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Ultimo aggiornamento il 14/04/2024

Saleincorpo

Un'idea di Carlo Meoli

Editoriali/820

Pubblichiamo un intervento di Massimo Fini pubblicato su "il Fatto Quotidiano".

"Mentre i più importanti giornali erano impegnati a scovare anche il più piccolo granello di sabbia nell’ingranaggio dell’alleanza fra Cinque Stelle e Lega e poi a fare le pulci al ‘decretone’ del governo, di cui Conte, Di Maio, Salvini si dimostravano giustamente orgogliosi, a me il fatto più grave, e anche impressionante, è sembrato l’incriminazione di 15 magistrati calabresi (15) da parte della Procura di Salerno per reati che vanno dalla corruzione alla corruzione in atti giudiziari al favoreggiamento mafioso. Durante il Fascismo, la Magistratura ordinaria fu incorruttibile. Tanto che il Regime dovette inventarsi i Tribunali Speciali per giudicare i reati politici, soprattutto quelli di opinione di cui il Codice di Alfredo Rocco, che era un grande giurista ma pur sempre un fascista, era zeppo. Nel dopoguerra, dopo gli anni dello slancio della ricostruzione e una classe politica che si era temprata in quel conflitto, cominciò a insinuarsi nelle nostre élite, chiamiamole così, il tarlo della corruzione. E la Magistratura, o almeno una parte di essa, fu connivente. Il Tribunale di Roma veniva chiamato “il porto delle nebbie” per la sua abilità nell’insabbiare le inchieste che avrebbero potuto rivelarsi insidiose per ‘lorsignori’. E a Milano, col Procuratore generale Carmelo Spagnuolo, gran frequentatore di bische, le cose non andavano tanto meglio. Ai Procuratori generali o ai Procuratori capo era facile tagliare le unghie ai Pm fastidiosi: avocavano a sé le inchieste e non se ne sapeva più nulla. Successivamente, con il Pci che si era consociato col Potere, divenne praticamente impossibile indagare sulla corruzione dilagante e sistematica fra i politici e gli imprenditori. Perch...

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Sfera Ebbasta

Ci sarebbe da ridere se non si toccassero temi come la droga e la morte. I magistrati di Pescara hanno indagato il trapper Sfera Ebbasta per istigazione all'utilizzo di sostanze stupefacenti. L'inchiesta è legata a quella della strage in discoteca durante il concerto dell'artista.

Mettere sotto accusa un cantante ipotizzando questo tipo di reato non è solo sciocco, ma denota anche malafede. Se si arrivasse, infatti, a un processo nessuna corte lo condannerebbe. La speranza è che non sia stata presa questa decisione solo per guadagnarsi il titolo di apertura di giornali e siti.

E così mentre in Italia si torna quantomeno a confrontarsi sul problema della legalizzazione delle droghe leggere, si riesce a banalizzare tutto con la vecchia storia dei "cattivi maestri". Da sempre Saleincorpo sostiene due cose: la droga non è un problema, ma è il problema. In secondo luogo le ...

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Non poteva essere una festa e non lo è stata. Nonostante le inutili ordinanze abbiamo iniziato il 2019 contando le vittime dell'alcol. Hanno venduto a minorenni alcolici e superalcolici. A Nocera non lo hanno fatto solo alcuni bar. Ho visto uscire dai market ragazzi con buste piene di liquori.

Alla fine il dramma, perché ci sono drammi anche senza morti, sono questi bambinetti che si accasciano per strada, nel cuore della cosiddetta city che esiste solo nella fantasia di qualche amministratore, presi dalle ambulanze sulla soglia del coma etilico. I soccorsi, poi, spesso hanno subito rallentamenti costretti come sono stati a fare gimcane rischiosissime tra migliaia di persone.

Chi si è avventurato in strada solo per fare una passeggiata ha dovuto spesso scansare il vomito. Uno schifo, altro che festa. Nocera, un tempo capitale dell'Agro, è apparsa solo una vecchia baldracca decadente, senza speranza. Succede anche altrove, certo, ma non possiamo sempre trovare questa giustificazione.

Eppure c'era un'occasione legata, purtroppo, a una tragedia vera per dare un segnale di riscatto e civiltà: la scomparsa di una ragazzina di appena undici anni avrebbe dovuto portare al blocco di tutte le manifestazioni. Una forma di rispetto e di pietas nei confronti di un dolore atroce. Ma niente, lo spettacolo da postribolo doveva continuare. E le sbronze pure. Così è stato e, purtroppo, così sempre sarà.

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Saleincorpo augura a tutti i suoi lettori, e anche a quelli che non ci leggono, un augurio sentito e laico. Molto abbiamo fatto quest'anno, ma, e ne siamo consapevoli, molto c'è ancora da fare. Quando io e Alfonso Tramontano Guerritore pensammo a questo sito volevamo creare un piccolo strumento di riflessione e libertà, aperto a chi vuole ragionare senza urlare. L'anno prossimo intensificheremo la nostra presenza, accoglieremo i contributi di chi ha qualcosa di intelligente da dire e scrivere.

Non tradiremo mai alcuni principi cardine: non intendiamo ricevere contributi da enti pubblici, firmare convenzioni con soggetti istituzionali e se dovesse arrivare pubblicità commerciale, la esamineremo al microscopio prima di passarla. La forza di un sito indipendente sono i lettori. A loro chiederemo un piccolo contributo consci del fatto che solo un modello di azionariato diffuso può...

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Il M5S sta portando avanti, da anni in verità, due battaglie che riguardano l'abolizione dell'ordine dei giornalisti e il taglio del finanziamento pubblico diretto ad alcuni organi di informazione. Sono questioni sulle quali noi di Saleincorpo pensiamo si possa discutere. L'ordine, così com'è, serve veramente a poco. O si riforma completamente oppure non ha senso mantenerlo in vita.

Discorso più complesso sui finanziamenti pubblici. Questi soldi vanno sostanzialmente ai giornali editi da cooperative, da enti senza scopo di lucro oppure quando rappresentano minoranze linguistiche. Il sottosegretario Vito Crimi ha ragione quando sostiene che gran parte del contributo finisce a pochi quotidiani (Avvenire, Libero, Quotidiano del Sud, Manifesto). Si crea una discrepanza. E, ancora, oggettivamente altre realtà qualificate stanno sul mercato senza godere di sostegni così incisivi.

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Avvertenza ai lettori: crediamo certamente che le domande siano la cosa più importante. Non c'è niente senza le domande. Per questo, e per un tariffario da mercato pubblicato sul blog di Beppe Grillo come avvertenza ai giornalisti ficcanaso/scocciatori/prezzolati ecc. ecc., le risposte non le troverete. 

 

 

 

 

 

Partirei da lontano. Ma non c’è tempo e non c’è denaro. Come ci si sente a farsi pagare per rispondere a delle semplici domande da parte di chi fa il peggior lavoro del mondo, pregno di servilismo e bugie?  C’è un modo per imparare qualcosa senza versare oboli e denari?  

 

Dagli spettacoli "contro" alla protesta organizzata, passando per la controinfor...

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