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Ultimo aggiornamento il 21/03/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Foto Annapaola Montuoro

 

Il cuore di un ragazzo o di un bambino, come quello di un uomo, invidia e si abbaglia dell’età adulta

Ammira per una sua aspettativa. Perché è normale atteggiarsi, ripetere un gesto

maneggiare una sigaretta o una pistola

Per un sogno che utilizza un bambino per istinto fa mosse e oggetti

modi e tempi

C’è dietro la gioia oppure la rabbia, entrambe contro il mondo

Quello che i grandi non pensano

mai sognerebbero di spogliarsi di architettura

per mostrare quanto il loro cuore

bisogna e cerca

quello di un bambino  

Perché funziona uguale. 

I ragazzini sono uguali ai ragazzini, con i vestiti diversi e le famiglie, le cricche bande di amici e la necessità

di darsi una direzione, di provare a rincorrere qualcosa

senza guardare

verso il sole accecante dell'età

dei supereroi. 

 

«Chi comanda? Chi decide? Chi picchia? Chi ha i soldi?»

«Chi vince».

«E chi vince?»

«Chi è più forte»

 

 

La differenza la fa una pistola

Lei è vera, spara e ferisce

lascia righe profonde e il sangue fuori

Lei è finta

è una riproduzione, senza tappo rosso

utile alle rapine col trucco o allo spavento

allo sfogo di uno sparo artificiale

utile ad apprendere le regole  

a riprodurre un botto

per fare paura

solo paura

una pistola di cui ridere

come fosse un gioco 

 

Da piccolo giocavo con le armi, mi esaltavo, ero un rapinatore tra le porte chiuse lungo il corridoio

Se avessi avuto un fucile vero avrei distrutto qualcosa per prova

Avrei sparato. Per sentire una reazione e capire se ero in grado di premere un grilletto,

puntando la canna in faccia ad un nemico, ad uno dei quartieri alti.

Contro un amico dalla parte opposta

alla mia

Siamo, eravamo giovanissimi cadaveri a capo di truppe

dette paranze, bande coi ferri in alto e il rumore degli scooter

per segnare il confine e dire la nostra,

La musica in testa lo sguardo alto

il comando, la vendetta

 

«Sempre contro

chi sta contro

a noi».  

 

La verità, più o meno ripulita, rappresentata in questa storia e in altre,

parla del sentimento dei bambini, dei ragazzi, della loro necessità di fare il gruppo

di andare alla conquista, una conquista qualunque

che fa il giusto senso alle vanità assolute,

al vuoto negli occhi, ai colpi

studiati per centrare i bersagli e dire via

 

«Via

tutti quelli

che non stanno

con noi»

 

Via. Che poi si muore. 

 

 

 

 

 

 

 

Riflessioni su La paranza dei bambini, film di Claudio Giovannesi, dal libro di Roberto Saviano. 

Dalla realtà delle guerre tra giovanissimi camorristi del centro storico di Napoli negli anni 2014-2015. 

 

Foto di Annapaola Montuoro  

 

 

 

 

                                                                                                                             

                                                             Alfonso Tramontano Guerritore