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Ultimo aggiornamento il 13/12/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/257

Alfonso Di Massa

Non si può dire che a Scafati siano partiti proprio con il piede giusto dopo le ultime elezioni. Il più votato tra i consiglieri comunali, Alfonso Di Massa, è indagato. Di Massa (Fdi) è anche presidente dell'assise. In soldoni, avrebbe pagato un faccendiere per fare assumere sua nipote nei carabinieri. Un giochetto da diecimila euro, come si evince dalla intercettazioni.

In questa storia ci sono fatti di una gravità inaudita. In primis il neo sindaco, Cristoforo Salvati, non era stato messo a conoscenza dell'inchiesta da parte del diretto interessato. Inoltre la città tornava alle urne dopo il secondo scioglimento del consesso per camorra. Come se non bastasse, infine, c'era stata una campagna elettorale al veleno dopo gli anni delle inchieste che avevano portato agli arresti dell'ex sindaco Aliberti e di alcuni componenti della sua cricca.

Ecco perché, al di là della gravità delle accuse mosse a Di Massa, per la città è stato un trauma. L'indagato, almeno fino al momento in cui scriviamo, non ha rilasciato dichiarazioni, ma chi lo conosce bene sostiene che difficilmente mollerà. Se è vero sarebbe un clamoroso errore.

Scafati ha bisogno di legalità e normalità. Qui non ci sono margini di discussione: Di Massa deve lasciare la presidenza e dimettersi da consigliere comunale. Subito.

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Non so se siamo diventati così o lo siamo sempre stati. E, in fondo, non ha nemmeno molta importanza. Una parte di popolazione, fortunatamente ancora minoritaria in questo paese, è razzista e omertosa. Assomiglia molto a quella "vecchia, piccola borghesia" che cantava Claudio Lolli. Noi, popolo di migranti, respingiamo lo straniero e auguriamo lo stupro a chi ha aiutato una quarantina di poveri disgraziati africani. Non tolleriamo le diversità, offendiamo i marginali e pensiamo di essere nel giusto, di essere i migliori.

Non credo sia Salvini il problema. Lui ha solo saputo leggere e dare voce a quanto di più bieco c'è dietro le nostre paure, paure ingiustificate nate da emergenze che non esistono. E così i responsabili storici del vero sfruttamento, quello nato con il colonialismo, ci danno lezioni di civiltà.

I giusti fino a ora, nella migliore delle ipotesi, hanno s...

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Il Comune di Pagani

Sul caso Gambino "Saleincorpo" ha assunto una posizione molto chiara fin dal primo momento. Al netto della questione sulla incandidabilità del neo sindaco, questione che verrà affrontata nelle sedi opportune, la metà dei paganesi lo ha votato. Adesso deve governare. I primi atti, però, non ci sembra vadano nella giusta direzione.

Gambino ha iniziato attaccando "Pagani Ambiente" solo per colpire Enzo Calce, dirigente della partecipata, nonché marito della consigliera del Pd Giusy Fiore. Poi, in maniera inutilmente plateale, ha cacciato via il segretario comunale "colpevole" di avere una opinione diversa dalla sua sulla ormai famigerata incandidabilità. Non contento si è scagliato contro Salvatore Bottone, un tempo suo alleato e oggi acerrimo avversario, invitando tutte le forze politiche a un confronto, comprese quelle dell'opposizione, tranne, appunto, Bottone. E' roba da scuola elementare.

Infine la cosa più squallida. Siccome in un corto dedicato alla vita di Tonino Esposito Ferraioli, il cuoco della Fatme ammazzato dalla camorra, non si faceva riferimento al suo operato amministrativo, ha provocatoriamente detto che potrebbe anche sopprimere l'intitolazione della strada che a Pagani ricorda il sindacalista e il suo sacrificio. Squallido.

Non si governa a colpi di vendette. Gambino non è stato eletto per questo. Metta mano ai problemi veri: la città è sporca, il tasso di evasione fiscale è da brividi, la villa comunale va recuperata, il piano viario è obsoleto e le periferie, come il centro storico, versano nel degrado. La smetta con questa inutile caccia alle streghe. Se continuerà a fare il sindaco la sua forza si misurerà sui problemi reali, quelli che incidono sulla vita della gente. Il resto è fuffa.

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Ho sposato una donna georgiana. Dopo varie tribolazioni ci siamo separati. Mi vergogno a dirlo, ma ci sono stati momenti in cui ho pensato che questo fosse accaduto perché eravamo diversi, di razze diverse. Era una stronzata. Ci saremmo lasciati anche se lei fosse stata di San Valentino Torio. Nella vita capita. E capita di fare ragionamenti razzisti, giusto per iniziare a chiamare le cose con il loro nome.

Negli anni ho percorso decine di migliaia di chilometri in Europa per turismo,  lavoro e studio. Ho viaggiato in auto, non con i comodi tour organizzati. E tutto quello che ho visto mi ha lasciato qualcosa dentro, mi ha fatto crescere, anche se non sempre sono state cose positive.

Nella mia mente ci sono ancora le splendide spiagge di Kobuleti, in Georgia, sul mar Nero, l'antica Trebisonda, in Turchia, crocevia di traffici illeciti, la splendida caserma dei vigili d...

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Alberico Gambino

Ora è ufficiale: Alberico Gambino è decaduto dalla carica di sindaco di Pagani, eletto appena qualche settimana fa, perché era incandidabile. Ora partiranno i ricorsi, ma l'ipotesi più probabile è il commissariamento seguito da elezioni anticipate. Ci sono due problemi. Da un punto di vista amministrativo la città rimarrà bloccata con tutte le conseguenze immaginabili. Quindi c'è il nodo politico.

Molti avversari del consigliere regionale esultano sui social, ma dimenticano un dato essenziale. Gambino ha stravinto le elezioni e, per una manciata di voti, è stato costretto al ballottaggio. Ha annientato, dal punto di vista dei numeri, il suo principale avversario, il primo cittadino uscente Salvatore Bottone.

Se la gente ha ridato tanto credito a Gambino è stato anche per l'incapacità delle forze politiche di proporre una reale alternativa a quel sistema di governo. Si ...

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Sant'Egidio è un paesino dove vivono poche migliaia di persone. Ogni frazione, poi, è un microcosmo e tutti conoscono tutti. A San Lorenzo si è consumata la tragedia: una bimba di otto mesi è morta in ospedale e i genitori sono indagati a piede libero per omicidio.

Sul corpo della piccola erano visibili ecchimosi e lividi. Saranno l'autopsia, naturalmente, e l'inchiesta a stabilire eventuali responsabilità. Quello che, però, sconcerta è il contesto. Il sindaco, Nunzio Carpentieri, ha detto all'Ansa che la famiglia, per la sua problematicità, era "attenzionata", proprio così, "attenzionata" dai servizi sociali del Comune. Cosa, poi, sia stato fatto in concreto non si capisce bene. 

Forse il quadro diventa un attimo più chiaro se si va sul posto dove la coppia viveva. Il padre ha un passato di tossicodipendenza e, stando a quello che dicono i vicini, picchiava la moglie....

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