info@saleincorpo.it
Testata registrata presso il tribunale di Nocera Inferiore n.86 del 13/02/2017.
Direttore responsabile Alfonso Tramontano Guerritore / Editore Carlo Meoli. Questo sito non riceve contributi da enti pubblici. Sostieni Saleincorpo, sito indipendente. Puoi farlo versando un contributo a piacere e su base annua sul c/c bancario IT96G0538776270000000001187 intestato a Carlo Meoli. Causale Sostengo Saleincorpo. Grazie.
Code & Graphic by iLab Solutions
Ultimo aggiornamento il 07/07/2022

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

l rilancio della sanità territoriale con la Casa della salute: un rafforzamento del servizio pubblico o un’apertura al mercato privato?

La casa della salute è un modello di assistenza per le cure primarie, pensato dall'ex ministro della Salute Livia Turco nel 2006, per superare una organizzazione ancora troppo ospedalocentrica. Struttura adatta a rispondere alle esigenze territoriali e ad avviare i processi di prevenzione, ad oggi in 8  Regioni, purtroppo, non ne hanno istituita nemmeno una. Situazione peggiore per quanto riguarda gli ospedali di comunità che erano stati previsti nel Patto per la Salute 2014-2016 ma per cui solo l’anno scorso sono stati definiti gli standard. Ebbene in 11 regioni non ce n’è nemmeno uno. A rivelarlo è un dossier del Servizio studi della Camera dei Deputati, che hanno pubblicato una mappatura della situazione nelle 21 regioni. Le Regioni con più strutture sono Veneto, Emilia Romagna e Toscana. Situazione disastrosa anche le Regioni Autonome e le Regioni del centro sud. Nel dossier del Dipartimento Affari Sociali del Servizio Studi della Camera dei Deputati, sono indicate tutte le informazioni relativa ai presidi attivi per le cure intermedie (Case della Salute/Casa di comunità e Ospedale di comunità - OdC).  

In Campania la mappatura della Camera dei Deputati fino al marzo 2021 riporta il seguente dato: 

Tali strutture attualmente hanno un ruolo centrale nella Missione Salute (n.6) del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). La pandemia ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale. Tuttavia ha reso ancora più evidenti alcuni aspetti critici di natura strutturale e che in prospettiva potrebbero essere aggravati dall’accresciuta domanda di cure derivante dalle tendenze demografiche, epidemiologiche e sociali in atto. Nel dossier della Camera dei Deputati, la mappatura sul territorio nazionale evidenzia significative disparità territoriali nell’erogazione dei servizi, in particolare in termini di prevenzione e assistenza sul territorio. Un’inadeguata integrazione tra servizi ospedalieri, servizi territoriali e servizi sociali.

Tempi di attesa elevati per l’erogazione di alcune prestazioni, una scarsa capacità di conseguire sinergie nella definizione delle strategie di risposta ai rischi ambientali, climatici e sanitari. L’esperienza della pandemia ha evidenziato l’importanza di poter contare su un adeguato sfruttamento delle tecnologie più avanzate, su elevate competenze digitali, professionali e manageriali, su nuovi processi per l’erogazione delle prestazioni e delle cure e su un più efficace collegamento fra la ricerca, l’analisi dei dati, le cure e la loro programmazione a livello di sistema. La strategia perseguita con il PNRR è volta ad affrontare in maniera sinergica tutti questi aspetti critici. L’emergenza pandemica ha pertanto evidenziato con chiarezza la necessità di rafforzare la capacità del SSN di fornire servizi adeguati sul territorio. Non solo il processo di invecchiamento della popolazione italiana prosegue, ma una quota significativa e crescente della stessa, pari circa al 40%, è afflitta da malattie croniche. La Casa della salute ovvero della Comunità consente di potenziare e riorganizzare i servizi offerti sul territorio migliorandone la qualità. La Casa della salute ovvero della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici, dovrà essere una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità, altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti sociali. La presenza degli assistenti sociali nelle Case della salute ovvero della Comunità, rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale.

La Regione Campania, pur avendo espresso a suo tempo (marzo 2021) la sua contrarietà, commettendo un grave errore, alla realizzazione di queste strutture dedicate, grazie al PNRR (agosto 2021) potrà dare un immediato impulso ai Comuni per l’attivazione degli investimenti previsti nel PNRR entro la metà del 2016 per fare in modo che la “Casa della Salute” non diventi un semplice slogan o un modo per annunciare una riforma scritta solo sulla carta o sulla sabbia. I Comuni, pertanto sono ancora in tempo per prevedere nelle programmazioni amministrative l’attivazione di tali provvedimenti per non perdere investimenti cospicui e servizi indispensabili. Noi di FUTUR🌻AMA continueremo ad informare i cittadini ed a spingere in questa direzione. Non è mai troppo tardi per rimediare alle scelte sbagliate.