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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/681

Mancato completamento dell’area industriale: l’Agenzia per lo sviluppo condannata a pagare i danni economici a Tekla. L’azienda, leader nel settore degli infissi, ha chiesto ingenti risarcimenti al soggetto attuatore degli interventi nell'area pip  scaturiti dalla flessione dell’attività imprenditoriale e da ulteriori spese sostenute per la realizzazione dell’opificio industriale. L’ex Agroinvest che, ad oggi, non ha ancora ottemperato alla sentenza del Tar di Salerno, ora dovrà risarcire i danni quantificati da un Commissario nominato dalla Prefettura di Salerno. 

 SarnoLa cosa venduta - ossia il lotto industriale ceduto all’azienda Tekla nel 2011- era viziato a causa della mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione primarie e dei deficit attuativi delle reti idrico-fognaria, elettrica e di illuminazione a servizio dell’area Pip di via Ingegno a Sarno. 

A stabilirlo è stato il Tribunale amministrativo di Salerno in sede di un' opposizione ad un decreto ingiuntivo emesso su richiesta di Agenzia per lo Sviluppo, l’ex Agroinvest. 

La sentenza è datata  8 novembre 2021. Da allora l’Agenzia, guidata dall’amministratore unico Raffaele Franco, con sede in via Libroia a Nocera Inferiore, non ha ancora dato seguito ai dettami del Tribunale né ha impugnato la decisione nel termine dei 90 giorni. Pertanto il legale incaricato della Tekla, l’avvocato Ciro Cirillo, ha proposto un ricorso per l’ottemperanza della pronuncia al medesimo organo giudicante che, nella giornata di ieri, ha ordinato all’Agenzia di dare immediata esecuzione alla sentenza. In caso contrario sarà nominato un commissario ad acta dal Prefetto di Salerno ai fini della quantificazione dei danni da risarcire e della rispettiva liquidazione. Nel caso di specie, quanto al risarcim...

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“Se 70 euro alla settimana li volessero dare ai tuoi figli, tu cosa diresti? No, è ovvio. E allora perché fai bordello? Non ti lamentare se i ragazzi oggi non vogliono lavorare, che non trovate personale”. A parlare così è una ragazza napoletana in un video da migliaia di visualizzazioni su Tiktok. La giovane racconta una vicenda in cui è rimasta coinvolta lo scorso 15 giugno, mentre era alla ricerca di lavoro: “Su Instagram una ditta di abbigliamento ha scritto “cercasi persone per lavorare…”. Io la contatto e mi viene chiesto di dove sei, come ti chiami, se ho esperienza. Fino a quando non arriviamo al discorso degli orari e dei soldi. Mi viene risposto che l’orario è dalle 9 alle 13:30. Il negozio riapre alla 16 ma in negozio bisogna arrivare alle 15-15:30 per pulire. Poi fino alle 20:30-21. Il sabato stesso orario ma continuato”.

“Ho chiesto la paga, – continua – anche se ...

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Ci risiamo. Ecco il rito più inutile, insulso e vecchio che meglio d’altri mostra come l’Italia e la sua scuola non vogliono cambiare: l’esame di maturità o di Stato per dirla come piace a Luigi Berlinguer.

Dopo cinque anni di impegno, di studio, di interrogazioni, di momenti in cui i professori hanno potuto vedere davvero quanto vale un ragazzo di là dell’apprendimento delle nozioni, una prova scritta, il classico “tema” per dirla all’antica, misurerà la capacità di 500mila giovani di scrivere, di fare delle riflessioni. Poi sarà una prova sulla materia d’indirizzo a dire quanto hanno imparato e infine un colloquio orale dove il candidato deve parlare di tutto e di più, compresa l’educazione civica e i percorsi di scuola alternanza lavoro.

Da 99 anni è la stessa storia, più o meno. Nata con Giovanni Gentile nel 1923 con l’intento di selezionare la classe dirigente, il primo anno bocciò il 75 per cento dei candidati. Oggi (dato 2021) il 99,8% degli esaminati è promosso. Quest’anno i non ammessi all’esame (dato del ministero) sono il 3,8%. Dimostrazione che non si tratta di un esame, di un metodo che serve a setacciare i migliori, ma di una prova che ha solo un valore “rituale”. D’altro canto non c’è università che tenga conto della maturità: tutte fanno i test d’ingresso per fare una vera selezione.

E allora fermiamoci sul valore rituale. Non essendo un antropologo mi faccio aiutare dalle parole di Marco Aime. Primo punto: “Uno dei passaggi più importanti della vita degli esseri umani è il passaggio all’età adulta, che comporta l’assunzione di un ruolo sociale segnato dalla piena responsabilità. Proprio per questo ogni società, anche se con modalità e intensità diverse, tende a ritualizzare tale passaggio attraverso cerimonie collettive, le qu...

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Tre vittime in sole 24 ore. Ennesima giornata nera per gli incidenti sul lavoro in Italia. La prima è Donato Marti, operaio di 72 anni originario di Avetrana (Taranto), morto questa mattina a Lecce, dove era impegnato in alcuni lavori di ristrutturazione di un immobile in via Parini. Secondo una prima ricostruzione, mentre installava un montacarichi insieme ad altri due operai, l’uomo è caduto da un’impalcatura, a un’altezza di cinque metri. Il 118 lo ha trasportato all’ospedale Vito Fazzi, ma è deceduto poco dopo il suo arrivo per le ferite riportate. Gli agenti delle volanti e gli ispettori del Servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spesal) sono sul posto per effettuare i rilievi. La Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta.

La seconda vittima è un operaio di 52 anni, che ha perso la vita dopo esser stato colpito da una matassa di ferro caduta dall’alto me...

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Mai come oggi abbiamo la consapevolezza che la sorte del nostro ospedale e dell’assistenza sanitaria del territorio siano fortemente a rischio e temiamo che il presidio ospedaliero venga ulteriormente depotenziato. Il blocco del turnover, il rinvio dei concorsi, le farraginose procedure di reclutamento sono il vero nodo cruciale da affrontare. Servono assunzioni vere, non somministrazioni di lavoro o incarichi a tre e sei mesi. Bisogna rinnovare urgentemente il contingente in servizio.

A Sarno, in questo momento, a mala pena si fa fronte alle urgenze.

Di certo c’è solo che è in atto già da tempo una preoccupante fuga di medici e di altri operatori sanitari dal nostro ospedale e che, con l’organico ormai drasticamente ridotto in alcuni reparti, non si riuscirà a garantire neppure i servizi essenziali. Il reparto di Ortopedia, ad esempio, che per anni ha rappresentato il...

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Patrizia Gentilini

Credo che l’intero mondo della sanità italiana mai abbia attraversato una crisi così profonda quale l’attuale.Non mi riferisco solo alla cronica carenza di personale e risorse, aggravata dall’attuale Governo che ha preferito aumentare le spese militari rispetto agli investimenti in sanità, ma parlo di qualcosa di molto più profondo e, a mio avviso, molto più pericoloso: una vera “lacerazione strutturale” che si è creata all’interno del mondo medico e il cui apice si è visto nelle clamorose contestazioni di recenti Assemblee ordinistiche. Si tratta di proteste che, a mio avviso, non possono essere liquidate con superficialità, in quanto espressione di un profondo malessere della categoria e di laceranti divergenze sul piano etico e deontologico, riassumibili in una domanda: chi è oggi il medico e quale è il suo compito?

Per chi come me ha vissuto in prima persona la straordinar...

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