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Ultimo aggiornamento il 22/10/2019

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

 
 
 

"Nello stesso giorno in cui applica un ulteriore aumento al prezzo di copertina (portandolo a un importo superiore a quello del principale concorrente), la Edizioni Salernitane srl annuncia un piano di quattro licenziamenti che è l'ultimo atto di un progetto preordinato volto allo smantellamento dell'attuale redazione composta da tredici giornalisti. Il Comitato di redazione esprime parere contrario a ogni ipotesi di licenziamento e ribadisce che i tagli avviati con il documento aziendale non trovano alcun fondamento nei dati contabili della Edizioni salernitane (come emerge dal saldo attivo dell'ultimo conto di esercizio depositato in Camera di commercio) e che negli ultimi due anni i giornalisti hanno acconsentito a enormi sacrifici economici che hanno permesso all'azienda cospicui risparmi sul costo del personale. A fronte di ciò l'azienda ha invece continuato ad avere atteggiamenti dubbi, drenando risorse in favore di progetti editoriali riferibili ad altre sigle societarie. È quindi evidente come i licenziamenti annunciati ieri siano frutto di un progetto precostituito, avviato già nel 2017 con la cessione della testata a una società fiduciaria (con proprietà schermata) e culminato ora con la stesura di quella “black list” che il precedente direttore responsabile, nel suo editoriale di saluto, ha spiegato di avere reiteratamente rifiutato di stilare. Un'azienda che, al contrario, volesse ancora sostenere di avere come obiettivo il mantenimento del prodotto “la Città” ha il dovere di tornare al tavolo delle trattative sindacali (così come già chiesto anche dagli organismi di categoria), tavolo che ha abbandonato, in maniera unilaterale e immotivata, prima ancora che si iniziasse a discutere di qualsiasi ipotesi di riorganizzazione.

Il Comitato di redazione

L'Assemblea dei redattori del quotidiano “la Città”, dopo aver atteso invano una risposta dell'azienda ai plurimi inviti a ritirare la procedura di licenziamento e tornare al tavolo delle trattative, ribadisce tutte le contestazioni già espresse sulla sussistenza dei presupposti per una riduzione di organico e attua da oggi 5 giorni di sciopero. 

Pertanto da domani, e per cinque giorni, il quotidiano “la Città” non sarà in edicola e il sito internet non sarà aggiornato.

Salerno, 2 febbraio 2019

 

L'Assemblea dei redattori

ritiene irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il direttore  responsabile Antonio Manzo a seguito della firma che ha apposto in calce alle procedure di licenziamento nonostante le ripetute dichiarazioni, anche nel corso delle riunioni di redazione, nelle quali escludeva categoricamente la possibilità di licenziamenti e assicurava che, in ogni caso, non li avrebbe avallati.

Evidenzia l'elusività delle risposte fornite al Cdr circa il piano editoriale posto alla base delle procedure di licenziamento.

Lamenta la mancata predisposizione di un piano, da parte del direttore, che definisse in maniera chiara e univoca l'orario di lavoro durante la vigenza del contratto di solidarietà difensivo e che l'ordine di servizio, annunciato a seguito di sollecito da parte del Cdr, non è mai stato redatto fino alla scadenza del contratto di solidarietà stesso.

Ritiene inaccettabile il tentativo di esternalizzare un altro settore del giornale con la pubblicazione, sul numero in edicola il 21 gennaio u.s., di una pagina “Economia” interamente prodotta da un service, nonostante gli accordi sindacali in vigore limitassero  ai soli settori “Sport” e “Web” il ricorso a professionalità esterne.

Lamenta ancora come, da parte dell'azienda e del direttore, non sia mai stata data risposta al documento – consegnato in data 24 gennaio u.s. - nel quale si chiedeva di riaffidare alla redazione la cura delle pagine di “Sport”, essendo venute meno tutte le condizioni che ne avevano determinato, nel corso del 2017, l'esternalizzazione.

Giudica irrituale le modalità di comunicazione dell'avvio della produzione di una nuova pagina - “Sele/Tanagro” - di cui rappresentanza sindacale e redazione sono venute a conoscenza tramite l'invito ad una presentazione pubblica di tale iniziativa. Alla richiesta di chiarimenti in proposito fatta dal Comitato di redazione, il direttore ha assicurato che ne avrebbe dato formale comunicazione una volta definito il piano di accorpamenti di altre pagine per far posto alla nuova produzione. Tale comunicazione, tuttavia, non è mai avvenuta nelle forme e nei tempi previsti dal Ccnlg, né può ritenersi tale le comunicazione, 24 ore prima dell'avvio, data nel corso della riunione di redazione che, evidentemente, per modalità e luogo, aveva solo carattere organizzativo e, comunque, non metteva il Cdr nelle condizioni di esprimere il previsto parere.

