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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Come nel miglior Orwell, scrivi che punti al consumo zero di suolo e in realtà spalanchi le porte a deroghe e incrementi volumetrici. Accade nella Campania del governatore Pd Vincenzo De Luca, dove è in cottura con un blitz estivo una legge regionale sull’Urbanistica che fa discutere, e litigare. Cinque articoli, una sorta di piano casa che punta a rendere definitive norme provvisorie, di solito rinnovate anno dopo anno (stavolta in scadenza il 30 settembre), e che consentirà “aumenti delle volumetrie del 20 per cento quando non c’è demolizione e del 35 per cento in caso di demolizione e ricostruzione”.

Ma sotto la parola d’ordine della semplificazione, messa in cima al disegno di legge a firma dell’assessore regionale Bruno Discepolo, si prepara il terreno “alla speculazione edilizia e alla realizzazione di ecomostri legalizzati”, sostiene il presidente campano di Legambiente Maria Teresa Imparato. Secondo l’architetto Gianpaolo Lambiase, già assessore alla Provincia di Salerno e a Battipaglia  “prevedere cambi di destinazione d’uso indiscriminati, in zone già densamente popolate e carenti di standard, significa di fatto aggravarne le già precarie condizioni di “vivibilità”.

Il provvedimento è stato approvato nella commissione urbanistica regionale presieduta dal deluchiano Luca Cascone, e potrebbe approdare in aula prima della pausa estiva. “È un piano casa riveduto e corretto in maniera positiva”, dice Cascone. “È un favore al partito del cemento”, replica il consigliere M5s ed ex sindaco di Avellino, Vincenzo Ciampi, “e di fatto avvierà una nuova stagione di costruzioni senza controlli”.

Il disegno di legge consente di convertire in edilizia residenziale ex complessi industriali, produttivi e commerciali dismessi. Si potranno spostare “le volumetrie di un complesso industriale dismesso in una area alternativa, con rilascio del permesso di costruire”. Per i cambi di destinazione d’uso sarà sufficiente una Scia, una segnalazione d’inizio lavori, e non più il permesso a costruire. E sarà sufficiente una Scia anche per realizzare “piscine interrate, con solo fini ludici, di dimensione massima di 24 mq e una profondità massima di 1,50 m, in aree pertinenziali degli edifici residenziali” e “parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto su cui insiste il fabbricato”. Sufficiente la comunicazione di inizio lavori per “movimenti terra attraverso sbancamenti e predisposizione di terrazzamenti”.

Secondo alcuni tecnici e ambientalisti, in assenza dell’approvazione dei piani paesaggistici il ddl è incostituzionale: deroghe parcellizzate e protratte nel tempo comporterebbero una lesione della sfera di competenza statale in tema di tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei Beni culturali.

“De Luca è un esperto in ecomostri – attacca l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris – e la proposta di legge della Regione da lui presieduta avrà l’effetto di derogare alle norme a tutela del suolo e del paesaggio, e il maggiore esproprio dei ruoli dei Comuni. Da sindaco mi opposi ai tentativi di De Luca di espropriare il ruolo urbanisticamente fondamentale delle città, oggi Manfredi dirà signorsì”.