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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/656

Storicamente ogni guerra comporta un esodo e le categorie più penalizzate sono donne e bambini. La conoscenza di tali "fughe" negli scorsi secoli spesso è sommaria, ma nell’era dei social pare di essere coinvolti anche a chilometri di distanza. Sfollati e profughi fanno le valigie e noi guardiamo, condividiamo , ci permettiamo di  commentare, accusiamo. Poi c’è chi decide di accogliere , anche se non tutti procedono secondo le più corrette modalità etiche. 

L’Unhcr stima che, al momento, siano oltre 4,5 milioni i rifugiati ucraini fuggiti dal paese di cui circa 100.000 sono arrivati in Italia. Nel 1951 i 144 stati contraenti la convenzione di Ginevra definiscono lo status di rifugiato ponendo come principio fondamentale quello del non-refoulement : nessun rifugiato può essere respinto verso un Paese in cui la propria vita o libertà potrebbero essere seriamente minacciate. Lo Stato che li accoglie, dunque, possiede obblighi legali affinché questi possano condurre e proseguire normalmente la loro vita. 

Più della metà degli attuali rifugiati sono donne e bambini e non tutti tra loro hanno davanti un futuro roseo. C’è chi sostiene che stiano scappando verso un futuro migliore rispetto all’oscuro presente , lontano da pericoli di guerra, ma i più attenti conoscitori della realtà sapranno che per molti di loro l’accoglienza alle frontiere con la Polonia presenta il pericolo dei trafficanti che esercitano il loro potere su soggetti disperati e impauriti , i quali una volta consegnato bonariamente il passaporto a un finto volontario  spariscono nel nulla e di loro ci restano foto, numeri di cellulare e messaggi mai letti di parenti che li aspettavano. Per ritrovare le donne vittime di tali violenze, ma anche bambini , sarebbe provvidenziale cercare nel busin...

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Marilena Natale

La giornalista anticamorra Marilena Natale, da anni sotto scorta, si è vista rifiutare la richiesta di affitto di una casa per le vacanze a Formia, in provincia di Latina: “La scorta potrebbe destabilizzare i vicini” è stata la motivazione addotta.

A dirlo è la stessa giornalista con un post su Facebook: “Sentirsi mortificati per aver fatto il proprio dovere: questo mi è accaduto oggi” scrive Marilena Natale, minacciata dal clan dei Casalesi e per questo sotto tutela dal 2017. E commenta amareggiata: “Morale della favola a Formia sono ben accetti i Bardellino, Giuliano, gli Esposito, i Bidognetti, i Mallardo ma non Marilena Natale: tirate voi le somme!”.

Hanno espresso solidarietà alla giornalista la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), il sindacato dei giornalisti, Articolo 21, decine di colleghi, cittadini di Formia. Sulla vicenda è intervenuto Nicola ...

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Duecento euro al mese nei call center. Supermercati che offrono “stage” con nessuna prospettiva di trasformarsi in assunzioni. Poco più di 500 per fare il “consulente finanziario” offrendo prestiti via telefono. Contratti che cambiano di anno in anno – e magari diventano part-time – con l’unico obiettivo di alleggerire gli stipendi. Turni da 10 ore al volante dei bus privati, anche se la paga è solo per 6 ore e mezza. Rimborsi che arrivano solo se il capo è “di buon umore”. E chi fa il vigilante in azienda è fortunato se prende 5,2 euro all’ora per 8 ore al giorno, che vuol dire meno di 1000 euro in busta paga: c’è chi ha un contratto peggiore, quello di portineria, che di euro ne prevede poco più di 2. Ecco alcune storie.

 

Sono autista di autobus per aziende private. L’impegno è di 50/60 ore alla settimana, pagate ovviamente 39. Le ore di fermo in divisa nei piazzali non vengono retribuite, in base al contratto nazionale firmato dai sindacati: quindi capita di fare un turno dalle 6 del mattino alle 16/18 del pomeriggio ed essere pagati per 6 ore e mezza. Questo sei giorni su sette compresi i festivi. Ma spesso si lavora sette giorni consecutivi. Così diventa un incubo. Io ho 40 anni, un giovane difficilmente intraprende questo mestiere.

Andrea D., Torino

Non si trova personale? La gente è stanca di essere sfruttata. Io ho 46 anni e ho fatto il cuoco per 26. Negli ultimi 15 non solo gli stipendi si sono abbassati drasticamente, ma il personale è stato ridotto: se prima in cucina si era in tre adesso sei solo e fai 15-16 ore per 6 giorni, a volte anche sette a settimana. Con contratto part time da 4,5 ore al giorno. Negli ultimi 6 anni ho dovuto fare cinque cause di lavoro e non ho preso un centesimo. Sfrattato, ho dormito in macchina....

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Nel riquadro Adalgisa Gamba

Il gesto di Adalgisa Gamba, una mamma di Torre del Greco che ha ucciso il figlio Francesco di due anni, mi ha lasciata in uno stato di confusione e con molte domande senza risposta immediata. Con la consapevolezza di dover scrivere proprio sulla risposta al male mi sono chiesta che tipo di giustizia bisognerebbe applicare in questo caso, se si può parlare davvero di male o se come scrive Giancarlo Tamanza , docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore  a proposito della “psicodinamica della colpa, della punizione e della riparazione”, si è trattato di “ un effetto di un cedimento del Sé… pensare che il reato è soggettivamente determinato da aspetti che non sono del tutto confinabili nell’intenzionalità razionale e neppure, primariamente, da un deficit di consapevolezza circa la necessità e l’utilità di rispettare la norma, bensì da assetti psichici profondi e in parte inconsapevo...

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Vincenzo De Luca

A Napoli sono scoppiate due “bombe” che devono far riflettere il Pd e la politica tutta. La prima è scoppiata il 9 marzo, quando decine di uomini e donne impegnati socialmente hanno pubblicato una lettera aperta rivolta al segretario del Pd, Enrico Letta, con la quale senza mezzi termini si accusa il presidente Vincenzo De Luca di adottare metodi clientelari e con altrettanta chiarezza si invita il segretario a intervenire. La seconda è scoppiata nella notte tra lunedì e martedì quando la sede della FILcams, in piazza Garibaldi, è stata devastata da un raid di sconcertante violenza: quelle stanze avevano appena finito di ospitare lo staff di Libera, promotrice della XXVII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Di questo raid ha detto Federico Cafiero de Raho, intervistato da Il Mattino: “Dietro il raid compiuto l’altra n...

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Giovanni D'Antonio

 ‘Dare moneta, vedere cammello’ funzionavano così alcune procedure fallimentari, pendenti presso il tribunale di Nocera Inferiore. La ‘moneta’ solitamente era di oltre 100mila euro e serviva ad oleare il meccanismo della procedura e l’assegnazione delle aziende fallite. A chiederle curatori fallimentari e avvocati. Il ‘cammello’ erano le aziende fallite o i loro beni, oppure procedure ammorbidite per evitare guai penali. Un meccanismo collaudato – questo sostiene l’accusa – un piccolo centro di potere e soprusi concentrato nelle mani – in particolare – di due commercialisti nocerini tra l’altro cognati, Giovanni D’Antonio e Giovanni Faggiano, nella veste di curatori fallimentari.

Entrambi destinatari, insieme all’avvocato civilista e mediatore Fabio Sorrento, di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip Simone De Martino, su richiesta del pm A...

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