il proprio ruolo evitando conflitti d’interessi, visto che i dati interessano molto ad aziende farmaceutiche, assicurazioni e giganti del web. Per diminuire i rischi, Transparency consiglia un aumento nella sicurezza informatica e l’approvazione di un codice di comportamento ad hoc.

Sul fronte appalti, già prima, secondo i dati del 2017, il 28% dei casi di corruzione nella salute era legato all’approvvigionamento di attrezzature medico-sanitar...

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Non ricostruire, cancellare è necessario. Abbattere muri, cantieri, piani di sviluppo. Lasciare libero un nuovo umanesimo, con la natura delle cose al centro. Per una distruzione sistematica del superfluo.

 

Credo necessariamente in questa pausa di dolore e riflessione, di chiusa forzata per i più fortunati, e di lutto per molti. Per troppe persone. 

 

 

Siamo circondati da strade, palazzi, sottopassi, alta velocità, aeroporti. La corsa ai numeri, all’incremento, alla linea verticale di uno sviluppo costante, non può persistere. Il ripensamento riguarda una imponente eliminazione. Dalla burocrazia, ad una fallita forma di rappresentazione politica. Dal consumismo, al progresso, all’ego e all’idea di successo. Da...

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Don Mimmo Battaglia

Pubblichiamo una splendida lettera inviata al governatore De Luca dal vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, monsignor Mimmo Battaglia, e dal direttore della Fondazione Ced Regina Pacis, don Gennaro Pagano. Viene affrontato il tema dell'assistenza ai più deboli nell'era del Covid e ci si interroga sulla "sospensione" di alcuni diritti democratici, una sospensione che finisce per acuire le differenze sociali.

 

 

Caro presidente,

in questo tempo difficile e complesso, in cui la immaginiamo sommerso dal lavoro e al centro di innumerevoli sfide politiche e sociali, le scriviamo per rivolgere a lei e all’intero Governo Regionale un pressante appello circa la condizione dei minori a rischio e delle famiglie con ragazzi disabili. Facendo seguito ad un precedente appello rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, on. Nunzia Catalfo, vogliamo condividere anche con lei la preoccupazione e le angosce inerenti alle persone più fragili e a rischio di marginalità sociale. 

Ormai è chiaro a tutti che la crisi che viviamo non è più esclusivamente sanitaria ma è anche – e soprattutto – psicologica, sociale, economica, democratica. Ci permetta l’utilizzo di quest’ultimo aggettivo: la restrizione forzata di alcune libertà individuali sancite dalla nostra Costituzione, seppur ci accomuna tutti nel sacrificio e nella fatica della rinuncia, non ci vede tutti uguali dinanzi alle conseguenze che essa comporta. 

Pensiamo ad esempio, a Ciro, bambino di sette anni, abitante di un quartiere periferico di Napoli, che vive oramai chiuso in casa da quasi due mesi, condividendo con tutti i bambini il diniego costante a un tuffo nell’aria soleggiata dei giardini pubblici, alla frequenza quotidiana della scuola, al ritrov...

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Il vescovo Giudice

Caro monsignor Giudice, ho riflettuto molto prima di scriverle questa lettera. Ho sempre avuto un rapporto complicato con la fede. Per questo motivo non oso nemmeno immaginare cosa possa provare un credente trovando le porte della sua chiesa sbarrate. Molti sostengono che si può pregare a casa, che c'è lo streaming, ma, siamo sinceri, non è la stessa cosa, non potrà mai esserlo.

In questo momento così difficile potere avere anche pochi minuti di serenità nel luogo del culto che ognuno ha scelto può dare un contributo di forza e serenità. La fede è anche poter guardare quel Cristo sanguinante sulla Croce.

Lei, monsignore, aveva lasciato le chiese aperte. Poi, pressioni e preoccupazioni pur legittime le hanno fatto fare un passo indietro. Oggi le chiedo sommessamente di ripensarci. La situazione sta migliorando e riaprire quelle porte, anche per poche ore al giorno e sot...

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Questa inquietante inchiesta di Elisabetta Ambrosi è stata pubblicata dal Fatto.

 

 

“Il rinvio delle chemioterapie influirà sul decorso, visto che sono metastatica?”. “Ho un sospetto tumore al pancreas, che succede se non posso fare accertamenti?”. “Senza monitoraggio post chemio rischio di aggravarmi?”. “Riuscirò a fare i controlli di follow up?”.

Sono alcuni dei dubbi dei malati oncologici (circa 3 milioni e mezzo in Italia) che, in un momento di emergenza sanitaria, stanno vivendo un dramma nel dramma. La paura riguarda soprattutto le visite di controllo rinviate, la mancanza di informazioni sulla continuità del percorso terapeutico, infine il timore di infettarsi, anche se, come scrive F., “il Covid-19 mi fa paura, ma il mio cancro di più, perché non si ferma”. A raccogliere queste testimonianze è stata l’Associazione Codice Viola, molto attiva nel...

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L'ospedale di Nocera

Stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia! 

Questa è la definizione di salute dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)! Vale la pena partire da qui per cominciare una riflessione e articolare un ragionamento su quello che possiamo e dobbiamo fare sul territorio, sia ora, durante l’emergenza del Covid19, sia dopo per riorganizzare la Sanità e per contribuire in maniera determinante a far diventare realtà l’auspicio dell’OMS. La salubrità dei territori e il protagonismo dei cittadini sono essenziali per il mantenimento o il recupero di una qualità della vita perlomeno accettabile. Cominciamo, quindi, a considerare la salute come un problema nostro, anzi il problema nostro, che dipende dalle nostre scelte e dai nostri stili di vita. I medici, le case farmaceutiche, le strutture ospedaliere vengono dopo, molto dopo, e anche qu...

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