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Ultimo aggiornamento il 07/07/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/648

Duecento euro al mese nei call center. Supermercati che offrono “stage” con nessuna prospettiva di trasformarsi in assunzioni. Poco più di 500 per fare il “consulente finanziario” offrendo prestiti via telefono. Contratti che cambiano di anno in anno – e magari diventano part-time – con l’unico obiettivo di alleggerire gli stipendi. Turni da 10 ore al volante dei bus privati, anche se la paga è solo per 6 ore e mezza. Rimborsi che arrivano solo se il capo è “di buon umore”. E chi fa il vigilante in azienda è fortunato se prende 5,2 euro all’ora per 8 ore al giorno, che vuol dire meno di 1000 euro in busta paga: c’è chi ha un contratto peggiore, quello di portineria, che di euro ne prevede poco più di 2. Ecco alcune storie.

 

Sono autista di autobus per aziende private. L’impegno è di 50/60 ore alla settimana, pagate ovviamente 39. Le ore di fermo in divisa nei piazzali non vengono retribuite, in base al contratto nazionale firmato dai sindacati: quindi capita di fare un turno dalle 6 del mattino alle 16/18 del pomeriggio ed essere pagati per 6 ore e mezza. Questo sei giorni su sette compresi i festivi. Ma spesso si lavora sette giorni consecutivi. Così diventa un incubo. Io ho 40 anni, un giovane difficilmente intraprende questo mestiere.

Andrea D., Torino

Non si trova personale? La gente è stanca di essere sfruttata. Io ho 46 anni e ho fatto il cuoco per 26. Negli ultimi 15 non solo gli stipendi si sono abbassati drasticamente, ma il personale è stato ridotto: se prima in cucina si era in tre adesso sei solo e fai 15-16 ore per 6 giorni, a volte anche sette a settimana. Con contratto part time da 4,5 ore al giorno. Negli ultimi 6 anni ho dovuto fare cinque cause di lavoro e non ho preso un centesimo. Sfrattato, ho dormito in macchina....

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Nel riquadro Adalgisa Gamba

Il gesto di Adalgisa Gamba, una mamma di Torre del Greco che ha ucciso il figlio Francesco di due anni, mi ha lasciata in uno stato di confusione e con molte domande senza risposta immediata. Con la consapevolezza di dover scrivere proprio sulla risposta al male mi sono chiesta che tipo di giustizia bisognerebbe applicare in questo caso, se si può parlare davvero di male o se come scrive Giancarlo Tamanza , docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore  a proposito della “psicodinamica della colpa, della punizione e della riparazione”, si è trattato di “ un effetto di un cedimento del Sé… pensare che il reato è soggettivamente determinato da aspetti che non sono del tutto confinabili nell’intenzionalità razionale e neppure, primariamente, da un deficit di consapevolezza circa la necessità e l’utilità di rispettare la norma, bensì da assetti psichici profondi e in parte inconsapevo...

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Vincenzo De Luca

A Napoli sono scoppiate due “bombe” che devono far riflettere il Pd e la politica tutta. La prima è scoppiata il 9 marzo, quando decine di uomini e donne impegnati socialmente hanno pubblicato una lettera aperta rivolta al segretario del Pd, Enrico Letta, con la quale senza mezzi termini si accusa il presidente Vincenzo De Luca di adottare metodi clientelari e con altrettanta chiarezza si invita il segretario a intervenire. La seconda è scoppiata nella notte tra lunedì e martedì quando la sede della FILcams, in piazza Garibaldi, è stata devastata da un raid di sconcertante violenza: quelle stanze avevano appena finito di ospitare lo staff di Libera, promotrice della XXVII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Di questo raid ha detto Federico Cafiero de Raho, intervistato da Il Mattino: “Dietro il raid compiuto l’altra notte nella sede della FILcams di piazza Garibaldi non può che esserci la mano della camorra. (…) Quando Napoli ha saputo realizzare la più grande manifestazione dedicata a tutte le vittime innocenti delle mafie che si sia mai vista in Italia. Una folla straripante è scesa in strada…”

C’è un nesso tra queste due “bombe” che è rappresentato dal rapporto che si ha e che si vuole avere con la cultura dell’intimidazione come fondamento della gestione del potere. La capacità di fare paura agli altri intesa come fattore di conquista e di mantenimento del potere, una capacità che prende differenti forme e tra queste ci sono sicuramente il clientelismo e il familismo, oltre al più banale armamentario costituito da minacce, violenze e ricatti. Familismo e clientelismo, traducendo la volontà di proteggere e promuovere esclusivamente i “propri”, sono infatti una sofisticata forma dell’intimi...

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Giovanni D'Antonio

 ‘Dare moneta, vedere cammello’ funzionavano così alcune procedure fallimentari, pendenti presso il tribunale di Nocera Inferiore. La ‘moneta’ solitamente era di oltre 100mila euro e serviva ad oleare il meccanismo della procedura e l’assegnazione delle aziende fallite. A chiederle curatori fallimentari e avvocati. Il ‘cammello’ erano le aziende fallite o i loro beni, oppure procedure ammorbidite per evitare guai penali. Un meccanismo collaudato – questo sostiene l’accusa – un piccolo centro di potere e soprusi concentrato nelle mani – in particolare – di due commercialisti nocerini tra l’altro cognati, Giovanni D’Antonio e Giovanni Faggiano, nella veste di curatori fallimentari.

Entrambi destinatari, insieme all’avvocato civilista e mediatore Fabio Sorrento, di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip Simone De Martino, su richiesta del pm A...

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Strano mondo quello del giornalismo italiano. Viene annunciata la vendita de l'Espresso e si alza un coro di solidarietà pelosa e inutile. E così si dimenticano i fatti. Il settimanale glorioso fondato da Scalfari da tempo era ridotto a un insertino di Repubblica di un centinaio di pagine, fatto male e senza grinta se si esclude qualche inchiesta frutto più della capacità del singolo cronista che di una linea editoriale complessiva. Dicevamo, però, che la storia parte da lontano e riguarda anche chi solidarizza oggi, ma in passato ha fatto finta di non vedere perché con il culo al caldo.

Circa 25 anni fa l'allora gruppo l'Espresso decide di comprare la Città, decotto quotidiano di Salerno. L'affare è buono. C'è un brutto segnale già all'inizio però: un parte del management del gruppo non vuole un quotidiano al Sud. I più riottosi si piegheranno solo alla volontà di Carlo Carac...

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È stato un mezzo flop il bando per la realizzazione di asili nido e scuole per l’infanzia, finanziato con i fondi del Pnrr. La partecipazione dei Comuni, che dovevano presentare i progetti, è stata scarsa: “Le richieste arrivano appena a metà dell’investimento programmato dal governo”, ha annunciato la ministra per il Sud e la Coesione Mara Carfagna. Per evitare di perdere i finanziamenti europei, il ministero dell’istruzione è stato costretto a prorogarne la scadenza al 31 marzo. Il bando, chiuso il 28 febbraio, aveva stanziato cinque miliardi di euro per la costruzione di nuove scuole, la manutenzione di quelle vecchie e la digitalizzazione. La maggior parte di questi fondi, 3 miliardi, era destinata alla fascia 0-6 anni, dei quali 2,4 agli asili nido. E proprio su questi ultimi si sono registrati i problemi: molti comuni del sud non si sono presentati. Ad aver fatto peggio sono sta...

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