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Ultimo aggiornamento il 07/07/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/648

In Francia esistono solo gli stage curriculari, che quindi possono essere svolti esclusivamente da chi sta facendo un percorso scolastico, formativo o universitario. In Germania invece è previsto il Freiwilliges Praktikum, simile al nostro stage extracurriculare, ma se la durata supera i 3 mesi la retribuzione è obbligatoria e l’importo non può essere inferiore al salario minimo previsto per legge, che per il 2021 è fissato ad almeno 9,60 euro l’ora (poco più di 1.500 euro al mese). In Italia, invece, per gli stage extracurriculari è semplicemente prevista un’indennità obbligatoria minima che nel Lazio – la Regione più virtuosa – è fissata a 800 euro al mese, ma può essere anche di appena 300 euro. E così i “tirocinanti” che però devono avere uno o più anni di esperienza sono diventati una delle principali storture del mercato del lavoro nel nostro Paese. “Lo strumento del tirocinio in Italia non è assolutamente pensato per gli adulti ma viene utilizzato anche per gli adulti. Molto spesso va a sostituire un vero contratto di lavoro, che servirebbe a persone che hanno famiglia, un affitto o un mutuo da pagare. È sbagliato anche dal punto di vista psicologico, perché significa far ‘retrocedere’ la persona, ignorare le sue esperienze pregresse”, spiega a ilfattoquotidiano.it Eleonora Voltolina, fondatrice e direttrice della Repubblica degli Stagisti.

Tra le storie raccontate dai lettori che hanno partecipato alla campagna No al lavoro sottopagato del fattoquotidiano.it (inviando le loro segnalazioni a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. document.getElementById('cloak9edc19ae2873625da5b468f253781270').innerHTML = ''; var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '=...

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Nocera e Sarno con pronto soccorso, Scafati e Pagani, per una popolazione di circa 300.000 abitanti, ma dai monitoraggi eseguiti ai pronto soccorso, risulta che le quattro strutture ospedaliere sono insufficienti.  Prima della pandemia nel 2018 la Regione Campania, dagli investimenti sulla filiera agro alimentare, al rilancio delle aree industriali attraverso i fondi per le zone speciali, aveva programmato anche la rinascita dei presidi ospedalieri di Pagani e Scafati, con investimenti per la Sanità di 25 milioni di euro per l'Ospedale di Pagani, per la  realizzazione di un Polo oncologico di valore regionale, e per salvare l'Ospedale di Scafati, puntando ad una nuova organizzazione che prevedeva gli Ospedali Riuniti dell'Agro con l’assunzione di complessivamente 150 unità. In sanità la parola "territorio" definisce un insieme di servizi tra loro eterogenei, servizi di prevenzione e s...

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L’aumento della privatizzazione dei servizi pubblici locali è un rischio emerso prima del Decreto Concorrenza. Una circolare del Ministero della Transizione Ecologica (MITE) del 12 maggio 2021 ha acceso un campanello di allarme nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, che ha lanciato una mobilitazione con la campagna “la carovana dell’acqua”. Iniziativa che il 20 novembre vedrà una tappa nazionale nella città di Napoli, con corteo e assemblea pubblica, chiamando alla partecipazione i sindaci, le parrocchie, le scuole e tutte le realtà che sostengono l’impegno per l’acqua bene comune, a cui parteciperò con convinzione.

La scelta di resistere alla privatizzazione del servizio idrico, garantita anche dalle norme europee che permettono la gestione in house, non può essere utilizzata per sottrarre risorse al Sud. La Commissione Europea ha invece chiesto all’Italia di intervenire sul water service divide per la scarsità dell’acqua, della depurazione, degli investimenti al Sud e che costituisce l’obiettivo principale della Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Questi obiettivi, però, sono fortemente messi in discussione dalle prime mosse del MITE sui fondi da stanziare per i servizi idrici, che penalizzano fortemente il Mezzogiorno e determinano una malsana accelerazione verso le gestioni industriali delle multiutility escludendo fondi per tutti gli altri. Un ricatto che ci chiede o di rivolgerci agli operatori privati nel centro-nord o di restare per sempre in emergenza non è accettabile, i soldi del Pnrr devono arrivare anche alle aziende pubbliche che gestiscono l’acqua del Sud Italia. Nel Mezzogiorno d’Italia il comparto idrico è caratterizzato da un’ampia quota di gestione in economia, che in alcuni casi, come l’Az...

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Su tutti i media e i social corre da alcuni giorni la fotografia una decina disperati travestiti da deportati ebrei che sfilano per le strade di Novara per protestare contro l’obbligo del green pass attentando alla morale e all’ordine pubblico. Lo scandalo sollevato dalla triste processione ha assunto sui social media toni caustici. C’è chi chiede un arresto in flagranza di reato, chi augura la morte per Covid, chi ancora reclama punizioni severissime per chiunque esprima posizioni anche solo scettiche sull’efficacia dei vaccini.

Meno clamore continuano a sollevare le continue esternazioni delle virostar televisive. Un paio di giorni fa il professor Andrea Crisanti dichiarava ai media nazionali che il vaccino Johnson&Johnson “dopo due mesi, di fatto non protegge quasi più niente”. Sempre sui canali a cui accedono milioni di italiani non è mancata la reazione piccata del pr...

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Nel 2018 la Corte europea ha condannato il nostro Paese a pagare 25 milioni di euro perché, nonostante una precedente censura del 2012, oltre 70 agglomerati urbani, in violazione della normativa comunitaria, erano sprovvisti di fognature e impianti di depurazione adeguati, con l’aggiunta di altri 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Oggi, come prevedibile, arriva la seconda condanna. Con sentenza del 6 ottobre, la Corte (sesta sezione) ha dichiarato inadempiente il nostro paese in quanto 166 agglomerati sono sprovvisti di reti fognarie, 510 agglomerati scaricano in acqua senza un trattamento secondario e 602 agglomerati non si sono adeguati all’obbligo di garantire adeguata depurazione rispetto alle variazioni stagionali. Nel caso di Nocera Inferiore e Nocera Superiore la contestazione riguarda la mancata dotazione di reti fognarie per le acque reflue urbane.

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Nel 2020 sono calati del 17 per cento gli atti intimidatori, di minaccia e violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e dipendenti della Pubblica amministrazione: sono stati 465 contro i 559 del 2019, con una media di 9 intimidazioni a settimana, dunque una minaccia ogni 19 ore. Ma sono diversi gli aspetti che destano preoccupazione: in primis l’avanzata dei casi di minaccia al Nord. È quanto emerge dalla decima edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato da Avviso Pubblico, realizzato monitorando le notizie di stampa locali e nazionali e le interrogazioni parlamentari, nonché raccogliendo le segnalazioni dei vari coordinamenti territoriali. “Quando dieci anni fa Avviso Pubblico ha iniziato a monitorare il fenomeno delle minacce agli amministratori locali – spiega Roberto Montà, presidente dell’associazione – in mol...

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