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Ultimo aggiornamento il 08/08/2020

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/390

Angelo Vassallo

Sette anni di indagini e un assassino ancora libero. Un sindaco ammazzato con nove colpi di pistola e nessun colpevole. L’omicidio dell’ex sindaco di Pollica Angelo Vassallo potrebbe restare per sempre un caso irrisolto. Lo sanno bene i familiari di Angelo e anche gli inquirenti che hanno indagato in questi anni. Sono state seguite numerose piste: dalla droga alla criminalità organizzata, da quella passionale a quella di un litigio finito male, ma non è stato scoperto nulla di importante, nonostante le verifiche, il prelievo a tappeto del Dna e le intercettazioni che hanno interessato buona parte del paese. L'arma utilizzata per il delitto, una calibro 9 baby Tanfoglio, è stata cercata dappertutto, anche in fondo al mare, ma non è mai stata ritrovata. Resta solo la rabbia di chi credeva nella buona riuscita delle indagini, di chi ha creduto che potesse arrivare la svolta. Ed invece nulla. Solo qualche arresto per droga effettuato in questi anni nel Comune di Pollica, pusher intercettati casualmente durante le indagini sull’omicidio e sbattuti in prima pagina come fossero gli assassini di Angelo. Solo fumo negli occhi per tranquillizzare chi chiedeva di intensificare le indagini e guardare in qualche altra direzione.

 

Sabato scorso oltre cinquecento persone hanno partecipato alla “Marcia per Angelo” organizzata dal fratello per dire no all’archiviazione dell’inchiesta sull’omicidio dell’ex sindaco di Pollica. In testa al corteo il fratello Dario, presidente della fondazione “Angelo Vassallo”, il figlio Antonio e la moglie Angelina. E poi l’ex governatore Antonio Bassolino, l’ex vice presidente della Regione Antonio Valiante con il figlio Simone, il deputato Angelo Tofalo, l’assessore comunale di Napoli Alessandra Clemente, consiglieri regionali e tan...

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Giulio Andreotti

E’ il 27 marzo 1993 quando la notizia deflagra in tutto il mondo: il senatore Giulio Andreotti, il Divo Giulio, l’uomo simbolo della Dc e della prima repubblica, sette volte presidente del Consiglio, è sotto inchiesta per rapporti con la mafia. La Procura di Palermo guidata dal magistrato Giancarlo Caselli accusa il politico più potente d’Italia, pochi mesi dopo le bombe di Capaci e Via D’Amelio. Leonardo Messina e Gaspare Mutolo, due collaboratori, indicano Andreotti quale tramite con Salvo Lima, eurodeputato ucciso in un agguato nel 1992, «per gli interessi di Cosa nostra a Roma».  Con loro, a rendere dichiarazioni convergenti, c’è il pentito Tommaso Buscetta, che dopo le stragi apre il capitolo dei rapporti mafia-politica. La procura contesta ad Andreotti il reato di concorso in associazione a delinquere dal 1978 al 1982 e concorso in associazione mafiosa dal 1982...

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Monica Paolino (Foto di Luigi Pepe)

Cara signora Monica Paolino le scriviamo in un momento molto difficile della sua vita, ne siamo  consapevoli. Suo marito, Pasquale Aliberti, ex sindaco di Scafati, è in carcere. Lei lo deve sostenere, ma essendo coinvolta nella stessa inchiesta può vederlo solo con numerose restrizioni.

Saprà certamente che Saleincorpo ha sempre ritenuto l'arresto di suo marito inutile sostenendo che avrebbe dovuto e potuto affrontare il processo da uomo libero. Lei, però, a nostro avviso, ha commesso un errore. Quando venne indagata si dimise, giustamente, dalla presidenza della commissione regionale anticamorra.

Ci permetta di dirle, sommessamente, che non era sufficiente. Non è sufficiente. Avrebbe dovuto lasciare l'incarico di consigliera regionale che attualmente ricopre. Sarebbe stato, in primo luogo, un gesto di grande sensibilità istituzionale. Inoltre, e veniamo al secondo punto, poteva evitare quel presunto intreccio di interessi sul suo ruolo e quello di suo marito. Su questa cosa, come sa, i giudici hanno molto insistito.

Nel rispetto massimo del dolore che prova in questo momento crediamo che sia ancora in tempo per fare un passo indietro. Non lo impone la convenienza, ma l'etica politica.

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Gigione al Modernissimo per il suo film

Gigione nasce a otto anni. All’anagrafe ha un altro nome, ma con questo diventa uno degli artisti più popolari del mezzogiorno. La sua musica appartiene al pubblico, nel suo caso con una forza particolare, legata alla semplicità e alla potenza del dialetto, oltre il neomelodico e il trash, in grado di raccontare un mondo costituito da terra e memoria. Avete letto bene. I suoi pezzi restano in testa, si cantano senza sforzo e raccolgono la voce della gente, ma richiamano il mondo rurale, le feste contadine, e per questo sanno di folk. I suoi concerti mescolano sponsali, pranzi di piazza e celebrazioni della domenica. Sacro e profano rappresentano l’immaginario del cantante, artista paesano titolare di un repertorio di oltre duecento pezzi, con inni ai santi e alle madonne, celebrazioni del sesso e riscritture di celebri hit internazionali. I numeri parlano di oltre un...

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Antonio Cesarano

Antonio Cesarano, ex vicesindaco di Nocera, è finito in carcere. Secondo l'accusa sarebbe stato il collegamento tra il boss Antonio Pignataro e i candidati al Consiglio comunale, Carlo Bianco e Ciro Eboli, nella vicenda legata alla mensa da costruire al Vescovado.

Inizialmente Cesarano era solo indagato. Poi, sempre stando alle accuse, una conferma definitiva del suo coinvolgimento sarebbe arrivata da Bianco. L'inchiesta del pm della Dda Senatore convince a metà. Nella parte in cui viene ricostruito il tentativo di Pignataro, inspiegabilmente libero, di ricostruire un clan l'accusa è difficilmente attaccabile. Sui coinvolgimenti politici, invece, l'indagine lascia perplessi.

Gli aspiranti consiglieri che avrebbero dovuto beneficiare dell'appoggio camorristico non sono stati eletti. Nicola Maisto, finito sotto accusa per la presunta compravendita di voti, è indagato e, ...

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Nei giorni delle feste natalizie il consumo di cocaina esplode. Tra natale e capodanno la gente fa scorta di roba per santificare le notti. E’ come la neve che si accumula tra la fine dell’anno e il nuovo inizio, di risalite e picchiate. La botta è questo. Caratterizza le feste con un eccesso che fa parlare e poi tacere, infine diventa aggressività, rabbia e sfogo incontrollato.

Il cocainomane ha un ego enorme e solitamente appare ben integrato. DI età compresa tra i venti e i quaranta, somiglia ad un pallone gonfio e fragile che ad un punto scoppia e non si ripara più. All’inizio chi tira è pronto per ogni cosa, perfetto per questi tempi di luci senza senso. Per il trattamento delle dipendenze, a Salerno e provincia nell’ultimo quinquennio la coca è passata da un caso su dieci a cinque, sopravanzando gli alcolici...

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