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Ultimo aggiornamento il 26/02/2021

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Un'idea di Carlo Meoli

Capita spesso di imbattersi in chi ritiene che la contrapposizione tra destra e sinistra abbia, ormai, fatto il suo tempo, che l’ideologia dei partiti sia superata e che gli stessi debbano lasciare il passo al civismo per governare al meglio le nostre comunità. Credo esattamente l’opposto, ritenendo che chi pensa il contrario lo faccia per rinnegare il proprio passato politico, per opportunismo o semplicemente perché non ha mai avuto un’ideologia in cui credere o non ha mai vissuto quella che definirei la formativa esperienza di una militanza politica. Provate a farvi raccontare una di queste esperienze da un comunista, un socialista o un democristiano degli anni settanta/ottanta. Lo farà con orgoglio, passione. Vedrete brillare ancora i suoi occhi. 

Certo, la società è cambiata, gli equilibri internazionali sono mutati, ma ritengo che le esigenze dell’uomo siano rimaste le stesse. Forse, a volte, sono solo chiamate in altro modo. Per dirla con Giorgio Gaber “l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia”. Per semplificare, pensiamo alla presidenza di Obama e a quella di Trump, ai governi Prodi e a quelli di Berlusconi, al ministero dell’Interno sotto la guida di Minniti e di Salvini. Ecco, pensate a questi esempi e ditemi se non sia evidente la differenza di visione della società tra la destra e la sinistra. Difficilmente un Paese o una città potranno essere governati se le donne e gli uomini impegnati a farlo non abbiano almeno affinità culturali, una simile visione di società o la stessa scala di valori morali. Per questo motivo penso che, per quanto il quadro politico e partitico attuale sia abbastanza complicato in questa fase storica, motivando le persone più alla disaffezione che alla partecipazione, sia necessario riprendere le fila di un ragionamento politico per il governo delle nostre città e del nostro comprensorio. Il civismo potrà essere di supporto ma non certamente la base di partenza per la ripresa di un dialogo efficace ed efficiente con gli Enti sovraordinati e con il governo centrale del Paese.

D’altronde anche l’esimio professor Mario Monti nel 2013, dopo la sua esperienza da presidente del Consiglio, diede vita ad un movimento civico chiamato proprio “Scelta Civica”. Ricordiamo tutti come è andata a finire.