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Ultimo aggiornamento il 05/12/2021

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Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/616

Vincenzo De Luca

Il governatore Pd della Campania, Vincenzo De Luca, è il sole del Sistema Salerno e le cooperative salernitane sono i pianeti che gli ruotano intorno. Così appare dal cannocchiale del ras delle coop salernitane, Fiorenzo ‘Vittorio’ Zoccola. Zoccola, quel Sistema, lo illustra con chiarezza nell’interrogatorio del 22 ottobre: “Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che è teso a garantire alle prime continuità lavorativa in cambio di voti”. E a chi andavano i voti? “La situazione è diversa tra le elezioni regionali e quelle comunali. Alle elezioni regionali vi è una pluralità di indicazioni di voto che proviene sia dai referenti in Consiglio Comunale delle cooperative sia da coloro che sono rappresentanti alla Regione (consigliere e governatore). Alle Comunali, invece, ogni cooperativa agisce per conto suo e fa riferimento al suo rappresentante in Consiglio Comunale”. Segue dettagliata mappa dei referenti politici, cooperativa per cooperativa. Una specie di ‘libro mastro’ del consenso nelle coop. Tutti fedelissimi della galassia De Luca, ça va sans dire. La mappa la traccia Zoccola: la coop il Leccio “fu costituita da Dario Barbirotti” (non indagato) già assessore comunale e già consigliere regionale, oggi in Europa Verde, che nel 2010 convinse Di Pietro a concedere il simbolo Idv a De Luca nonostante fosse imputato. La coop Lavoro Vero “fa capo a Dario Loffredo” (non indagato), primo eletto in consiglio con oltre 1800 preferenze in ‘Progressisti per Salerno’, la civica fondata nel 1993 da De Luca. Ma il presidente di questa coop “ha rapporti sicuramente anche con il sindaco Enzo Napoli” (indagato per turbativa d’asta). 

La coop San Matteo “venne creata con l’appoggio dei fratelli Ventura” e “il capo era Izzo Gianluca, cognato d...

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Duecento euro al mese nei call center. Supermercati che offrono “stage” con nessuna prospettiva di trasformarsi in assunzioni. Poco più di 500 per fare il “consulente finanziario” offrendo prestiti via telefono. Contratti che cambiano di anno in anno – e magari diventano part-time – con l’unico obiettivo di alleggerire gli stipendi. Turni da 10 ore al volante dei bus privati, anche se la paga è solo per 6 ore e mezza. Rimborsi che arrivano solo se il capo è “di buon umore”. E chi fa il vigilante in azienda è fortunato se prende 5,2 euro all’ora per 8 ore al giorno, che vuol dire meno di 1000 euro in busta paga: c’è chi ha un contratto peggiore, quello di portineria, che di euro ne prevede poco più di 2. Sono le storie raccontate dai lettori che hanno partecipato alla campagna No al lavoro sottopagato del fattoquotidiano.it 

LE TESTIMONIANZE

Sono autista di autobus per ...

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Tancredi Vella

“Terminati gli studi ho cercato un posto di lavoro ma ricevevo solo rifiuti. Mi sentivo in colpa e ho iniziato a deprimermi, ero ingrassato e vedevo tutto nero. Oggi ho ripreso il sorriso, faccio progetti, ho un quadro più chiaro dell’uomo che voglio essere. Questa spinta, però, l’ho trovata fuori dall’Italia”.

