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Ultimo aggiornamento il 13/12/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/257

Anna Rosa Sessa

Le cronache politiche locali raccontano, più o meno, questa storia. Dopo le dimissioni del sindaco di Pagani, Alberico Gambino, le redini sono passate nelle mani della fedelissima Anna Rosa Sessa. E, stando sempre alle indiscrezioni, se si tornasse al voto, come sembra ormai quasi certo, sarebbe Anna Rosa la candidata del centrodestra. Si vedrà.

A noi sembra che si stia commettendo un errore di valutazione politico, e di conseguenza mediatico, su questa donna. La sua fedeltà a Gambino è a prova di bomba. Non lo ha abbandonato nemmeno nei giorni peggiori, quelli della galera con l'accusa di essere colluso con la camorra. Accusa poi caduta definitivamente in Cassazione. Ma fedeltà non significa stupidità, mancanza di pensiero autonomo. Ci spieghiamo.

Anna Rosa Sessa è una donna intelligente. Usa i social con grande abilità e promuove con sagacia la sua immagine. Sbaglia chi pensa di trovarsi di fronte al tappetino consenziente sempre e comunque. Certo, non è la famosa "fedeltà" a essere in discussione, ma i politici, come noi comuni mortali, crescono e cambiano. Chiariamo: "Saleincorpo" condivide poco di quello che la Sessa fa e dice. Questo, però, è irrilevante.

La cosa che conta sul serio è la sua capacità di emancipazione dal padrino politico senza rinnegarlo o, peggio, tradirlo. Se riuscirà a essere autonoma nelle decisioni pur nel rispetto delle origini allora la smetteremo di chiamarla la "fedelissima di Gambino". Sarà solo una donna in politica che prende decisioni. E che queste siano condivisibili o meno è tutta un'altra storia.

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Sul tema delle diseguaglianze sociali che stanno accedendo rivolte in tutto il mondo pubblichiamo una lucida analisi di Massimo Fini apparsa sul "Fatto". A seguire il testo.

"Mentre in Medio Oriente grandi e medie potenze giocano a fare la guerra con grande giubilo dei loro governanti che hanno così il pretesto di armarsi o riarmarsi e con altrettale giubilo di quelle che, restate fuori dal conflitto, possono rimpinzare le prime di armi, arricchendosi, senza spendere una goccia di sangue (Stati Uniti, Francia, Germania, Cina, il cui export in questo campo si è diretto principalmente in Medio Oriente), in altre aree del mondo, molto diverse fra di loro, rinasce la contestazione giovanile: in Cile, in Ecuador, in Libano, in Iraq, in Francia".

"Tutte sono nate da ragioni economiche apparentemente di poco conto: in Francia dall’aumento delle tasse sul carburante, in Cile d...

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Nicola Maisto (Foto di Rta)

Al sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, del Pd, che ha pure festeggiato per avere scampato la sospensione dalla carica in base alla legge Severino per un cavillo giuridico dopo una condanna a due anni per tentata concussione, vorremmo raccontare una storia. Il protagonista è Nicola Maisto, un giovane avvocato nocerino. Maisto, alle ultime elezioni, si candida in una lista civica a sostegno del sindaco Manlio Torquato e viene eletto consigliere comunale.

Poi scoppia il doppio caso dei rapporti tra politica a camorra e presunta compravendita di voti. Maisto viene indagato. Con tutto il rispetto per il lavoro dei magistrati a noi l'inchiesta sembra molto solida laddove ricostruisce i rapporti del boss Antonio Pignataro. Notevoli perplessità, invece, suscita l'indagine nella sua seconda parte, quella dove viene affrontato il tema delle presunte collusioni con gli amministratori. Ma tant'è.

Su Maisto inizia un pressing asfissiante. In molti, e "Saleincorpo" è tra questi, gli chiedono di dimettersi. Attenzione, Maisto è solo indagato. Il consigliere appena eletto tentenna, vive momenti di grande difficoltà anche a livello emotivo, ma alla fine lascia. 

Ecco, in fondo la questione morale è tutta qui. C'è chi come Maisto non ha atteso i tempi vergognosamente biblici della giustizia italiana e ha lasciato il suo incarico. Altri, invece, da condannati brindano per avere evitato una sospensione dalla carica di sindaco. E' proprio vero, la classe non è acqua.

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Alcuni nostri articoli hanno irritato politici locali. Vogliamo chiarire subito una cosa: a "Saleincorpo" c'è libertà. Non dipendiamo dalle prebende di enti locali o dagli inserzionisti commerciali né tantomeno istituzionali. Esprimiamo delle opinioni e pubblichiamo anche interventi di chi non la pensa come noi, a patto che la critica sia civile e rispettosa. Per questo riteniamo opportuno focalizzare, in modo schematico, alcuni principi.

1) Il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, deve dimettersi. E' stato condannato, seppure in primo grado, a due anni per tentata concussione.

2) Il sindaco di Pagani, Gambino, quando si è presentato alle elezioni, sapeva di correre il rischio della incandidabilità. La sua superficialità rischia di gettare la città nel caos.

3) L'ex sindaco di Angri, Cosimo Ferraioli, si sarebbe dovuto dimettere prima. A un certo punto era lampan...

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De Luca e Canfora

Oggi, grazie a un illuminante articolo apparso su "la Città", abbiamo capito come il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, pensa di evitare la sospensione dalla carica. Sfruttando una chiara lacuna della normativa potrebbe cavarsela. Infatti è stato condannato a due anni "solo" per tentata concussione. Ebbene, nel caso del "tentativo", nell'ambito di un'inchiesta nata prima della legge Severino, la "punizione" non potrebbe essere applicata se non con sentenza definitiva passata in giudicato. Insomma, all'epoca, se saremo ancora vivi, potremo vedere tra i candidati sindaci il nipote di Canfora.

Qualcuno direbbe "fatta la legge trovato l'inganno". Fin qui la sottile disputa giuridica. Poi c'è il fatto politico, che è cosa diversa. Si sono dimessi dall'incarico amministratori colpiti da provvedimenti molto meno gravi. A Nocera Inferiore, e facciamo solo un esempio, Nicola Maisto, i...

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De Benedetti con i figli

Se affrontiamo qui l'ultima patetica uscita dell'ingegnere Carlo De Benedetti è perché il gruppo l'Espresso, oggi Gedi, ha scritto una pagina importante nella storia dell'editoria in provincia di Salerno. Oltre una ventina di anni fa, infatti, la holding, per la prima volta nella sua storia, decise di comprare un giornale al Sud. Quel giornale era "la Città". Nacque allora la vera alternativa al colosso che era "il Mattino". I vertici non erano concordi. In molti volevano evitare quella che sembrava solo un'avventura e nulla più.

Quella storia è anche la storia mia e di tanti bravi colleghi che oggi sono in cassa integrazione. Lo ricordo l'ingegnere quando veniva a Salerno. Spocchioso, arrogante, convinto di parlare con dei beduini, ti ascoltava solo per farti un favore. Come quando io, in un incontro sindacale, mi permisi di fargli notare che, forse, un euro, per una persona ...

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