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Ultimo aggiornamento il 08/08/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/390

Monsignor Di Donna

“Ormai verso la conclusione di questo primo periodo del tempo di pandemia, la speranza è che, una volta terminata, medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine e istituzioni continueranno ad aver cura di noi con la stessa passione, competenza e spirito di sacrificio dimostrati in questi giorni e per i quali li ringraziamo. Anche se, comprensibilmente, lo faranno in forme e orari più adeguati. Ma io chiedo loro di non mollare e di continuare ad aver cura del popolo, della gente!”. È l’appello lanciato da mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra, nella messa in cattedrale, in diretta streaming e senza concorso di popolo.

Il riferimento è chiaro: “Ah! Se si mettesse lo stesso impegno, da parte soprattutto delle istituzioni, nel combattere un’altra emergenza connessa con quella sanitaria che stiamo vivendo: l’emergenza dell’inquinamento ambientale, che in questo tempo sembra sia passata in secondo piano. Eppure, non si è cessato di morire per inquinamento ambientale in questo tempo di pandemia! L’ultima vittima – la ricordo, come faccio di solito in questo triste elenco dei giovani che muoiono nelle nostre terre – è Stefano, giovane brillante di ventiquattro anni, laureato e sportivo. È morto la settimana scorsa: la sua morte non ha fatto notizia, come le altre morti di ragazzi e giovani negli anni e nei mesi passati. I medici erano impegnati nella cura del Covid-19. È stato un po’ abbandonato, la sua famiglia ha penato molto”.

Di qui l’appello: “Gli ospedali, che man mano che chiudono, grazie a Dio, i reparti Covid, ritornino al più presto alla loro normalità. Forse comprendiamo che a causa di questa emergenza sono state sospese visite, terapie, anche di malati gravi. Questo deve finire. Una volta che andiamo verso la fine dell’emergenza e della pan...

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Valerio Taglione

Questo pezzo di Enrico Fierro è apparso oggi sul Fatto.

 

La vita di Valerio Taglione cambiò all’improvviso una mattina alle 7,30. E da allora fu una vita straordinaria. Quel giorno, il 19 marzo 1994, un tizio entra nella chiesa di San Nicola a Casal di Principe, chiede del prete. “Chi è don Peppe?”, i pochi parrocchiani presenti indicano la sagrestia. Il prete è lì. Il tizio entra e spara. Cinque colpi. Mortali. Uccide Don Peppe Diana, il prete ostinato, un angelo per la sua gente, il diavolo in persona per i boss che in quegli anni dominavano incontrastati a Casale e nell’Agro aversano. “In nome del mio popolo non tacerò”, diceva don Peppe. Ed accendeva cervello e anima dei giovani.

Di Valerio, cattolico e scout, che credeva nel riscatto della sua terra e che in don Peppe vedeva uno straordinario punto di riferimento. Quante riunioni, quanto incontri, anche c...

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Emanuele Macaluso

Gianni Iuliano ha postato sul suo profilo fb un intervento di Emanuele Macaluso. Quest'ultimo, in pratica, sostiene che bisogna andare a votare con una nuova elettorale e ribadisce il primato della politica. Su questi temi pubblichiamo un intervento di Lorenzo Guarnaccia.

 

Non è facile, e non vi è necessità di farlo, contestare le considerazioni semplici, molto semplici, per un uomo di sinistra, di Emanuele Macaluso. Resta l'eterna domanda di noi vecchi Pci: ma il Pd, questo partito che ha queste posizioni e queste preoccupazioni, che c'entra con la sinistra? Se, come dice chiaramente nel suo articolo, non funziona la vita democratica della nazione, possiamo pensare che si approvi una legge elettorale che ridia ruolo e funzioni a partiti che non esistono e a un elettorato sbandato e impaurito?

La possibilità di riaggregare a sinistra un polo progressista che raccolga le vecchie formazioni è, secondo me, praticamente nulla e, in ogni caso, lascerebbe fuori tutto il mondo che sta nascendo sulle nuove sensibilità ambientali, sulle trasformazioni portate dalle nuove tecnologie e dalle possibilità della digitalizzazione, dalla robotica. Questo resta il punto carente: non abbiamo un'adeguata percezione di quello che serve in questo momento, di quali proposte avanzare e cosa fare per coinvolgere i cittadini in questo doloroso e pericoloso ciclo di trasformazioni. Gianni, ha ragione Rino Formica. C'è bisogno di un pensiero nuovo per rilanciare i nostri eterni valori: solidarietà, uguaglianza, diritti, libertà, pace e lavoro. Nell'immediato mi preoccupa questa acquiescenza verso il decisionismo dell'uomo solo al comando che coinvolge destra e sinistra, purtroppo. Starei molto attento alla legge elettorale. Pastrocchi che hanno esautorato gli elettori ...

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Giulio Tarro

Questa intervista di Gianmaria Roberti a Giulio Tarro è apparsa sul Quotidiano del Sud.

 

 

Il famoso virologo non si mostra sorpreso, per il rapporto sull'impatto del Covid-19 nella mortalità in Italia. «Già a marzo - dice Giulio Tarro - ero andato a dare un'occhiata ai dati Istat, e non c'erano queste grandi differenze rispetto all'anno scorso. E soprattutto riguardavano anche le morti per tumori, malattie infettive e patologie cardiocircolatorie».

Cosa ne pensa di quest'ultimo studio?

C'è il pessimo comportamento degli organi ufficiali di voler dare sempre un sacco di vittime, come se fossero tutte da coronavirus. Tanto è vero che è stato dirimente, e credo sia stato fatto i primi 3 mesi, quando l'Istituto superiore di sanità ha trovato soltanto 19 vittime correlate al coronavirus, su 909 cartelle. Sappiamo da altre situazioni che c'è gente m...

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L’emergenza COVID-19 ha messo in luce in maniera chiara due aspetti della situazione del fiume Sarno: il fatto che le attività produttive siano responsabili in maniera preponderante della cattiva qualità delle acque e che i controlli, purtroppo, non riescono ad essere diffusi ed efficaci.  “Se fai sempre le stesse cose otterrai sempre gli stessi risultati” , questa citazione – attribuita ad Einstein – ben rappresenta la situazione del Sarno, per il quale si continua a operare sempre allo stesso modo. Occorre, invece, cambiare e migliorare il sistema dei controlli. Un po’ di cronologia per inquadrare la situazione attuale. 

La legge regionale n. 4 del 2011, della amministrazione Caldoro, ha stabilito che le autorizzazioni allo scarico in acque superficiali, quindi anche per il Sarno e i suoi canali, siano di competenza dei singoli comuni (prima erano delle province). Conseguent...

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Questo pezzo di Enrico Fierro è apparso sul Fatto.

 

Il dopo Covid è già iniziato. La fuoriuscita dall’epidemia è lenta, ancora troppo alto il numero dei morti e degli infettati, eppure lo scontro politico è feroce. Si occupa la Camera, le regioni a guida centrodestra e Lega contestano le decisioni del governo con pericolose iniziative fai da te sulle aperture. Schiere di commentatori e intellettuali da show televisivo invocano libertà e rispetto della Costituzione come se al governo del Paese ci fosse un temibile caudillo. Si fanno i conti sulle risorse necessarie per la ripresa e ci si accorge che sono scarse, il tema è a chi andranno i (pochi) soldi, a quali territori. La confusione sotto il cielo è ancora tanta, ma un dato è chiaro: la crisi ha già scatenato due fenomeni pericolosissimi per la tenuta del Paese. Un doppio darwinismo. Sociale e territoriale. In nessu...

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