info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 22/10/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Non so se siamo diventati così o lo siamo sempre stati. E, in fondo, non ha nemmeno molta importanza. Una parte di popolazione, fortunatamente ancora minoritaria in questo paese, è razzista e omertosa. Assomiglia molto a quella "vecchia, piccola borghesia" che cantava Claudio Lolli. Noi, popolo di migranti, respingiamo lo straniero e auguriamo lo stupro a chi ha aiutato una quarantina di poveri disgraziati africani. Non tolleriamo le diversità, offendiamo i marginali e pensiamo di essere nel giusto, di essere i migliori.

Non credo sia Salvini il problema. Lui ha solo saputo leggere e dare voce a quanto di più bieco c'è dietro le nostre paure, paure ingiustificate nate da emergenze che non esistono. E così i responsabili storici del vero sfruttamento, quello nato con il colonialismo, ci danno lezioni di civiltà.

I giusti fino a ora, nella migliore delle ipotesi, hanno sonnecchiato. La loro indignazione non è andata oltre qualche accorato post su Facebook o un tweet di circostanza. Ora chi si sente veramente italiano deve fare la sua parte per bloccare una deriva che non è fascista, magari lo fosse. E' solo odio allo stato puro, voglia di trovare un nemico sui cui sfogare frustrazioni e paure, finte o vere che siano.

E' difficile, in Italia, mobilitare le coscienze. Non c'è una vera opposizione politica cui fare riferimento. Il Pd, questo Pd, ascolta ancora Renzi. Morirà per lenta consunzione. Allora tocca alla società civile far sentire la propria voce. Molti indignati, almeno credo, si sono nascosti in quel 45 per cento di cittadini che da anni, ormai, diserta le urne. Forse occorre partire da loro. Saleincorpo ha fatto una scelta anni fa. Difendere i diritti di deboli e diseredati è un obbligo. La nostra arma è la scrittura. E continueremo a scrivere.