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Ultimo aggiornamento il 24/01/2020

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Un'idea di Carlo Meoli

Quando pensi di avere visto tutto, c'è sempre qualcosa che ti stupisce, che ti fa capire come sia possibile superare il senso del ridicolo. La sera del primo dell'anno, in piazza Municipio, a Nocera Inferiore, migliaia di persone hanno assistito al concerto del noto rapper Clementino. Una bella serata, senza incidenti. Poi sbuca fuori, e non si capisce bene come, questa storia dello spinello. L'artista avrebbe invitato i ragazzi a farsi le canne, come se non provvedessero tranquillamente già da soli.

La questione non è chiara e la procura ha aperto un'inchiesta. Il sindaco Manlio Torquato, e non poteva fare altrimenti per legge, ha sospeso il pagamento a Clementino. Non è una barzelletta, vi assicuro, è tutto vero. Qui non c'entra nulla il dibattito, serissimo, sulla legalizzazione delle droghe. In questa storia si sfiora la semi infermità mentale. Il rapper di Nola si è schierato contro la camorra, ha battagliato sulla terra dei fuochi, ha confessato come è uscito dal tunnel della cocaina. 

La sua musica può piacere o meno, questione di gusti. Non è tra i nostri artisti preferiti. La vicenda, però, racconta di come ci si può indignare a comando. Quelli che si scandalizzano ora dovrebbero leggere i giornali. Scoprirebbero che quasi il novanta per cento dei giovani finiti al pronto soccorso nei giorni di festa hanno rischiato il coma etilico. E la maggior parte di loro erano minori. Forse bisognerebbe affrontare questi temi, altro che Clementino e gli spinelli. Ma, state tranquilli, poiché è roba seria in pochi si preoccuperanno o faranno qualcosa.