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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Canfora condannato anche in Appello. Il sindaco di Sarno e Bruno Di Nesta, ex direttore generale  di Palazzo Sant'Agostino, sono stati condannati a due anni di reclusione, pensa sospesa. La vicenda riguarda una tentata concussione nei confronti di Gigi Cassandra, all’epoca dei fatti presidente dell’Asi di Salerno.

La procura, infatti, ha acceso i riflettori su presunte pressioni sulle nomine del Cgs, società partecipata proprio dell’Asi, da parte degli indagati. Nel 2013 i vertici della Provincia, che da poco tempo era passata dal centrodestra al centrosinistra, avrebbero fatto pressioni su Cassandra (eletto con la precedente giunta provinciale) affinché soprassedesse dalla decisione di nominare i revisori dei conti dell’Asi proprio perché era cambiato il colore politico dell’amministrazione a Palazzo Sant’Agostino. Lui, invece, andò avanti disponendo le nomine e da quel momento iniziò un lungo braccio di ferro sia politico che giudiziario, ora concluso anche in secondo grado.

Sulla questione è intervenuto il consigliere forzista Giuseppe Agovino. “In merito alla condanna in secondo grado – ha dichiarato  – riteniamo che siano opportune alcune considerazioni: pur rimanendo garantismi, credo che sia doveroso che il sindaco rassegni le dimissioni e ceda il passo al suo numero due, Roberto Robustelli".

"Infatti -  ha continuato il consigliere d’opposizione – il suo lasciare la poltrona di primo cittadino dovrebbe rappresentare un percorso coerente di quanto millantato in campagna elettorale: chi parla di Codice Etico e di trasparenza, di fronte ad una condanna, seppur non definitiva, dovrebbe aver il coraggio di dar seguito alle proprie parole con i fatti. Inoltre, cedere il passo al vicesindaco Robustelli, non dovrebbe essere un problema poiché andrebbe a continuare l’azione, disastrosa, di una coalizione che ha messo in ginocchio la città".

"Il sindaco – ha concluso Agovino – in questi anni, non ha attuato nulla del suo programma elettorale, ma anzi ha portato Sarno ad un baratro: questi dovrebbero essere i reali motivi delle sue dimissioni. Rispetto a questa vicenda, chiediamo al sindaco uno scatto d’orgoglio: convochi un consiglio comunale ad hoc e si dimetta”.