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Ultimo aggiornamento il 25/02/2024

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/816

Con l’aumento dell’inflazione e la stagnazione dei salari, i discount sono ormai diventati un punto di riferimento per moltissimi consumatori costretti ogni mese a far quadrare i bilanci familiari al centesimo. Ma dietro alle offerte di questi supermercati a buon mercato che spesso vendono a prezzi concorrenziali e talvolta sottocosto spesso si nasconde anche la compressione dei costi che impatta – è la denuncia dei lavoratori – soprattutto su stipendi e condizioni di lavoro di chi opera nei punti vendita. E insomma, specialmente nell’ultimo anno, in queste realtà i fatturati sono esplosi, ma a questo non è corrisposto affatto un miglioramento delle condizioni per i dipendenti. Anzi.

Le segnalazioni arrivano da diverse realtà di questo settore (anche se non tutte le aziende si comportano alla stessa maniera): turni massacranti, spesso comunicati con preavvisi di pochi giorni, assunzioni e turnazioni di personale ridotte all’osso, punti vendita che vanno avanti con il minore impiego possibile di dipendenti, grandissimo ricorso a contratti stage o contratti part-time a tempo determinato con clausole di flessibilità che costringono i precari a firmare assunzioni a 24/30 ore a settimana per poi accettare richieste di straordinario continue che fanno lievitare oltremodo il monte orario e di fatto impediscono al lavoratore di poter avere un equilibrio tra vita privata e lavoro. Queste le caratteristiche principali più volte denunciate nel corso degli anni dai lavoratori del comparto e dalle rappresentanze sindacali attive nel settore.

In Eurospin, forse uno dei discount italiani più noti, i sindacati hanno promosso un grande sciopero nell’agosto del 2022, mettendo in rilievo le pessime condizioni di lavoro a cui sono sottoposti molti dipendenti della grande...

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Come purtroppo da me ampiamente previsto, la Procura Generale della Cassazione (dr Luigi Giordano) propone la restituzione di ben 220 milioni di euro ai Pellini, riconosciuti autori della strage per disastro ambientale da sversamento da rifiuti tossici all’interno del Comune di Acerra, sede tra l’altro a partire dal 2009 anche del più grande inceneritore di Italia (che vogliono ulteriormente ingrandire) per ineludibili vizi procedurali.

Come sia stato possibile che uno Stato di diritto e che si professa democratico abbia potuto permettere nei decenni trascorsi che una piccola ditta di un piccolo comune di non oltre 60mila abitanti abbia indisturbatamente accumulato un profitto così eccezionale con il turpe commercio di rifiuti tossici nel proprio territorio ha sinceramente dell’incredibile e fa letteralmente sparire, per le conseguenze numeriche di questa autentica “strage deg...

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Ci avrei scommesso: puntualmente anche Bonaccini si associa a quanti invocano un terzo mandato. D’istinto, verrebbe da reagire così: possibile non ne abbiano mai abbastanza? Ma sarebbe una reazione riduttiva dal sapore moralistico. Trattasi infatti di questione di rilevanza politica e istituzionale.

Si pensi a una distorsione che non è solo lessicale: è invalsa l’abitudine di chiamare “governatori” i presidenti di regione. Un nome privo di valenza costituzionale. Una deriva tutt’altro che priva di conseguenze pratiche. Lo abbiamo misurato e pagato al tempo della pandemia. Lo si riscontra nella boria dei Formigoni e dei De Luca e in quella solo meno ostentata degli Zaia. Ripeto: non è problema di forma ma di sostanza. Il limite ai mandati era strettamente connesso con la introduzione della elezione diretta dei presidenti di regione. E ancora oggi chi, giustamente, critica il “premierato assoluto” proposto dal governo osserva che, come minimo, si dovrebbe porre un limite ai mandati. La ratio è quella inscritta nel cuore stesso del costituzionalismo democratico ovvero scongiurare la concentrazione del potere. Favorire l’avvicendamento, la circolarità nell’esercizio del potere. L’opposto delle nuove satrapie, con ciò che esse si portano dietro: familismo, clientelismo, conflitti di interessi.

È singolare e tantopiù riprovevole che mostrino di non intenderlo coloro che, dall’opposizione, contestano alle destre al governo una pratica di occupazione del potere e di allergia ai controlli che si spinge sino al disegno di uno stravolgimento degli equilibri costituzionali. È grave, ma – va detto – non è sorprendente. Semmai avvalora l’impressione che, tra i mali endemici che affliggono in particolare il Pd, vi sia quello di un ceto politico obeso troppo occupato...

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Aumentano le diagnosi di tumore dopo la pandemia in Italia. In tre anni, l’incremento è stato infatti di 18.400 diagnosi: erano 376.600 nel 2020 e nel 2023 sono stimate 395.000 nuove diagnosi (208.000 negli uomini e 187.000 nelle donne). Al contempo è calata in modo preoccupante l’adesione agli screening di prevenzione, ma i passi avanti della ricerca hanno consentito di salvare 268mila vite in 13 anni. I dati sono stati elaborati dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori), Fondazione AIOM, Osservatorio Nazionale Screening (ONS), PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), PASSI d’Argento e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPeC-IAP) e raccolti nel volume “I numeri del cancro in Italia 2023″ presentato oggi a Roma presso il Museo dell’Istituto Superiore di Sanità...

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Balzo del costo delle polizze rc auto. Lo segnala l’Ivass, l’Istituto che vigila sull’industria assicurativa, dalla cui indagine emerge che per i contratti sottoscritti nel mese di ottobre 2023, il prezzo medio dell’assicurazione auto è stato di 388 euro, in aumento del 7,9% su base annua in termini nominali (ossia incluso l’effetto inflazione, ndr). In termini reali (al netto dell’inflazione), precisa l’Istituto di vigilanza, l’incremento è del 6,2%. Il differenziale di premio tra Napoli e Aosta è di 239 euro, stabile su base annua. Nel capoluogo campano per assicurare una vettura si pagano in media 556 euro mentre ad Aosta ci si ferma a 317 euro. Nei grandi centri si segnalano i 435 euro in media di Roma, i 376 euro di Milano, i 417 euro di Torino, i 442 di Genova. Al Sud risulta mediamente contenuto il costo delle polizze a Palermo (37o euro). A Bari si sale a 390 euro. I rincari p...

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“L’Italia cresce più delle altre grandi economie europee”: così diceva Giorgia Meloni il 31 luglio scorso. Ancora ieri la presidente del Consiglio si è detta “fiera” del lavoro del governo sul fronte economico e sociale. Ma le cifre reali parlano invece di numerosi dati negativi – talvolta causati dalle politiche di Meloni & C., talaltra indipendenti da loro – e di promesse disattese. Ecco la fotografia dello stato reale del Paese.

Inflazione “Effetto ottico” sulla frenata del carovita

A novembre, secondo le stime preliminari Istat, il carovita è sceso allo 0,8%, minimo da marzo 2021: merito “di altre azioni concomitanti come quelle che il governo ha realizzato con il carrello tricolore”, spiegava Adolfo Urso, ministro delle Imprese. Ma il calo annuo è solo un effetto statistico dovuto al fatto che a novembre 2022 era al record dell’11,8%, top da marzo 1984. E il r...

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