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Ultimo aggiornamento il 23/05/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Prescrizione gli imputati coinvolti nel processo Due Torri bis, istruito dalla procura di Salerno ricostruendo un sistema di appalti truccati assegnati dalla Provincia, con il coinvolgimento di noti politici, funzionari pubblici e decine di imprenditori. Tra i beneficiari del non luogo a procedere disposto dal tribunale, presidente Gabriella Passaro, l’ex presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani, Marcantonio Amato di Cava de’ Tirreni, Sergio Angrisani di Nocera Inferiore,  Silvana Bevilacqua, Giovanni Botta, Andrea Guido Bamonte di Roccadaspide, Francesco Capretto, Ornella Capretto, Diana Capretto di San Sebastiano al Vesuvio, Domenico Tartaglia, Christian  e Prisco Citarella di Nocera Inferiore, Lorenzo Delfino, Cipriano Di Puorto, Nicola Di Puorto, Antonio Di Sarli, Castrese Di Sarli, Vincenzo Di Sarli, Luigi Di Sarli, Nicola Doldo, Maurizio Esposito di Castel San Giorgio, Salvatore Fiengo, Alfonso Faiella di Nocera Inferiore, Luigi Galardo, Paolo Forte, Giovanni e Mario Rosario Leone, Donato e Gerardo Lettieri, Giuseppe Napoletano, Antonietta e Vito Antonio Pagano, Eugenio Pancione, Alessandro Piccolo, Edmondo Ritonnaro Immacolata Ritonnaro, Eduardo Sale di Nocera Inferiore, Pasquale Sannino di Nocera Inferiore, Gaetano Spinelli, Daniele Visco, Raffaele Visco Mariano e Carmine Nicola Zaccari, Giuseppe Ambrosano, Lucio Babbaro di Castel San Giorgio, Mario Cavalieri di Salerno, Vincenzo Cioffi di Nocera Inferiore, Laura Ciotta, Giuseppe Antonio Cirillo, Stefano Coronella, Giuseppe Cosenza di Scafati, Franco Cuozzo, Filippo De Sio, Fabio Del Prete, Federico Glielmi, Antonio Impemba, Angelo Michele lizio, Nicola Malinconico di Nocera Inferiore, Giancarlo Mascolo di cava, Michele Massa di Montecorvino Pugliano, Raffaele Normando, Gianfranco Risi, Gennaro Rizzo, Francesco Paolo Ruocco, Silvio Sarno, Fulvio Scanavino, Enrico Vallone, Maria Rosalba Vassallo  Giuseppe Logarzo e Francesco Tedesco di Sant’Egidio del Monte Albino.

Le ricostruzioni riguardavano lavori di rifacimento, completamento e ristrutturazione stradale in varie località della provincia. Per alcune gare d’appalto era intervenuta in precedenza la prescrizione: in fase istruttoria i pm titolari della fase madre dell’indagine, coordinata dalla procura di Salerno, avevano ipotizzato l’esistenza di una associazione a delinquere finalizzata alla ‘manipolazione’ dei pubblici incanti in Provincia attraverso turbativa d’asta, corruzione di pubblici dipendenti e falso in atto pubblico. Il maxi processo, riguardava gli appalti concessi a Palazzo Sant’Agostino tra il 2001 e il 2008, filone dell’inchiesta madre Due Torri che individuò come ideatori i fratelli Citarella, con il procedimenti parallelo ad avviare un iter successivo, ricollegato e proseguito sui diversi binari culminati nell’attuale decisione dei giudici, senza tener conto di precedenti giudizi celebrati con rito alternativo, in particolare con le formule del rito abbreviato e della pena concordata col consenso del pubblico ministero, accedendo al patteggiamento.