Tancredi Vella, 30enne originario di Ospitaletto, in provincia di Brescia, oggi vive e lavora a Malta dove si occupa di gestione del rischio e applicazione delle norme per un società di consulenza. Poco dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Brescia Tancredi ha iniziato a mandare curriculum come molti giovani laureati, e come molti di loro ha trovato ovunque le porte chiuse. “Dopo un anno sono riuscito a trovare uno stage in una società di consulenza bancaria di Milano – racconta –, nel frattempo avevo iniziato un master in risk management. Prendevo 800 euro al mese, impossibile viverci in una città come Milano”. Così, Tancredi decide di alzare lo sguardo e inizia a fare applicazioni in tutta Europa: risponde l’Irlanda. Un’importante società internazionale di gestione del risparmio a Dublino gli offre un contratto: “Un altro stage ma questa volta con uno stipendio che mi permetteva non solo di vivere ma di risparmiare anche qualcosa”. Con l’arrivo del Covid il mondo si ferma. Trancredi torna in Italia ma “ormai quello che avevo visto a Dublino non mi invogliava a rimanere”.

Una consapevolezza che lo porterà a prendere un biglietto aereo per La Valletta quando una nota società di consulenza finanziaria gli fa un contratto a tempo indeterminato. Nessuno stage: “Ora ho uno stipendio con cui posso fare dei progetti per il mio futuro”. Ma non è solo una questione di soldi. “Sia qui che a Dublino ho potuto gestire dei progetti, dei budget...

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Mi chiamo Irene Ogiede, ho 25 anni e vivo proprio qui a Verona. Con l’elezione del nuovo segretario del Pd, Enrico Letta, è tornato in auge il dibattito sullo Ius soli e Ius culturae. Quel che però manca a far capire bene il quadro della situazione è il retroscena: vi è il dolore, la frustrazione e il senso di smarrimento di tanti genitori, ragazze e ragazzi che, come me, vivono nell’angoscia di non poter avere riconosciuti i propri diritti. Mia madre, Joyce, arrivò qui in Italia regolarmente nel lontano 1989 con l’intenzione di esercitare la professione di insegnante d’inglese. A nulla servirono i tentativi di provare ad ottenere l’equipollenza della laurea conseguita in Nigeria. Non potendo permettersi di affrontare le spese per integrare gli esami che le avrebbero consentito di ottenere il riconoscimento del titolo, dovette accontentarsi di un lavoro qualunque. Nel 1992 nacque mia ...

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Da sinistra De Luca e Savastano

L'arresto del consigliere regionale Nino Savastano svela come il governatore De Luca ha costruito il suo sistema di potere prima a Salerno e poi alla Regione. In sede penale toccherà alla magistratura chiarire le varie responsabilità. A livello politico, invece, la vicenda è un drammatico spaccato del clientelismo deluchiano. A seguire una sintesi della cronaca delle ultime ore di Vincenzo Iurillo apparsa sul Fatto.

 

È il “sistema Salerno” che fa da sfondo all’arresto di Giovanni Savastano detto Nino. Un sistema che “ha radici lontane nel tempo e che trae linfa vitale dalla partecipazione di esponenti della politica locale che, di tale impianto, si avvantaggiano per scopi personali ed elettorali”. Assessore comunale alle Politiche sociali, consigliere regionale di ‘Campania Libera’, Savastano è un fedelissimo del governatore Pd della Campania – ma anche ex sindaco di ...

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Ci siamo lasciati con uno scritto sul Polo Oncologico di Pagani, che lo scorso 2 settembre ha compiuto gli anni, otto per la precisione. Un bambino oggi più fermo sulle gambe, capace di correre (se gli è concesso) ma pur sempre un bambino, con i limiti dell’età. Forse Polo Oncologico è un termine efficace dal punto di vista comunicativo, diretto e rapido nella comprensione, ma non completamente preciso e per alcuni versi fuorviante. Nell’organizzazione aziendale della ASLSalerno l’area Nord vede operativi l’ospedale di Nocera-Pagani-Scafati oltre che l’ospedale “Martiri di Villa Malta” di Sarno.

Il plesso “A. Tortora” di Pagani piuttosto che un Polo Oncologico, a rigore di termini, è un ospedale a prevalente vocazione ed indirizzo Oncologico, nel quale sono centralizzati il servizio di Anatomia Patologica ed i reparti di Oncologia e di Oncoematologia. In Campania è stata organ...

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