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Ultimo aggiornamento il 14/04/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/820

Che poi a che servono tutte le parole diverse dal racconto? Sono nella testa di chi è stato lì. A Napoli, nel cuore nero dell’amicizia. Una novella per il mondo, che parla del legame senza sconti dell’infanzia, e poi. Dove mi sono messa, nascosta al meglio adoperando carta e verità. Guardando da una smarginatura, da una fessura come un davanzale. Come ho fatto e continuato a fare, simulando i passi di chi non ha altro da mostrare. Allo stesso modo ero in platea, seguendo i volti e le reazioni del pubblico di un mondo veneziano, tra le stelle accorse al festival. Ho sentito la commozione e la vita attraversare le persone, direttamente nella polvere delle stradine povere di quando c’erano Lila e Lenu. Ho scelto una poltrona tra le tante, all’anteprima, con anonimato, che nessuno mi riconosceva, lontano dalle file degli attori, dalle bambine e dalle personalità. Ho seguito dal mio spazio, con discrezione, a tratti emozionata dal ritorno che mi faceva quasi male. Che cosa c’entra tutto questo non me lo chiedo più. E’ altro nella testa di chi guarda, di chi legge. Ho sentito la voce degli attori, il rumore delle botte, e le grida tra le mura cupe di case modeste. Ho risalito le stesse scale raccontate, la disperazione e il sangue. Gli schiaffi senza colpi dei bambini, costruite di parole e sguardi lancinanti, che nessuno di noi vuole ricordare mai. Mi sono messa lì a guardare, esattamente come rimettevo tutto in gioco, con le parole, con i libri. Sono stata americana, e prima ancora ho perso la mia infanzia a Napoli.

Che non importa se ero io, a fare sfide a un uomo che sembrava un mostro o un usuraio, con le bambole perdute apposta in uno scantinato. E non importa se ero io a sentire il suono secco di uno schiaffo, il fumo dell...

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Il sindaco Torquato

C'è stata una iniziativa a Nocera della giunta guidata da Manlio Torquato passata un attimo sotto traccia. Noi riteniamo, invece, che si tratti di un manifesto, un progetto che l'amministrazione cercherà di perseguire fino alla fine del mandato.

Si tratta della famosa adozione del "bene comune". Non inganni il termine. Si sbaglierebbe se si pensasse alla solita tirata sulla partecipazione della gente alla vita politica. Il discorso va ben oltre. Quello di Torquato sembra essere un appello alla famosa borghesia produttiva che, dopo averlo votato, lo ha sostanzialmente "abbandonato", pensando che le cose potessero andare a posto da sole.

Oggi quella classe di mezzo più che altro critica, ma non partecipa. Non vive la città e i suoi problemi. Insomma, un ceto intellettualmente inutile. Da qui la chiamata alle armi, quel "bene comune" che deve migliorare Nocera e, perché n...

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Sono finiti, dopo poche ore, in fondo alle homepage dei siti e relegati nelle pagine di cronaca dei quotidiani: taglio basso, al massimo tre colonne. Quattro ragazzi africani avevano sgobbato per ore nel Foggiano a raccogliere pomodori. Poi lo scontro del furgone, senza finestrini, contro un tir: quattro morti e tre feriti.

I nuovi schiavi, sfruttati da un caporalato violento e mafioso, sono clandestini. Non hanno documenti, non hanno un nome, non hanno nulla. Non si riesce ancora a dare una identità precisa a uno dei quattro morti. Non cercate tweet: non li troverete, naturalmente.

In Puglia, durante la raccolta del pomodoro, esiste una mafia delle coop che fornisce manodopera alle aziende conserviere, in primis a quelle dell'Agro. Sono delinquenti sui quali nessuno indaga perché, naturalmente, è molto più facile fermare gli ambulanti sulle spiagge. Eppure quei pomodori sono più rossi del sangue, sangue versato da gente che scarica sotto il sole cocente cassette su cassette per qualche decina di euro al giorno.

Eppure la cosiddetta società civile, ammesso che in questo cialtronesco paese esista, potrebbe boicottare i prodotti di queste imprese. O, quantomeno, chiedere spiegazioni sulla provenienza della materia prima. Un piccolo passo, certo, ma pur sempre qualcosa nella speranza di smuovere coscienze distratte.

Invece nulla. A parte qualche anima nobile del sindacato, nessuno ha detto nulla. Personalmente vedere quella strada invasa dai pomodori mischiati al sangue degli schiavi mi ha scosso. E non mangerò più qualcosa che assomiglia terribilmente proprio al sangue dei miei fratelli.

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Andrea Scanzi, in un bel pezzo sul "Fatto", ha scritto che l'attuale maggioranza è talmente sgangherata che abbatterla sarebbe più semplice che tirare un rigore a porta vuota. Ci vorrebbe, però, un'opposizione che non c'è. In base ai sondaggi più recenti Lega e M5S, insieme, raggiungono il sessanta per cento del consenso.

Ricette semplici per ricostruire una alternativa non esistono. Si potrebbe, forse, ripartire da due concetti: orgoglio dell'appartenenza e riscatto nella militanza. In certi posti la sinistra non va più. Non riesce ad ascoltare le parole di chi non ha nulla. Ha lasciato campo libero a demagoghi senza né arte né parte che, sventolando presunti problemi di ordine pubblico, hanno fatto incetta di voti.

Bisogna ricominciare daccapo. Questo può avvenire solo lasciando la tastiera e andando casa per casa, come si faceva tanti anni fa. Dove c'è sofferenza bi...

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Di Maio e Salvini

Salvini-Di Maio o Di Maio-Salvini, scegliete voi, tanto cambia poco. Possiamo chiamarli gli inventori di emergenze. Il giochetto è semplice e nemmeno nuovo: fare propaganda su temi sensibili per nascondere agli italiani quali sono i veri problemi di questo paese.

Immigrati. E' la panzana più grossa che raccontano da mesi. In Italia, nell'ultimo anno, gli sbarchi sono diminuiti del 78 per cento. Il merito non è del buffone padano, ma dell'ex ministro degli Interni Minniti. E non c'è nessuna invasione dei neri. La presenza straniera di gran lunga più forte è quella rumena (1.168.552), seguita da quella albanese. Per trovare un nero "pallido", i marocchini, arriviamo al terzo posto con 420.000 unità. Poi, a seguire, abbiamo cinesi, ucraini, filippini, indiani, moldavi, egiziani e, buon undicesimi, i senegalesi.

Poi c'è la menzogna principe: il buffone padano parla di "inv...

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In primo piano Roberto Fico

Quando pensavamo che la coalizione di governo fosse schiava del buffone padano ecco spuntare il presidente della Camera, Roberto Fico. Pensavano di averlo ingessato con un incarico istituzionale. Hanno anche tentato di infangarlo con la storia della colf alla quale non avrebbe versato i contributi. Niente da fare. E' andato avanti.

E' stato l'unico rappresentante dello Stato ad andare in Calabria per portare la solidarietà del governo al bracciante del Mali ammazzato a fucilate. Qualcuno non lo avrà preso sul serio. L'avrà ritenuta una uscita estemporanea. Sbagliava di grosso.

Nell'odiosa polemica scatenata dal buffone padano contro Roberto Saviano e la sua scorta si è schierato senza mezze misure, ricordando che uno Stato serio difende le persone minacciate dalle mafie. Qualcuno, a questo punto, ha iniziato a preoccuparsi. Fico parla e spesso si schiera contro membri ...

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