info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici. Sostieni Saleincorpo, sito indipendente. Puoi farlo versando un contributo a piacere e su base annua sul c/c bancario IT96G0538776270000000001187 intestato a Carlo Meoli. Causale Sostengo Saleincorpo. Grazie.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 05/12/2021

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Dall’ecobonus per gli alberghi alle misure per borse di studio e alloggi per gli studenti universitari passando per la creazione di un fondo per il digitale e velocizzazioni della Valutazione ambientale strategica. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del nuovo decreto per l’attuazione del Piano di Nazionale di Ripresa e Resilienza e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di accelerare (e in alcuni casi completare) investimenti e riforme previste dal Pnrr. Stando all’ultimo monitoraggio, sui 51 obiettivi e traguardi da raggiungere entro fine anno per ricevere i fondi europei ne sono stati mandati in porto finora solo 14. Tra i 42 articoli della bozza anche la creazione di un comitato per la revisione della spesa e modifiche della normativa antimafia per mantenere i controlli ma evitare che si blocchino i cantieri.

Più facile il passaggio di professionisti nella pa – Niente penalizzazioni per i professionisti che accettano contratti a tempo con la Pubblica amministrazione per i progetti del Recovery: “per incentivare il reclutamento delle migliori professionalità” il decreto prevede che i professionisti possano mantenere l’iscrizione agli ordini di appartenenza e che, in ogni caso, non ci siano costi “a carico del professionista per la ricongiunzione” dei periodi contributivi in caso si opti per non rimanere iscritti alla relative casse di previdenza.

Il comitato per la revisione della spesa – Il governo intende tra il resto creare un “comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa“, presieduto dal Ragioniere generale dello Stato. Il comitato, cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef, e rappresentanti di Bankitalia, Istat e Corte dei conti, farà capo alla ragioneria e “opera in relazione alle linee guida stabilite dal Presidente del Consiglio e riferisce al Ministro dell’economia”.

I progetti bandiera delle Regioni – Ogni Regione e ogni provincia avrà un “progetto bandiera” con “particolare rilevanza strategica” e coerente con le linee del Pnrr e per la sua elaborazione potrà contare su un nuovo Nucleo di coordinamento tra le istituzioni locali e lo Stato. Il nuovo organismo è istituito, presso il dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della presidenza del Consiglio dei ministri e sarà operativo fino al 31 dicembre 2026.

Superbonus all’80% per gli alberghi – Due le misure principali sul fronte turismo: un superbonus all’80% per gli alberghi che investono in riqualificazione energetica e messa in sicurezza degli immobili e un tax credit per le agenzie di viaggio. Secondo fonti del ministero del Turismo il decreto destina al settore 2,4 i miliardi, che con la leva finanziaria salgono a 6,9. Ci sono anche 114 milioni per il Digital Tourism Hub, quasi 1,8 miliardi per il Fondo competitività imprese turistiche e 500 milioni per Roma Caput Mundi – Next Generation EU.

Il capitolo Sud e le bonifiche di Bagnoli e Taranto – Il capo IV sulle gestioni commissariali prevede che ad assumere il ruolo di commissario per la bonifica di Bagnoli sia il sindaco di Napoli, “con una congrua struttura di supporto e la possibilità di accelerare le opere con una serie di semplificazioni normative, anche usando soggetti attuatori diversi da Invitalia”, ha spiegato il ministro per il Sud Mara Carfagna. Il decreto interviene anche su altri tre capitoli gestiti dal ministero. Viene decisa l’estensione del ‘metodo Pnrr’, con tutte le semplificazioni burocratiche e amministrative connesse, anche alle attività del Fondo Sviluppo e Coesione, sia nel residuo del ciclo 2014-2020 sia nel nuovo ciclo 2021-2027. Il ministro del Sud sarà poi inserito nella Commissione tecnica per i fabbisogni standard, per monitorare l’avvio del superamento degli squilibri territoriali. Infine, per la bonifica di Taranto sarà rafforzato il ruolo del Commissario, istituita una struttura di supporto e introdotti i poteri sostitutivi in caso di ritardi e inefficienze.

Infrastrutture ferroviarie e sicurezza – Via libera alle norme che consentono di accelerare l’iter di approvazione del Contratto di programma quinquennale tra il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e Rete ferroviaria italiana (Rfi) e di velocizzare l’iter autorizzativo di tutti i progetti ferroviari. Queste riforme, inserite tra quelle previste dal Pnrr entro la fine del 2021, si legge in una nota del Mims, si aggiungono a quelle inserite dalle Commissioni Trasporti e Ambiente della Camera nella conversione del decreto Infrastrutture e che riguardano la sicurezza di strade, ponti, viadotti, il piano invasi e la pianificazione strategica delle Autorità portuali. “Con l’approvazione di questi provvedimenti, il Mims completa il quadro delle riforme previste tra gli obiettivi del Pnrr di quest’anno e anticipa anche alcuni target previsti per il 2022″, afferma il ministro Enrico Giovannini.

Il Fondo per il digitale finanziato dalle fondazioni (con aiuto pubblico) – Per sopperire alla mancanza di competenze digitali si istituisce in via sperimentale, dal 2022 al 2026, un Fondo per la Repubblica Digitale per progetti di formazione e inclusione digitale, accrescere le competenze digitali e migliorare il nostro posto nella classifica del Desi, il Digital Economy and Society Index della Commissione Europea. Saranno chiamate a contribuire le Fondazioni, a cui sarà riconosciuto un generoso credito d’imposta (fino a complessivi 508,5 milioni), pari al 65% dei versamenti effettuati nei primi due anni e al 75% per gli altri tre.

Cloud gestito da una società della Difesa – Sarà Difesa Servizi s.p.a, la società per azioni con socio unico il ministero della Difesa, la “centrale di committenza per l’espletamento delle procedure di gara relative all’infrastruttura” del cloud nazionale. Per la realizzazione delle attività viene chiesta l’autorizzazione di una spesa di 5 milioni per il 2021 e di 10 milioni per il 2022.