Giudica, infine, inammissibile, oltre che in palese violazione delle prerogative sindacali, che il sito web del quotidiano “la Città, ricadente sotto la responsabilità dello stesso direttore responsabile dell'edizione cartacea, a 8 ore dalla trasmissione del comunicato sindacale non abbia ancora provveduto a pubblicarlo in rete.

Tutto ciò premesso, con 11 voti e 2 astenuti, approva la sfiducia al direttore responsabile.

Salerno, 2 febbraio 2019

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Gentili Lettori,

ieri avete letto, a pagina 5, comunicati sindacali dal titolo “il quotidiano La Città licenzia quattro giornalisti” a firma del Comitato di redazione, del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania e dell’Ordine dei giornalisti della Campania, dove più volte è stato usato il termine “black list”.

Mi corre l’obbligo precisare, a nome e per conto di Edizioni Salernitane S.r.l. che mi onoro di rappresentare in qualità di Direttore amministrativo, che venerdì scorso è stata consegnata al CDR comunicazione riguardante l’avvio della procedura di licenziamento di 4 unità lavorative del settore redazionale senza aver indicato, come previsto per legge, nessun nome specifico ma limitando la richiesta a soli settori esuberanti. Pur consapevole della drammaticità dell’atto, riteniamo - a questo punto - l’unico modo per salvare questa prestigiosa testata, con vendite che la pongono come primo quotidiano del mercato salernitano, secondo in Campania, come correttamente riportato nei comunicati.

Questo ci riempie di orgoglio ma purtroppo non riempie le casse. Questa società editoriale, come in precedenza il gruppo Finegil dal quale è stata acquisita, non percepisce alcun contributo pubblico, si finanzia solo attraverso i ricavi e come è noto ai più il mercato editoriale nazionale è in forte compressione: vendite in calo di circa il 20%, stessa cosa per quello pubblicitario. Conseguentemente l’unica arma di equilibrio finanziario è la riduzione dei costi.

A novembre 2016 Edizioni Salernitane ha rilevato la testata con l’intento di riportarla in ambito locale - dopo 20 anni di gestione dal gruppo Finegil, grande società editrice romana - ridandogli identità salernitana.

Eravamo consapevoli del grande sforzo che si doveva affrontare, basti pensare che il conto economico del periodo riportava una perdita d’esercizio di circa 1 milione e mezzo di Euro, rappresentato per circa il 70% dal costo del lavoro.

Pur trovando già da subito un ambiente ostile alla nuova proprietà, abbiamo operato intervenendo su anomalie dovute ad una politica gestionale adatta a grandi società. Vi erano una moltitudine di agenzie giornalistiche esterne per lo sport locale, il meteo, il cinema e le farmacie che sono state unificate in una sola e più economica.

Il costo del lavoro domenicale della redazione è stato ridimensionato portandolo dal 155% ad un più accettabile 55%. Sono stati rinegoziati i contratti con gli oltre 80 collaboratori esterni, vera spina dorsale del giornale, ridotta la foliazione da 48 a 32 pagine con l’inserimento di un dorso nazionale, ma aumentando le pagine di cronaca locale dedicate alla nostra provincia.

Il risultato è stata una riduzione dei costi di carta, stampa e agenzie nazionali e service esterni che non hanno però sortito il risultato di riequilibrio finanziario sperato, dato il costante calo dei ricavi dovuto alla crisi del settore.

Lo scorso anno, dopo una lunga trattativa con le OOSS abbiamo attivato la procedura di riduzione del costo del lavoro attraverso il patto di solidarietà per la durata di un anno. Richiesta al 50% e scesa, dopo l’assenza del quotidiano dalle edicole per alcuni giorni, causa scioperi, al 30%. Percentuale, di fatto scesa , per via delle ferie, a poco più del 15%. Con un risparmio del costo del lavoro poco significativo rispetto all’esigenza specifica.

Riproporlo, alle stesse condizioni, sarebbe in pratica inutile, per questo ora è necessario - sempre a salvaguardia dell’azienda e di tutti i dipendenti - intervenire in maniera strutturale con la riduzione delle unità lavorative in esubero. Dallo scorso 28 dicembre,data di scadenza della solidarietà, non vi è stata alcuna richiesta all'azienda di un incontro, nemmeno dopo la lettera presentata al CDR in data 1 febbraio nella quale venivano annunciate nuove procedure. 

Giuseppe Carriero

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Con riferimento al comunicato dell'assemblea dei redattori notificatoci nel pomeriggio di oggi, si prende atto dello stesso e, da parte aziendale, si rinnova la piena ed incondizionata fiducia al Direttore Responsabile Dott. Antonio Manzo al quale si chiede di continuare senza soluzione di continuita' la sua opera nella qualita'. 

Tanto si doveva e distintamente si saluta. 

