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Ultimo aggiornamento il 22/10/2019

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Un'idea di Carlo Meoli

Ora è ufficiale: Alberico Gambino è decaduto dalla carica di sindaco di Pagani, eletto appena qualche settimana fa, perché era incandidabile. Ora partiranno i ricorsi, ma l'ipotesi più probabile è il commissariamento seguito da elezioni anticipate. Ci sono due problemi. Da un punto di vista amministrativo la città rimarrà bloccata con tutte le conseguenze immaginabili. Quindi c'è il nodo politico.

Molti avversari del consigliere regionale esultano sui social, ma dimenticano un dato essenziale. Gambino ha stravinto le elezioni e, per una manciata di voti, è stato costretto al ballottaggio. Ha annientato, dal punto di vista dei numeri, il suo principale avversario, il primo cittadino uscente Salvatore Bottone.

Se la gente ha ridato tanto credito a Gambino è stato anche per l'incapacità delle forze politiche di proporre una reale alternativa a quel sistema di governo. Si sono viste sempre le stesse facce. Si sono ascoltate le parole di sempre e, se si fa eccezione per il candidato sindaco del M5S, Santino Desiderio, il tutto sapeva di stantio. Gambino ha vinto comunque perché gli avversari politici si sconfiggono sul piano della politica, non con leggi e regolamenti. 

Anni fa Rossana Rossanda, sul "Manifesto", in piena tangentopoli, scrisse un pezzo che ha fatto storia. Nella sostanza diceva che non si poteva delegare alla magistratura il compito di condannare una classe politica. Era l'errore che lei vedeva soprattutto  nell'atteggiamento di molti a sinistra. Finita l'epoca del pool di Milano sappiamo tutti come è andata a finire.