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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Miasmi e inquinamento ambientale: il sindaco Giuseppe Canfora scrive ai cittadini: «Siamo dalla vostra parte, combattiamo per voi». Il Comune, però, è assente alla Conferenza di servizi per il rinnovo delle autorizzazioni ambientali a favore di una nota ditta di via Ingegno, mentre il Tar di Salerno boccia la delibera comunale per lo stop ai nuovi impianti di rifiuti.

La puzza che avvolge la città è una vera e propria piaga per tutta la popolazione. L’odore che si diffonde fra la notte e le prime ore del mattino invade tutta l’area industriale fino a toccare l’ospedale di Sarno “Villa Malta” e la zone centrali della città. Di tale flagello per i cittadini sarnesi ne è a conoscenza l’amministrazione comunale che tramite un manifesto ha voluto esternare la propria vicinanza alla popolazione «Stiamo combattendo per tutelare l’ambiente e difendere il diritto alla salute. Noi siamo dalla vostra parte- ha scritto il sindaco- Più volte abbiamo ordinato la chiusura degli impianti per gli odori molesti ma i giudici, ogni volta, li hanno riaperti perché non esiste una legge che ci permette di chiudere impianti che inquinano».

E ancora: «Quando i vecchi impianti riusciranno ad evitare di danneggiare l’ambiente allora avremo vinto». A onor del vero, ad inizio mese scorso si è tenuta un’ importante Conferenza di Servizi alla Regione per il rinnovo delle autorizzazioni ambientali a una ditta dei rifiuti di via Ingegno. In tale sede, come spesso è accaduto in passato, il Comune di Sarno e la Provincia di Salerno sono risultati assenti. Né tantomeno sono pervenute delle osservazioni all’Ente di Palazzo Santa Lucia entro i termini stabiliti. In aggiunta, con tre diversi decreti dell’agosto scorso, i dirigenti della Regione hanno autorizzato una spedizione transazionale di rifiuti da Sarno alla Grecia per un quantitativo di 30 mila tonnellate.

Tuttavia c’è anche un’ulteriore cattiva notizia per i cittadini: un'altra ditta del settore ha presentato richiesta di modifica sostanziale dell’autorizzazione ambientale per il proprio impianto di rifiuti pericolosi. Il progetto è all’esame degli enti preposti e prevede la modifica in aumento dei quantitativi di rifiuti trattatati nello stabilimento in questione. Infine, arriva una batosta dal Tar di Salerno. I giudici hanno accolto il ricorso presentato da una ditta dell’area pip che si era opposta al diniego della Provincia di Salerno per la messa a riserva di rifiuti. Secondo il Tar, inoltre, la delibera con cui è stato disposto dal Comune di Sarno lo stop agli impianti di rifiuti non ha valore vincolante ma è  «un mero atto di indirizzo se non recepito nel vigente strumento urbanistico comunale».