L'azienda

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L’editore della Città di Salerno a conclusione del Contratto di solidarietà ha annunciato quattro licenziamenti su un organico di 13 giornalisti. Una decisione assurda che condannerebbe definitivamente il giornale che, attualmente, nonostante un organico di pochi redattori, riesce ad ottenere vendite che lo collocano al secondo posto in Campania. I lavoratori hanno affrontato grandi sacrifici, prima con un accordo aziendale che ha ridotto gli stipendi, poi con un contratto di solidarietà. In meno di due anni è la terza volta in cui si minacciano licenziamenti. L’unico problema vero è che, dall’acquisto della testata, non c’è mai stato un piano industriale reale per il rilancio del giornale. Il Sindacato dei giornalisti sarà al fianco dei colleghi in ogni sede, si opporrà in ogni modo a questa scellerata decisione e invita l’editore a tornare al tavolo delle trattative che senza alcun motivo decifrabile ha abbandonato.

Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania

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L’Ordine dei Giornalisti della Campania denuncia l’inaccettabile lettera della proprietà del quotidiano di Salerno “la Città” che annuncia la black list di quattro licenziamenti al di fuori di ogni regola sindacale. Siamo da sempre al fianco della redazione, oggi e in ogni azione che i colleghi decideranno di prendere a loro tutela e in difesa della professione. Si blocchi ogni iniziativa e si torni subito al tavolo di trattativa.

L’Ordine dei Giornalisti della Campania

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La Fistel-Cisl Salerno e i lavoratori poligrafici de “La Città” esprimono piena e convinta solidarietà ai giornalisti del quotidiano salernitano, ai quali l’editore ha comunicato, nelle ultime ore, la decisione di voler procedere al licenziamento di 4 componenti della redazione su un totale di 13.

Riteniamo tale decisione un approccio sbagliato nell’affrontare i problemi dell’azienda che pure abbiamo compreso e comprendiamo, tant’è vero che ci siamo sempre resi disponibili, e lo siamo tutt’ora, insieme alla componente dei giornalisti, a trovare qualsiasi soluzione necessaria che escluda, però, il ridimensionamento dei livelli occupazionali, perché questo depaupera solamente il giornale di professionalità che garantiscono la qualità del prodotto, unico elemento nel panorama attuale dell’editoria che apporta competitività sul mercato.

A sostegno di questa posizione, negli ultimi due anni, da quando l’attuale editore è subentrato al gruppo La Repubblica-L’Espresso, abbiamo sottoscritto prima un accordo per la riduzione del costo del lavoro e poi un contratto di solidarietà, scaduto pochi giorni fa, che hanno comportato notevoli sacrifici per tutti i lavoratori e se questi strumenti non hanno portato i risultati sperati è solo perché al contempo l’azienda non ha mai messo in campo un piano industriale valido che permettesse il rilancio del giornale e il riequilibrio dei conti aziendali.

Alla luce di tutto ciò, ribadendo la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di tagli al personale, chiediamo all’azienda di ritirare tale decisione e ci rendiamo disponibili sin da ora ad un confronto sindacale per individuare qualsiasi soluzione possibile che contemperi al tempo stesso il riequilibrio dei conti aziendali e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Il Coordinatore provinciale Fistel-Cisl Salerno

Antonio Abagnara

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La Edizioni Salernitane ha consegnato a 4 giornalisti de "La Città" di Salerno, "tra cui due dei tre esponenti del sindacato interno, le lettere di licenziamento". E' quanto comunica l'assemblea dei redattori de 'La Città' stigmatizzando che questa decisione "compromette il futuro del giornale e con esso di tutto l'organico di giornalisti, poligrafici e amministrativi". L'assemblea dei redattori "ha dichiarato cinque giorni di sciopero. Da domani 8 febbraio, e per cinque giorni, il giornale non sarà quindi in edicola e il sito internet non sarà aggiornato ad eccezione dei comunicati sindacali". Domani alle 15.30, nella sala giunta della Provincia di Salerno, il segretario nazionale della Fnsi, Raffaele Lorusso, interverrà a sostegno della vertenza sindacale.

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La Città, licenziati quattro giornalisti. Fra loro due componenti del Cdr. Fnsi e Sugc: «Atto antisindacale» Già attivate le procedure per denunciare l'azienda. «Una decisione di una gravità inaudita. Il sindacato continuerà a sostenere i colleghi e a contrastare in ogni sede le scelte scellerate dell'editore», affermano Raffaele Lorusso e Claudio Silvestri. Sono state consegnate le lettere di licenziamento ai quattro giornalisti della Città di Salerno. Due di questi sono componenti del Cdr. «La Federazione nazionale della stampa italiana e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno immediatamente attivato le procedure per denunciare l'azienda per comportamento antisindacale», affermano il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso e il segretario del Sugc, Claudio Silvestri. «La decisione dell'azienda è di una gravità inaudita perché viene meno agli impegni assunti anche alla presenza delle istituzioni e apre la strada a un inevitabile ridimensionamento del giornale – dicono ancora i due rappresentanti sindacali – con inevitabili riflessi negativi sulla qualità dell'informazione e sulla tenuta dell'occupazione. Il sindacato continuerà a sostenere i colleghi e a contrastare in ogni sede le scelte scellerate dell'azienda».

