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Ultimo aggiornamento il 05/12/2021

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Inchieste/616

L’aumento della privatizzazione dei servizi pubblici locali è un rischio emerso prima del Decreto Concorrenza. Una circolare del Ministero della Transizione Ecologica (MITE) del 12 maggio 2021 ha acceso un campanello di allarme nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, che ha lanciato una mobilitazione con la campagna “la carovana dell’acqua”. Iniziativa che il 20 novembre vedrà una tappa nazionale nella città di Napoli, con corteo e assemblea pubblica, chiamando alla partecipazione i sindaci, le parrocchie, le scuole e tutte le realtà che sostengono l’impegno per l’acqua bene comune, a cui parteciperò con convinzione.

La scelta di resistere alla privatizzazione del servizio idrico, garantita anche dalle norme europee che permettono la gestione in house, non può essere utilizzata per sottrarre risorse al Sud. La Commissione Europea ha invece chiesto all’Italia di intervenire sul water service divide per la scarsità dell’acqua, della depurazione, degli investimenti al Sud e che costituisce l’obiettivo principale della Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr).

Questi obiettivi, però, sono fortemente messi in discussione dalle prime mosse del MITE sui fondi da stanziare per i servizi idrici, che penalizzano fortemente il Mezzogiorno e determinano una malsana accelerazione verso le gestioni industriali delle multiutility escludendo fondi per tutti gli altri. Un ricatto che ci chiede o di rivolgerci agli operatori privati nel centro-nord o di restare per sempre in emergenza non è accettabile, i soldi del Pnrr devono arrivare anche alle aziende pubbliche che gestiscono l’acqua del Sud Italia. Nel Mezzogiorno d’Italia il comparto idrico è caratterizzato da un’ampia quota di gestione in economia, che in alcuni casi, come l’Az...

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Su tutti i media e i social corre da alcuni giorni la fotografia una decina disperati travestiti da deportati ebrei che sfilano per le strade di Novara per protestare contro l’obbligo del green pass attentando alla morale e all’ordine pubblico. Lo scandalo sollevato dalla triste processione ha assunto sui social media toni caustici. C’è chi chiede un arresto in flagranza di reato, chi augura la morte per Covid, chi ancora reclama punizioni severissime per chiunque esprima posizioni anche solo scettiche sull’efficacia dei vaccini.

Meno clamore continuano a sollevare le continue esternazioni delle virostar televisive. Un paio di giorni fa il professor Andrea Crisanti dichiarava ai media nazionali che il vaccino Johnson&Johnson “dopo due mesi, di fatto non protegge quasi più niente”. Sempre sui canali a cui accedono milioni di italiani non è mancata la reazione piccata del pr...

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Nel 2018 la Corte europea ha condannato il nostro Paese a pagare 25 milioni di euro perché, nonostante una precedente censura del 2012, oltre 70 agglomerati urbani, in violazione della normativa comunitaria, erano sprovvisti di fognature e impianti di depurazione adeguati, con l’aggiunta di altri 30 milioni per ogni semestre di ritardo nella messa a norma. Oggi, come prevedibile, arriva la seconda condanna. Con sentenza del 6 ottobre, la Corte (sesta sezione) ha dichiarato inadempiente il nostro paese in quanto 166 agglomerati sono sprovvisti di reti fognarie, 510 agglomerati scaricano in acqua senza un trattamento secondario e 602 agglomerati non si sono adeguati all’obbligo di garantire adeguata depurazione rispetto alle variazioni stagionali. Nel caso di Nocera Inferiore e Nocera Superiore la contestazione riguarda la mancata dotazione di reti fognarie per le acque reflue urbane.

In sostanza,  è stato omesso di garantire, come prescrive la normativa comunitaria, che le acque reflue urbane che confluiscono nelle reti fognarie siano sottoposte, prima dello scarico, a un trattamento più spinto di un trattamento secondario o equivalente. I Comuni inadempienti sono sparsi in tutta Italia. Se non provvederemo presto, quindi, arriverà un’altra “multa” salata che pagheranno tutti i cittadini. A questo proposito, tuttavia, bisogna aggiungere che l’accertamento che ha portato alla condanna della Corte europea risale al 2017, quindi è possibile (ed auspicabile) che nel frattempo l’Italia abbia sanato almeno una parte di queste inadempienze altrimenti, quando la Corte quantificherà la condanna, dovremo pagare, come per la sentenza del 2018, una ulteriore, pesante “multa” per ogni semestre di ritardo nella messa a norma.

D’altra parte, sicuramente nel nostro pa...

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Nel 2020 sono calati del 17 per cento gli atti intimidatori, di minaccia e violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, amministratori regionali e dipendenti della Pubblica amministrazione: sono stati 465 contro i 559 del 2019, con una media di 9 intimidazioni a settimana, dunque una minaccia ogni 19 ore. Ma sono diversi gli aspetti che destano preoccupazione: in primis l’avanzata dei casi di minaccia al Nord. È quanto emerge dalla decima edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato da Avviso Pubblico, realizzato monitorando le notizie di stampa locali e nazionali e le interrogazioni parlamentari, nonché raccogliendo le segnalazioni dei vari coordinamenti territoriali. “Quando dieci anni fa Avviso Pubblico ha iniziato a monitorare il fenomeno delle minacce agli amministratori locali – spiega Roberto Montà, presidente dell’associazione – in mol...

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Dall’ecobonus per gli alberghi alle misure per borse di studio e alloggi per gli studenti universitari passando per la creazione di un fondo per il digitale e velocizzazioni della Valutazione ambientale strategica. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del nuovo decreto per l’attuazione del Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di accelerare (e in alcuni casi completare) investimenti e riforme previste dal Pnrr. Stando all’ultimo monitoraggio, sui 51 obiettivi e traguardi da raggiungere entro fine anno per ricevere i fondi europei ne sono stati mandati in porto finora solo 14. Tra i 42 articoli della bozza anche la creazione di un comitato per la revisione della spesa e modifiche della normativa antimafia per mantenere i controlli ma evitare che si blocchino i can...

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Gli Stati Uniti e la “Great Resignation”

Negli Stati Uniti hanno già coniato un nuovo termine: la chiamano “Great Resignation”. Si riferiscono all’ondata di dimissioni dal lavoro che si verifica nel paese. Sui giornali si leggono infatti storie di dipendenti del settore dei servizi e della conoscenza, ben retribuiti ma in burn-out: già prima della pandemia lavoravano molte ore, guadagnavano bene, ma erano esausti e, soprattutto, non vedevano opzioni facili per cambiare la loro situazione. Il Covid-19 ha funzionato come un grilletto. In altri casi, invece, ragionando da una prospettiva più economica, si ricorda che il numero di “job quitting” può essere visto come indicatore di un mercato del lavoro in salute. E addirittura anche come un fattore di miglioramento in un sistema economico, se la riallocazione che segue le dimissioni comporta un aumento di produttività. 

I ...

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