info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 22/10/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Un cialtrone, oltretutto anche poco scaltro. Il nostro ministro degli Interni, nonché vicepremier, Matteo Salvini, apre la crisi e chiede il voto dopo la spaccatura con il M5S sul Tav. Proprio nel suo partito uno che ragiona, Giancarlo Giorgetti, cerca di spiegargli che si tratta di un errore. Ma lui, il capitano, non ascolta.

Poi sono successe un paio di cose. Qualcuno, nel Pd e nel M5S, comincia a parlare di una possibile alleanza per evitare le urne. I pontieri sono già al lavoro e il cretino si rende conto che potrebbe finire per anni all'opposizione. Arriva anche il secondo segnale: i ministri grillini Trenta e Toninelli decidono di inviare le navi per soccorrere i migranti sulla Open Arms. E lo stesso presidente del Consiglio Conte appoggia la decisione, bacchettando Salvini.

Senza contare una profonda incoerenza: se vuoi sfiduciare il governo di cui fai parte ti devi dimettere. La storia comincia a diventare complicata. Ho 58 anni ma non smetto mai di meravigliarmi: certe persone veramente hanno lo faccia come il culo.

Il capitano, fiutato il pericolo, innesta la retromarcia. Ora, almeno pare, vorrebbe Di Maio premier e si dice pronto a tagliare i parlamentari. Il governo gialloverde avrebbe, come sostiene Lucia Annunziata su "Repubblica", margini di sopravvivenza. Ma questo beota pensa che gli italiani siano veramente cretini? Senza invocare la mitica casalinga di Voghera è tutto scritto e chiaro.

A questo punto va evitato un voto che, tra le altre cose, creerebbe problemi enormi per la nostra politica economico-finanziaria. Sbattiamo questo signore e la sua banda all'opposizione. E cerchiamo di ricostruire un paese con meno odio e più solidarietà. P. S.: chi non vota Salvini è maggioranza nel Paese. Sarà una magra consolazione ma, con i tempi che corrono, accontentiamoci di quello che passa il convento.