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Ultimo aggiornamento il 07/08/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Cuore in gola e paure superate. “Ho preso un proiettile vagante che forse non era rivolto direttamente a me”. Lo ha detto Roberto De Luca, ex assessore di Salerno, figlio di Vincenzo De Luca. È tornato a Salerno da scrittore venerdì sera. Ospite di un festival letterario foraggiato dalla Campania del padre e che è stato fonte di polemiche scatenate da Roberto Saviano, che ha rinunciato alla sua ospitata al Festival di Ravello perché sgradita al governatore. De Luca jr. verrà applaudito sei volte. Giocava in casa.

Il proiettile, metaforico, era sparato al padre. Era l’alba del 2018 e di lì a poco si sarebbe votato per le politiche e Roberto De Luca si dimise all’esplodere di uno scandalo. Aveva ricevuto nel suo studio di commercialista un faccendiere dei rifiuti munito di telecamerina nascosta che prometteva tangenti a chiunque e fece lo stesso con l’intermediario dell’appuntamento. Quei video, messi in rete da Fanpage, testata mai citata durante l’intervista di Paolo Di Paolo, fecero il giro del mondo. De Luca jr. fu censurato perché aprì la porta a quelli che l’altro ieri ha definito “degli scappati di casa”. Avrebbe dovuto lasciarli fuori, a che titolo parlavano di rifiuti con lui? Su questo è stato tranchant: “Non sapevo chi fossero, me li hanno mandati addosso”.

Roberto De Luca faceva (e fa) notizia in quanto figlio di, altrimenti le vicende di un giovane assessore alle Finanze di Salerno sarebbero rimaste confinate tra Telecolore e Lira Tv. Invece “in quei giorni i tg nazionali parlavano di me prima della Merkel”. Sono soddisfazioni. Indagato a Napoli per corruzione. De Luca jr ha atteso “580 giorni, che passano lentamente” prima di vedere archiviata la sua posizione con un provvedimento che ne ha riconosciuto la totale estraneità a ogni ipotesi di reato. Da questa storia ha tratto un libro, L’Uragano – Una storia di fake news, politica, giustizia (Rubettino). Ne ha discusso al Salerno Letteratura, in un Museo Diocesano sold out.

L’equilibrata intervista non ha fornito la notizia che tutti aspettavamo: ovvero se De Luca jr sia pronto oppure no a scendere in campo alle Amministrative per riprendersi ciò che ha perduto. Ma capiamo le ragioni di chi ha preferito non porre la domanda, per lasciare scorrere il dibattito esclusivamente nei temi del libro. La parte più forte Roberto De Luca l’ha regalata spiegando le dimissioni “in sole 48 ore, d’istinto”. Furono, dice, “un gesto d’amore familiare e di correttezza nei confronti del Pd. Non voleva essere un alibi di un’eventuale sconfitta che ci fu lo stesso, ma volevo lanciare un segnale. Lo dissi anche a Renzi, che mi cercò: ‘Dillo ai fautori dell’onestà che ci sono persone che rinunciano pur non avendo fatto nulla, da innocenti al 200%’ ”.

(Dal Fatto).