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Ultimo aggiornamento il 08/08/2020

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Un'idea di Carlo Meoli

Sono passati alcuni giorni dai ballottaggi ed è possibile una riflessione pacata. Facciamo finta che non ci siano stati cortei di ambulanze, oscenità in diretta Facebook, finte autocritiche e rosiconi che attribuiscono all'elettorato incolto o strumentalizzato la sconfitta.

Quello che impressiona è la mancanza di ricambio nelle classi dirigenti. Canfora a Sarno era stato già sindaco, oltre che presidente della Provincia. Gambino idem, senza contare che è un consigliere regionale. Cuofano era il primo cittadino uscente ed è stato riconfermato. Alfieri è stato tutto (chiedere a De Luca per ulteriori informazioni). Valiante a Baronissi succede a se stesso dopo avere incassato una mozione di sfiducia che lo aveva mandato a casa prima del tempo. Solo Salvati a Scafati non aveva mai fatto il sindaco anche se proviene da lunga esperienza politica. Indipendentemente dal fatto che sono stati legittimamente eletti, era l'unica scelta possibile? E' questo il problema.

La politica, almeno crediamo, è leadership e capacità di formare una classe dirigente. Avere alle spalle una squadra che può subentrare in qualsiasi momento perché capace e operativa. Sarebbe auspicabile che i nuovi sindaci pensassero a questo evitando accordi trasversali che, spesso, servono solo a mantenere un potere di cartone. Le cosiddette opposizioni non le abbiamo sentite spesso in passato. E quando parlavano era solo perché volevano qualcosa in cambio. 

Il M5S, nel disastro generale, è riuscito a eleggere Sarconio a Scafati e Desiderio a Pagani. In fondo sono le uniche novità di questa campagna elettorale. Ci sentiamo pronti ad affidargli il ruolo di veri oppositori, costruttivi e leali, non inclini ai facili compromessi di una politica locale mediocre. In fondo sono l'unica speranza che abbiamo.