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Ultimo aggiornamento il 28/11/2022

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Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/656

Il tiktoker anti-bulli che promuove la lotta alla discriminazione, il giovane senegalese che ha rischiato la vita per salvare quella di una donna in difficoltà. E poi l’anziano che ha ceduto la sua dose di vaccino a tutela di un disabile, ma anche la volontaria che aiuta i bambini malati di cancro e la carabiniera che ha dissuaso dal suicidio una madre di tre figli. Ci sono anche loro tra le 33 persone alle quali il 13 novembre il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito le onorificenze al Merito della Repubblica italiana. Ecco le loro storie.

Raffaele Capperi – Di Piacenza ma con origini calabresi, è un ragazzo di 27 anni che ha lottato tutta la vita contro la discriminazione e che ora attraverso il suo canale Tik Tok si impegna attivamente nella sensibilizzazione contro il bullismo e nella promozione della diversità. Nato con la sindrome di Treacher Collins, una patologia che gli ha deformato il volto privandolo di mento e zigomo e rendendolo anche sordo, Capperi è stato vittima di vessazioni durante gli anni della scuola, prima ad opera degli altri studenti e poi addirittura da parte due professori, che l’hanno deriso per il suo udito costringendo il padre ad intervenire. Non si è però mai arreso e ora sui social, dove è noto con il soprannome di Gnaffo, si batte per aiutare i tanti giovani che come lui si ritrovano discriminati da adulti e coetanei. Sulla sua pagina vanta migliaia di seguaci e di recente ha anche pubblicato un’autobiografia, Brutto e Cattivo, in cui a partire dalla sua esperienza cerca di fornire spunti su come superare le difficoltà della vita.

Mamadou Fall – Trentanovenne originario del Senegal, dal 2006 vive a Follonica, in provincia di Grosseto, dove lavora come cameriere. Il suo merito è quello di aver mes...

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Fabio Castiglione

“Quando torno in Italia i primi giorni a Licata sono sempre bellissimi. Ma poi, quando inizia la routine, capisco che molte cose sono cambiate e che io sono cambiato. Non riesco più ad accettare certi atteggiamenti, l’assenza di servizi o l’inerzia di tante persone”. Fabio Castiglione, 37 anni, è un andrologo e urologo siciliano. Da 5 anni vive e lavora a Londra, dove è considerato uno dei massimi esperti nel suo campo e ha ricevuto un riconoscimento come miglior andrologo europeo. Fabio si trasferisce a 19 anni a Milano, dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia nel 2009 presso l’Università San Raffaele e la specializzazione in Urologia. Poi il dottorato di ricerca presso la Katholieke Universiteit Leuven in Belgio, e un anno come chirurgo volontario trascorso in India, prima di stabilirsi a Londra definitivamente.

“Durante l’università iniziai a frequentare il reparto ...

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“Mi creda presidente Draghi, è un’emergenza nell’emergenza, che richiede regole eccezionali”. C’era un elefante nella stanza dell’assemblea dell’Anci a Parma, che si è chiusa oggi con la relazione del presidente Antonio Decaro e l’intervento del premier. Gli enti locali dovranno gestire, secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, tra 66 e 71 miliardi di euro: un terzo dei fondi del Recovery. I soli 8mila Comuni avranno a che vedere con una quarantina di miliardi da spendere che salgono a 50 se si aggiungono le Città metropolitane. Se non ci riescono, il piano inviato dal governo alla Commissione europea matematicamente fallirà. Mario Draghi lo sa bene e non a caso ai primi cittadini ha detto: “Il successo del Piano è nelle vostre mani, come in quelle di noi tutti”. Ma allo stato attuale le condizioni per rispettare gli impegni presi con la Ue non ci sono. Perché “per spendere le risorse che arriveranno abbiamo bisogno del personale”, ha scandito il presidente Anci Antonio Decaro nella relazione conclusiva, riprendendo allarmi che i primi cittadini italiani, da Nord a Sud, lanciano da settimane. “Nei Comuni italiani sono in servizio complessivamente 361.745 dipendenti, mentre nel 2007 erano 479.233. Abbiamo perso un dipendente su quattro. Servono assunzioni a tempo determinato fino all’attuazione del Pnrr”. 

Il piano di reclutamento ci sarebbe, ma non basta: è troppo farraginoso e i risultati delle selezioni, come ha mostrato il flop del concorsone per 2.800 tecnici per il Sud bandito dal ministero di Renato Brunetta, lasciano a dir poco a desiderare. Finendo per riempire gli uffici di persone senza adeguata formazione ed esperienza. Di qui la richiesta di Decaro di semplificare le procedure con regole eccezionali: “Il reclutamento straordinario deve riguarda...

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Enrico Fierro

Non sta a noi spiegare cosa è stato per il giornalismo italiano Enrico Fierro morto ieri a 69 anni. Possiamo, molto più modestamente, riproporre qui un pezzo che scrisse un paio di anni fa per Saleincorpo. Il "professore" raccontava la sua esperienza del sisma del 1980. La sua penna e la sua passione ci mancheranno.

 

Dov’ero, cosa stavo facendo quella sera? E’ una domanda che mi pongo sempre da quel 23 novembre del 1980, 39 anni fa. Cerco di non perdere la memoria, soprattutto quella dei particolari. Ricordo tutto, come chi ha vissuto un evento straordinario della vita. Come chi ha visto in faccia la guerra e la morte. Perché quello è stato il terremoto che la sera del 23 novembre 1980 colpì l’Irpinia, Napoli, il Salernitano, l’osso malato del Sud fino alla Basilicata. Una guerra con i morti, 2914, i feriti, 9mila, gli sfollati, 280mila, ma senza un nemico che ti bomb...

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Il pm Gratteri

Non si spegne la polemica sul decreto legislativo “sulla presunzione di innocenza” approvato giovedì dal Consiglio dei ministri, che impone pesanti restrizioni alla comunicazione giudiziaria, prevedendo – tra le altre cose – che “la diffusione di informazioni sui procedimenti penali” sia consentita “solo quando è strettamente necessaria per la prosecuzione delle indagini” e che le conferenze stampa dei procuratori capi possano tenersi solo “nei casi di particolare rilevanza pubblica dei fatti”, oltre al divieto di “indicare, nelle dichiarazioni pubbliche, indagati e imputati come colpevoli prima della condanna definitiva” a pena di pubblica ammenda e richieste di risarcimento danni. L’ultimo a intervenire è stato il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, in occasione della prima sentenza del maxi-processo Rinascita-Scott con 70 condanne inflitte in rito abbreviato: “Settanta presu...

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Rosario Fina

“Il 30 ottobre 2002 sbarcavo a Helsinki, con una valigia, una stanza in uno studentato per qualche settimana, nessun lavoro, un amico stagista, l’aiutino dei miei genitori (poca roba in un paese piuttosto costoso, ma pur sempre un prezioso aiuto)”. Rosario Fina ha 46 anni, è originario di Battipaglia e vive tra Tampere e Helsinki: è il primo preside italiano in una scuola finlandese. “L’Italia è la mia casa – sorride – ma poi arriva il punto in cui separarsi è naturale, giusto e anche doveroso verso se stessi”.

Una solida certezza del percorso accademico di Rosario è stata lo studio della lingua e della letteratura finlandesi: “In quello ho sempre eccelso, sia per voti che per tempistica, senza perdere mai un colpo”, ricorda al fatto.it. Nel 2002, a pochi mesi dalla laurea, Rosario arriva in Finlandia per concludere le sue ricerche e completare la tesi. Ci resterà per quasi 20...

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