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Quattro lettere di licenziamento consegnate nella redazione del quotidiano La Città, quattro licenziamenti annunciati a TeleDiocesi. A Salerno è emergenza informazione. Nonostante la grande manifestazione che si è svolta in Comune e nonostante l'intervento del prefetto, la proprietà del quotidiano La Città ha consegnato le lettere a quattro giornalisti tra i quali anche due sindacalisti componenti del Comitato di redazione. Nella stessa giornata gli amministratori di TeleDiocesi hanno annunciato ai sindacati il licenziamento di quattro redattori su sei. Un quotidiano e un'emittente televisiva falcidiati a causa di gestioni sbagliate nonostante l'impegno e i grandi sacrifici dei giornalisti. L'Ordine dei giornalisti, che ieri si è stretto con tutte le componenti nazionali e locali al fianco dei giornalisti de La Città, denuncia un'emergenza informazione che deve chiamare Salerno e la Campania ad una grande mobilitazione, ad un tavolo istituzionale per salvare i posti di lavoro e per salvaguardare due testate giornalistiche fondamentali per l'informazione e per l'opinione pubblica a Salerno e in Campania.

L’Ordine dei Giornalisti della Campania

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"L’informazione é sotto attacco. Stanno progressivamente venendo meno i presidi storici della comunicazione. Il mondo della politica e la società civile devono intervenire perché spegnere l’informazione significa lasciare intere aree del Paese vuote  e sottrarre ai cittadini presidi democratici". Così il segretario nazionale della FNSI Raffaele Lorusso, intervenuto questo pomeriggio nella sala giunta della Provincia nel corso di un incontro convocato per fare il punto sulla vertenza del quotidiano la Città colpito da quattro licenziamenti. Licenziamenti che non incidono solo sul lavoro, come sottolineato dal rappresentante del comitato di redazione Piero Delle Cave: “Sono stati raggiunti dalle lettere di licenziamento anche due colleghi che fanno  parte del Cdr. Si tratta di un messaggio ben preciso per chi va via ma anche per chi resta”. Uno schiaffo ai lavoratori e al sindacato, ha stigmatizzato il segretario regionale del Sucg Claudio Silvestri: “Le denunce per comportamento antisindacale sono già partite. I due editori si sono rivelati per quello che sono dopo pochissimi mesi dall’acquisto della testata dal gruppo Espresso e questi licenziamenti arrivano dopo la terza minaccia in due anni. Il licenziamento di due sindacalisti non potrà passare. Ci penserà un giudice e in tempi rapidi”. In una situazione di gravissima crisi si trovano anche i colleghi di Telediocesi su cui pesa l’annuncio di sei licenziamenti, ha ricordato il presidente dell’Ordine dei giornalisti Ottavio Lucarelli: “ Quello che sta succedendo é la spia di una situazione nazionale sulla quale occorre tenere accesi i riflettori. Anche a nome del presidente nazionale Carlo Verna ritengo sia giunto il momento di indire uno stato di mobilitazione generale dell’informazione in Campania”. Il segretario Lorusso ha poi sottolineato la necessità di rispettare i diritti dei lavoratori e dei sindacati. L’attuale proprietà ha voluto perdere una scommessa. Nessuno ha messo alla società i bastoni tra le ruote. Da più di dieci anni sappiamo che il settore é in profonda trasformazione. Le sofferenze ci sono ovunque, ma un conto é affrontare le difficoltà, un conto é dire io sono il padrone e a casa mia faccio quello che voglio. Lo statuto dei lavoratori, pur indebolito é ancora in vigore. Almeno due dei quattro licenziamenti sono nulli. Cominciamo a rispettare i presupposti di legge. Rivolgo un appello a chi in una sede ufficiale come la FIEG ci diede tutte le garanzie del caso. Si torni al travolto delle trattative e si trovino delle soluzioni”. Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, a partire da Davide Trezza di Potere al Popolo che ha sostenuto la necessità di far scendere in campo la politica “che non deve giocare a fare voti ma tutelare la democrazia”, mentre Franco Mari, segretario provinciale di Sinistra Italiana, ha ricordato l’impegno e la presa di posizione dei Cdr del gruppo Gedi che hanno richiamato a un senso di responsabilità la precedente proprietà che pure si era assunta delle responsabilità per il futuro dei dipendenti".